



Parlando di cafoni, cinici, mariuoli, insomma il contrario dei galantuomini, mi è capitata ora sott'occhi quest' Intervista a Leonardo Sciascia, datata 1979, di cui riporto uno stralcio:
(...)
D.: »Che farebbe lei se governasse?
R.: »Intanto rimanderei a casa Andreotti che riunisce in se il peggio, nei secoli della storia d’Italia. (Già vedo i libri di storia del futuro: sotto il governo dell’onorevole Andreotti, la corruzione della vita italiana raggiunse il suo massimo. mentre la vita umana valeva quanto ai tempi di Cesare Borgia .
D.: »Perché lo odia tanto?
R.: »Per il suo machiavellismo paranoico. per il cinismo che ha ereditato dalla curia romana, lo stesso cinismo rappresentato dai sonetti del Belli e dai personaggi di Alberto Sordi. La miopia verso il bene e la presbiopia verso il male .
D.: »E una volta liquidato questo mostro?
R.: »Ci vorrebbe un po’ di povertà. Ma non povertà per i poveri, i quali grazie a dio ne hanno già abbastanza. Ma povertà per la classe media, penso a certi professionisti, certi medici .
D.: »Anche lei se ne viene fuori con questa ricetta cristiana della povertà austera. E' ciò che predica il PCI .
R.: »Ma io non parlo della povertà come punizione. Penso alla povertà a pensare ad amare il proprio lavoro, riscoprire il decoro, il piacere della produzione intellettuale .
D.: »E gli operai?
R.: »No, loro hanno diritto a non amare il lavoro. Un operaio della Fiat che detesta il bullone e lo considera solo uno strumento per prendere il salario, lo capisco. Non concepisco che un medico faccia altrettanto con il malato .
D.: »Che altro farebbe, o vorrebbe, lo scrittore Sciascia una volta varcata la soglia del palazzo?
R.: »Beh, una cosa che non dipenderebbe mai da me ma che mi farebbe un gran piacere. Manderei in galera un bel po’ di gente e la sostituirei con dei galantuomini .
D.: »La manderebbe in galera moralmente parlando?
R.: »No. penalmente parlando .
(...)
Quando sarò deputato... | RadioRadicale.it
SADNESS IS REBELLION


@Florian mi fa morire, perché dice di amare e di desiderare le cose belle tipo l'arte, l'artigianato, la cultura, ma al contempo disprezza il danaro. Cioè, in parole povere, vorrebbe che quei coglioni di artisti, artigiani, letterati, producessero le cose per lui gratuitamente. Eh sì, perché i nobili sono "custodi" delle cose, non proprietari. Cioè: caro artigiano, impiega pure una settimana della tua vita a confezionarmi un meraviglioso abito su misura, che poi non te lo pago, perché io sono custode e non proprietario. Mica scemo, il ragazzo!
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Te lo spiego subito. Sia i disoccupati che il tuo notaio comprano gli occhiali ogni tanto.
In ogni caso, quel che produci tu, viene in qualche modo acquistato anche dai poveri o quasi. Beh, certo se tu sei un costruttore delle barche di lusso, allora il discorso cambia.
A scanso di equivoci, non ricevo alcun assegno sociale dallo Stato e non l'ho mai ricevuto.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Credo che parli di me.
Foglia, forse non hai capito o sono io che non so spiegarmi. Sono rimasta male perché prima di mettere nordista in ignore mi considerava una persona per bene, dopo averlo messo in ignore sono diventata una delle persone peggiori di questo mondo.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Infatti io non disprezzo il denaro come mezzo, disprezzo il denaro come fine o come mezzo per costruirsi uno status sociale (che è lo stesso). Io per avere i tanti oggetti che catturano il mio sguardo e a cui non so resistere spendo dei soldi. Per tale ragione non sono e non sarò mai ricco. Ho le tasche bucate, spendo tutto il poco che ho. Ma non smetto di inseguire ciò che è Bello o comunque ciò che mi piace a prescindere dal valore di mercato che è per me di nessunissimo interesse. Sono alieno dalla mentalità capitalistica, non mi interessa comprare per vendere e guadagnare. Te e Frugale che ti quota dovreste essere "di destra", ma voi la Destra non sapete proprio cosa sia.
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Cercando di circondarti di cose (che tu consideri) belle, pure tu ambisci a raggiungere uno status sociale, che è quello della persona dai gusti raffinati. Dici "a prescindere dal valore di mercato", ma intanto le cose belle che acquisti hanno un costo e, inoltre, acquistandole accumuli un patrimonio, quindi non è vero che non sei "ricco".
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Che poi il ricco, fateci caso... è quello che non offre mai. E' quello che al momento di andare alla cassa non ha moneta, ha dimenticato il portafoglio... oppure la rara volta che ha deciso di offrire ti porta in un localaccio per risparmiare sottolineando che "non si buttano via i soldi!"... E' quello che, se ti vede comprare un giornale, dice: "Mi fai leggere?"... o, peggio, nel caso di un libro (che non leggerà mai): "Me lo presti?"
Il ricco è quello che si fa chiamare al cellulare, se ce l'ha, oppure che ti dice di non avere un cellulare PERCHE' COSTA. Il ricco è un alacre risparmiatore che non teme affatto di apparire come gretto agli occhi di chi ha molto meno di lui.
Ma c'è anche il ricco cafone che al supermercato Conad paga in contanti con una banconota da 100 euro, quello che vedi passare perennemente abbronzato e con gli occhiali da sole pure d'inverno, quello che insegue l'ultimissima moda e strizza l'occhio al giovane che non è più... E' il giovane che usa il macchinone per la città e spara musica a tutto volume alle 6 di mattina dopo una notte di bagordi... Mentre le ragazze ricche sono generalmente acide e insopportabili, ma hanno il pregio di vedersi poco durante la giornata perché usano uscire solo di sera (scarrozzate da una macchina altrui).
Il ricco è quello che nel palazzo non solo non ti saluta, ma non ti guarda neppure, anche se è appena arrivato in condominio e tu sei lì da trent'anni. Il ricco è quello che paga le bollette in ritardo e a volte questiona col portiere perché gli chiede di rispettare i tempi. Il ricco è falsamente educato oppure volgarissimo, non conosce misure. Il ricco è generalmente IGNORANTE. Tant'è che non capisci mai come sia possibile che senza cultura si sia fatto TUTTI quei soldi.
Il ricco, quando non ha la coda di paglia, è quasi sempre razzista e INCAZZATO con chi ha meno di lui. Il ricco crede di poter comprare tutto coi soldi. Il ricco non va in Chiesa, ma in punto di morte ha un prete dell'Opus Dei accanto a sé.
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