









Come mai lo svincolo è stato bannato?
In fondo a parte le continue crisi isteriche causate da una menopausa mal gestita è del tutto innocuo.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


vedo che il liquame ed i servi stanno belli nascosti e metteno il naso fuori dal buco che li ospita solo quando non ci sono, perchè bannato in quanto un paraculo spione piddino è andato a frignare dalla maestra che svicolone lo prendeva per il culo. bravi compagni, che coraggio!
DESSO RISPONDETE ALLA DOMANDA, SERVI:
BUZZI HA LA TESSERA DEL PD?
BUZZI HA FINANZIATO LA LEOPOLDA RENZIANA?


Buzzi insiste con il Pd "Comprai 220 tessere" - la Repubblica.it
NON solo i finanziamenti in chiaro e le tangenti ai politici. Adesso spuntano anche soldi per il congresso del Pd romano del 2013, foraggiato in nero con il tesseramentle o di più di 220 persone. A raccontare il dettaglio è Salvatore Buzzi, al sesto giorno di esame nell'aula bunker di Rebibbia per il processo Mafia Capitale. Il ras delle coop ha raccontato di aver aiutato entrambe le anime del partito.
Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


i servi leccaculo battono in ritirata
NON POSSONO SMENTIRE CHE IL CONDANNATO PER OMICIDIO E CHE ORA SI E' BECCATO ALTRI 19 ANNI ABBIA LA TESSERA DEL PD E SIA UN FINANZIATORE DELLA LEOPOLDA.
ipocriti servi .


un bel quadretto dell'ometto finanziatore della leopolda
La biografia criminale di Salvatore Buzzi
Nei giornali dell'epoca, la verità (mai raccontata) sull'omicidio che costò la prima condanna al ràs della Coop 29 giugno
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9 dicembre 2014
Panorama News Cronaca La biografia criminale di Salvatore Buzzi
Salvatore Buzzi Salvatore Buzzi, braccio destro di Massimo Carminati – Credits: ANSA / UFFICIO STAMPA CARABINIERI ROS
Contrariamente a quanto sostenuto a caldo da tutti i principali quotidiani italiani, Salvatore Buzzi, il capo della cooperativa 29 giugno al centro dell'inchiesta Mafia Capitale, non è stato condannato nei primi anni 80 per omicidio colposo. Né, come è stato detto a Bersaglio Mobile, per l'assassinio di una prostituta. Salvatore Buzzi è stato condannato nel giugno del 1980 per aver ucciso con 34 coltellate un suo complice a Roma. L'episodio e il movente non sono irrilevanti per inquadrare il profilo psicologico e criminale di quest'uomo che, nel suo percorso di vita, casi di corruzione a parte, ha saputo prendere un po' tutti per il naso, financo due galantuomini come l'ex presidente della Camera Pietro Ingrao, il presidente della Caritas Don Luigi Di Liegro e lo stesso presidente Oscar Luigi Scalfaro che nel 1994 gli concesse la grazia, dopo aver constatato il pieno recupero del detenuto.
L'omicidio che gli aprì le porte di Rebibbia avvenne nel giugno 1980 dopo che un suo complice lo aveva minacciato di rivelare ai superiori della banca per la quale lavorava il vorticoso giro di assegni falsi che incassava e si spartiva col suo socio, grazie alle mansioni che svolgeva. 34 coltellate, un alibi costruito in fretta e furia grazie alla complicità della fidanzata brasiliana, infine la confessione. Insomma, Buzzi, prima di diventare quello che sarebbe diventato, un detenuto modello che era riuscito a laurearsi in carcere (primo in Italia), per di più con il massimo dei voti, era sin dagli esordi un truffatore. Non esattamente il profilo criminale più adatto per gestire un fiume di denaro pubblico, come sarebbe avvenuto in seguito.
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Buzzi, in sostanza, era un imbroglione che non aveva esitato a uccidere in modo anche efferato e che, quando si trovò dietro le sbarre, seppe calarsi perfettamente nella parte, divenne il punto di riferimento dei detenuti di Rebibbia, il testimonial vivente della bontà della legge Gozzini, il fondatore di una cooperativa che avrebbe messo in pratica l'utopia costituzionale del reinserimento dei detenuti, l'uomo che aveva saputo studiare e riscattarsi, ricevendo pubblici riconoscimenti di parlamentari e dirigenti della sinistra e dell'associazionismo cattolico che si battevano da anni per i diritti e il reinserimento dei detenuti. Il resto della storia la conoscete, ma l'inabissamento, va detto, gli è riuscito alla perfezione. La domanda che molti si pongono è come sia possibile che un uomo che era finito dietro le sbarre non solo per omicidio, ma anche per truffa, al netto della condanna già scontata, possa arrivare a controllare un giro d'affari di soldi pubblici e appalti per 60 milioni di euro annui. Sciatteria politico-istituzionale? Complicità diffuse? Eccessiva fiducia negli esseri umani? Queste domande rimarranno probabilmente senza risposta. O le risposte contengono tutte un principio di verità. La nostra classe dirigente è un po' incompetente, un po' collusa e anche, nel migliore dei casi, un po' ingenua sulla possibilità di riscatto degli uomini. Si chiese una volta, per tutt'altra finalità, Pier Paolo Pasolini: «Può un uomo essere molto diverso dalla propria storia?»
La biografia criminale di Salvatore Buzzi - Panorama


Scusate, ma a parte i deliri del leccaculo, quali sarebbero le prove che Buzzi fosse effettivamente inserito nel partito democratico e che il suo Capo, il neofascista Carminati non fosse pappa e ciccia con Alemanno, Polverigi e tutta l'allegra congrega regolarmente votata per anni e anni dal leccaculo suddetto?
Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.
I I = Inutili Idiozie.