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  1. #21
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    Predefinito Rif: Per una volta concorde con Lega e noglobal..

    Gli OGM non possono risolvere il problema della fame.
    Se possono crescere in terreni non molto fertili e senza lavorazioni preliminari, è vero che, una volta piantati, in condizioni normali rendono del 5-10% in meno delle corrispondenti varietà naturali, e in condizioni anomale di temperatura, umidità, pioggia, rendono molto meno delle naturali, si ammalano e si rovinano molto più facilmente. Molti ci hanno sbattuto la testa; in america il governo sovvenziona i coltivatori di OGM per rimborsarli delle perdite di quelle piante-pacco.
    Ultima modifica di Avanguardia; 11-08-10 alle 22:40

  2. #22
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    Predefinito Rif: Per una volta concorde con Lega e noglobal..

    Il Mondo Secondo Monsanto, Marie-Monique Robin

    Il Mondo Secondo Monsanto
    Dalla diossina agli OGM: storia di una multinazionale che vi vuole bene

    Autore: Marie-Monique Robin

    Prezzo: € 18,60
    Il Mondo Secondo Monsanto
    Dalla diossina agli OGM: storia di una multinazionale che vi vuole bene

    Monsanto è leader mondiale nella produzione degli Organismi Geneticamete Modificati (OGM) ed è una delle aziende più controverse della storia industriale.

    Dalla sua fondazione nel 1901, la multinazionale di Saint Louis ha accumulato diversi processi a proprio carico, a causa della tossicità dei prodotti che impone al mercato.

    Negli anni è stata accusata di negligenza, frode, attentato a persone e cose, disastro ecologico e sanitario e utilizzo di false prove.

    Eppure, questo pericoloso gigante della biotecnologia si pubblicizza come azienda della "scienza della vita", apparentemente convertita al verbo dello sviluppo sostenibile.

    Cosa sappiamo veramente
    degli effetti degli OGM sulla nostra salute?

    Perchè l'agricoltura transgenica
    è così pericolosa?

    Quali interessi si nascondono
    dietro la commercializzazione di sementi
    geneticamente modificate?

    Questo bestseller internazionale, risultato di tre anni di importanti ricerche, parla della poco nota storia dell’azienda Monsanto e risponde a molte domande che ci toccano da vicino.

    Avvalendosi di documenti inediti e delle preziose testimonianze di scienziati e di uomini politici, il libro ricostruisce la genesi di un impero industriale che è diventato la prima azienda al mondo produttrice di semi grazie all'appoggio dei vertici politici e amministrativi USA, a una comunicazione falsa e aggressiva, a pesanti pressioni e a innumerevoli tentativi di corruzione.

    Oggi, mentre in Europa sta finalmente nascendo un dibattito serio sulle conseguenze sociali, sanitarie e ambientali degli organismi geneticamente modificati, arriva in Italia con un tempismo perfetto la più aggiornata edizione de Il mondo secondo Monsanto, un libro inchiesta che negli altri paesi ha già venduto centinaia di migliaia di copie.

    Una lettura fondamentale
    per la (ri)costruzione di un mondo
    a misura d’uomo,
    e non di multinazionale.

    Pubblicato in Francia dalla casa editrice La Découverte, Il Mondo secondo Monsanto ha già venduto 80.000 copie.
    L’omonimo documentario è stato trasmesso dal canale televisivo franco-tedesco ARTE.
    Già disponibile in Spagna e America Latina, nei prossimi mesi il libro verrà pubblicato in diversi paesi quali Germania, Olanda, USA, Brasile, Corea, Grecia, Giappone, Ungheria e Polonia.

    Oggi, mentre Francia ed Europa sono scosse da un vero e proprio dibattito scientifico, economico e sociale sulle conseguenze sanitarie e ambientali degli OGM, oltre che sulla condizione contadina e sui test sugli esseri viventi, il libro della Robin arriva con un tempismo perfetto. È infatti a pieno titolo un’opera per la salute pubblica, ed è come tale che dovrebbe essere letta e considerata.
    Dalla prefazione di Nicholas Hulot, giornalista ed ecologista francese

    È almeno dagli anni ‘30 che la società monopolistica del Missouri Monsanto miete vittime. Stranamente, i responsabili politici, per quanto perfettamente informati, non reagiscono. Oggi, questo mostro della “biotecnologia” detiene il 90% degli OGM coltivati nel pianeta. Un’indagine che la giornalista Marie-Monique Robin ha condotto per diversi anni.
    Bakchich

    In piena crisi economica e alimentare, dovuta alla crescita dei prezzi dei beni primari, c’è chi naviga nell’oro. È la Monsanto, industria biotech, che esporta felicemente in tutto il mondo il modello di agricoltura transgenica. La multinazionale delle sementi, invisa agli ambientalisti e ai contadini di mezzo mondo, ha dichiarato vendite per 2,6 miliardi di dollari con un incremento del 29% rispetto al 2008. Gabriele Bindi, Slowfood.it

    Un’indagine serrata, che ci porta a riflettere sulle basi etiche della nostra società dei consumi: business, business!
    Entreprise et Carrières

    Un libro accattivante, trasparente, perfettamente documentato. Appassionante e scritto come un romanzo poliziesco scientifico.
    La Recherche
    Ultima modifica di Avanguardia; 11-08-10 alle 22:44

  3. #23
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    Predefinito Rif: Per una volta concorde con Lega e noglobal..

