



Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)




Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.
I I = Inutili Idiozie.


non sono stati querelati dal pd?
http://www.ilsole24ore.com/art/notiz...l?uuid=ABFHwG0Roma è un disastro? - Il Post
MARTEDÌ 21 GENNAIO 2014
Roma è un disastro?
"Il risultato di decenni di gestione sconsiderata" è una città sporca, caotica e insicura, scrivono Sergio Rizzo e Paolo Conti in una estesa inchiesta sul Corriere della Sera
Dall'Atac ai 2,5 miliardi in stipendi, tutti i buchi di Roma
di Fabio Pavesi2 marzo 2014
Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


Interessante retroscena e ancor più interessanti prospettive!
“Mi ha fatto fuori, Raggi la pagherà”. Mazzillo prepara la vendetta su Atac
L’ex assessore al Bilancio, cacciato dieci giorni fa, incontra i sindacalisti e svela il suo piano: “Tanti grillini con me pronti a sabotare il concordato”
ILARIO LOMBARDO
ROMA
«Non posso accettare che finisca così, che tutto il lavoro fatto finora venga buttato, tutte le promesse per cui siamo stati eletti... Mi hanno cacciato via per questo e io gliela faccio pagare». È mezzogiorno passato e a parlare in questo modo è Andrea Mazzillo, assessore al Bilancio di Roma fino a dieci giorni fa, prima di essere malamente silurato dalla sindaca Virginia Raggi. La scena che raccontiamo si è svolta ieri alla pasticceria Panella, su via Merulana, al centro della Capitale. Mazzillo è seduto a un tavolino fuori, ha un’agenda aperta di fronte a sé e parla con due uomini, due sindacalisti.
Parlano di Atac, nel giorno in cui il concordato diventa realtà. Mazzillo è stato fatto fuori perché si era opposto a questa formula e ora vuole vendicarsi. «Non lo faccio per me – dice – lo faccio perché stanno facendo una follia, gliel’ho detto in tutti i modi». L’ex assessore rievoca gli ultimi mesi, ma ascolta anche tanto, chiede consigli. Perché – sono le sue parole a svelarlo – ha un piano. Vuole intestarsi una battaglia assieme a una fetta del M5S delusa da Raggi che la pensa come lui e con la complicità dei sindacalisti che ne condividono le preoccupazioni sui posti di lavoro. Usa spesso il «noi» e alla prima persona plurale lega la possibilità del sabotaggio in extremis del concordato.
Come? Mazzillo raccoglie informazioni e reagisce con stupore quando uno dei due sindacalisti gli racconta il debutto in Atac dell’assessore alle Partecipate Massimo Colomban, con il quale si è più volte scontrato in giunta. «Dieci mesi fa si è presentato dicendo che era necessario tagliare 800-900 unità, anche per dare un primo segnale». «Davvero? – esclama Mazzillo – Diceva queste cose già dieci mesi fa?». È incredulo, evidentemente non pensava che Colomban avesse sin da subito le idee chiare su dove puntare. «Il concordato era deciso da tempo», sostengono tutti al tavolo. Forse già da ottobre, quando Colomban piomba a Roma per volere della Casaleggio e nello stesso giorno viene nominato assessore con Mazzillo: «Avevamo un programma, che hanno tradito. Avevamo fatto delle promesse sui posti di lavoro in Atac». Le unità, così chiamate da Colomban. «Come si fa a dire – continua Mazzillo – taglio queste unità, senza specificare se sono autisti, amministrativi, e senza prima verificare le necessità delle singole categorie?».
Il sindacalista sembra disponibile a offrire a Mazzillo una sponda, a valutare un patto. Lo fa proponendo una via d’uscita: «Sulla mobilità pensiamo a una grande azienda unica regionale, sul modello delle aree metropolitane del Nord Europa». Ma lo fa anche ripercorrendo gli errori che, a suo avviso, ha compiuto Raggi: «Anche lei è rimasta prigioniera del relazionismo di Roma. Non doveva dare spazio a gruppuscoli sindacali come quello della Quintavalle (Micaela, leader della sigla “Cambiamenti M410”). E non doveva nominare Manuel Fantasia (ex amministratore unico, ndr) e lasciare andare via Marco Rettighieri, l’unico davvero competente». Mazzillo annuisce. «Sono stati fatti errori ma la strada era giusta…» dice rievocando le difficoltà incontrate in Campidoglio, tra gli sgambetti dei dirigenti. «Bisogna dare direttive politiche chiare. Non puoi essere ostaggio di Viola (Maurizio, direttore del dipartimento Mobilità e Trasporti) e compagnia. Io andavo lì e li mettevo in riga».
Le dimissioni bruciano, per Mazzillo, e bruciano perché lo hanno costretto a subire l’onta di essere sostituito dall’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, di un altro Comune a 5 Stelle. «Ma come si fa a prendere uno da Livorno e darlo in prestito a Roma?» dice uno dei due sindacalisti. «In aula, giovedì, ha fatto una presentazione sconclusionata. Si vedeva – racconta Mazzillo – che nemmeno aveva chiara la differenza tra Ama e Atac. Sapete cosa mi ha raccontato il Ragioniere generale? Che quando gli ha consigliato di munirsi subito di uno staff, Lemmetti gli ha risposto: “Faccio da solo, mi basta una segretaria”. Al che il Ragioniere non ha potuto che dirgli: “Guardi che qui è un po’ più complesso che a Livorno”».
http://www.lastampa.it/2017/09/02/it...4M/pagina.html
Gli idioti li metto in IL


