Le due cose non si escludono a vicenda: un modello di tipo mutualistico (nell'articolo si fa riferimento a forme autogestite di mutuo soccorso come mense, farmacie popolari, cooperative, occupazioni a scopo abitativo) può tranquillamente coinvivere con forme di welfare statuale. Cosa più importante, forme solidaristiche del genere, oltre ad alleviare nel qui ed ora le esigenze più impellenti di chi è tagliato fuori dal circuito capitalistico, possono fungere da aggregato sociale per la creazione di un futuro partito di classe.
Che poi la via al socialismo non sia questa permettimi di dissentire, le obbiezioni sono molteplici e mi limiterò ad elencarne solo alcune: innanzi tutto perchè Marx non ha offerto possibili ricette per l'avvenire, per cui la sperimentazione sociale non solo non è preclusa, ma è anzi necessaria; il comunismo storico novecentesco, nella sua forma burocratica e statalista, è fallito e non solo per via dei nemici esterni, ma anche per le sue contraddizioni intrinseche (non a caso i vari partiti socialisti sparsi per il globo, e che ancora contano qualcosa, hanno adottato differenti strategie economiche rispetto a quelle intraprese dall'Unione Sovietica) pertanto è necessario trovare soluzioni alternative; vari movimenti di chiara ispirazione socialista/comunista hanno, nel corso della propria storia ed in epoca attuale, intrapreso soluzioni simili a quelle segnalate dall'articolo.





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