quando lo ha proposto Rota i pdioti contro la raggi...ahahahahah
Atac: Rota, l'azienda ormai è insolvente
'Unica soluzione il concordato preventivo
Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


Atac, dal Cda via libera al concordato preventivo: Ernst&Young nominato advisor - Il Sole 24 ORE
Per capire l'entità del disastro bastano pochi numeri: anche se in calo rispetto agli anni passati, l'azienda è gravata da 1,35 miliardi di debiti (sui 3,2 miliardi di debito complessivo delle partecipate del comune di Roma), di cui 325 milioni con i fornitori; Atac ha bilanci in perdita dal 2003 nonostante le passate amministrazioni capitoline si siano svenate per oltre un miliardo in ricapitalizzazioni.
Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


Ciò significa che nei prossimi giorni – “subito dopo l’Assemblea Capitolina del 7 settembre”, spiegano fonti qualificate dell’amministrazione – sarà presentata richiesta ufficiale al Tribunale fallimentare, dopodiché l’azienda avrà fra i 60 e i 120 giorni di tempo per presentare il nuovo piano industriale con i bilanci degli ultimi tre esercizi, l’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti, una situazione patrimoniale aggiornata per consentire al giudice di verificare l’esistenza dello stato di crisi e una visura del registro delle imprese per verificare la competenza del tribunale. Per questa operazione, Atac si avvarrà del supporto della società Ernst & Young, alla quale il cda ha affidato l’incarico di Advisor Finanziario e Industriale. “Oggi abbiamo compiuto il primo passo concreto per il risanamento e rilancio della Società”, ha commentato il presidente del cda, Paolo Simioni. Per quanto riguarda il bilancio 2016, questo non è stato ancora approvato, essendo stato ritenuto più opportuno farlo durante la procedura e non poco prima.
VANTAGGI E RISCHI DEL CONCORDATO E IL GIALLO DELL’ISTANZA DI FALLIMENTO – Il grande vantaggio del concordato preventivo è che, alla data di presentazione la richiesta, si bloccano tutte le procedure di recupero crediti messe in campo dai creditori (pignoramenti, decreti ingiuntivi, ecc). Questo finché la procedura non viene omologata dal giudice fallimentare e si decidono i criteri e le quote di rimborso del debito abbattuto, a seconda della natura del creditore. Va ricordato, a questo proposito, che solo durante la prima metà di agosto sono state presentate richieste di decreti ingiuntivi per 90 milioni di euro, sia dal consorzio privato Roma Tpl, sia dalle società pubbliche Cotral e Ferrovie dello Stato. Stessa cosa dicasi per le istanze di fallimento: la richiesta di concordato le blocca, purché venga fatta prima della discussione dell’istanza stessa in tribunale. A questo proposito, prima del cda si è verificato un piccolo giallo.
Il quotidiano Il Messaggero ha dato notizia di un’istanza di fallimento presentata da parte di uno dei tre fornitori di carburante. Fonti qualificate dell’amministrazione capitolina, interpellate da IlFattoQuotidiano.it, hanno tuttavia fatto sapere che, “effettuato un controllo presso la cancelleria del tribunale di Roma, alla data odierna non vi sono istanze di fallimento presentate”, anche se l’ufficio stampa di Atac ha spiegato di non aver ricevuto indicazioni di smentire l’articolo. Lo scenario cambia quando il concordato viene omologato e il tribunale traccia la road-map dei rimborsi: “a quel punto – spiega a IlFattoQuotidiano.it l’avvocato fallimentarista Franco Lo Passo – l’azienda deve effettuare i pagamenti in maniera puntuale, altrimenti si va automaticamente in fallimento”.
SINDACATI: “UN ATTO DI GUERRa
Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)