    , i geni terminator potrebbero portare ad un miglior controllo demografico del sud del mondo , che sta esplodendo demograficamente e imporendo sempre più , alla fine il concetto è quello.
    Gli OGM non vengono conteststati da ditte, ma dalla gente, dai ricercatori non al soldo di compagnie come la Monsanto. Gli OGM (ma questo lo scrivi tu) non hanno bisogn di pesticidi?? Ovvio, sono essi stessi dei pesticidi, solo che te li ritroi dritti nel piatto...
    ma di prove concrete io ancora non ne ho viste , non ho mai letto di persone che abbiano avuto il cancro a causa dell'ingerimento di cibi ogm , fino a prova contraria quindi sono sani , io non ho pregiudizi.
    Penso anzi siano molto più dannosi per la nostra salute le attuali tecniche di conservazione alimentare , oggi a Palermo una 74nne è crepata ed il resto della famiglia non se la passa troppo bene per aver mangiato una lasagna comprata in rosticceria vedi tu...
    le mozzarelle blu sono ogm?
    il pesce avariato "ringiovanito" con quella strana sostanza a Bari mi pare è ogm?
    è una battaglia ideologica , io sono sicuro che fra qualche anno li mangeremo tutti , li coltiveremo tutti e rideremo delle nostre paure.
    Ultima modifica di Robert; 11-08-10 alle 22:57
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  4. #24
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    Predefinito Rif: Per una volta concorde con Lega e noglobal..

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    ma di prove concrete io ancora non ne ho viste , non ho mai letto di persone che abbiano avuto il cancro a causa dell'ingerimento di cibi ogm , fino a prova contraria quindi sono sani , io non ho pregiudizi.
    Penso anzi siano molto più dannosi per la nostra salute le attuali tecniche di conservazione alimentare , oggi a Palermo una 74nne è crepata ed il resto della famiglia non se la passa troppo bene per aver mangiato una lasagna comprata in rosticceria vedi tu...
    le mozzarelle blu sono ogm?
    il pesce avariato "ringiovanito" con quella strana sostanza a Bari mi pare è ogm?
    è una battaglia ideologica , io sono sicuro che fra qualche anno li mangeremo tutti , li coltiveremo tutti e rideremo delle nostre paure.


    Non confondere il cibo avariato con altro, quelle mozzarelle blu sono state trattate (ovviamente sempre per vendere cose scadenti per arricchirsi di più), stiamo parlando di cibo, di quello che siamo mangiandolo, ci fosse anche la minima prova o il sospetto che sia portatore di malattie dovrebbe essere messo da parte:

    ECCO LE RICERCHE SCIENTIFICHE
    SUI DANNI ALLA SALUTE DEGLI OGM
    Rassegna stampa curata dal Dr. Maurizio Fadda dell’Associazione Biosardinia Via Trento 62, NUORO tel. 0784/36867.
    Associazione BIOSARDINIA - Produttori Biologici Nuoro - BENVENUTO NEL SITO ANIMATO DA MAURIZIO FADDA
    1) Allarmanti risultati di una ricerca di un eminente scienziato dell'Accademia Russa delle Scienze
    GLI OGM DANNEGGIANO I FETI? Le donne che consumano alimenti OGM in gravidanza rischiano di danneggiare i feti?
    Secondo una nuova, allarmante ricerca, questo è successo in femmine di topo. Lo studio, condotto da un eminente scienziato
    dell'Accademia Russa delle Scienze, ha rilevato che più della metà dei cuccioli di topi nutriti con soia geneticamente
    modificata sono morti nelle prime tre settimane di vita, sei volte di più di quelli le cui madri consumavano una dieta
    "convenzionale". Sono risultati sei volte più numerosi anche quelli gravemente sottopeso. La ricerca - in preparazione per la
    pubblicazione - è solo l'ultima in ordine di tempo di una serie di studi che stanno rinfocolando i timori che gli OGM siano
    dannosi per la salute. Condotta dalla Dott.ssa Irina Ermakova dell'Istituto sull'Attivit à Nervosa e la Neurofisiologia
    dell'Accademia Russa delle Scienze, si ritiene sia la prima che abbia esaminato gli effetti degli alimenti transgenici sui feti. La
    ricercatrice ha aggiunto farina di soia OGM al mangime di topi femmina, iniziando due settimane prima che rimanessero
    gravide, proseguendo durante la gravidanza, la nascita e lo svezzamento. Ad un altro gruppo di cavie è stata data soia non
    OGM e ad un terzo non è stato dato nessun tipo di soia. Ermakova ha scoperto che il 36% dei cuccioli nati dai topi nutriti con
    soia modificata erano gravemente sottopeso, contro il 6% dei nati dagli altri gruppi. Inoltre, il 55,6% dei nati da madri a dieta
    OGM sono morti entro tre settimane dalla nascita, contro il 9% di quelli nati da topi nutriti con soia convenzionale ed il 6,8% di
    quelli discendenti dal gruppo che non ha mangiato soia. "La morfologia e le strutture biochimiche dei topi sono molto simili a
    quelle degli essere umani, il che rende questi risultati decisamente inquietanti", ha detto Ermakova. "Essi indicano un rischio
    per le madri ed i loro bambini".
    (Geoffrey Lean, Gran Bretagna, quotidiano - a cura di Agrapress)
    2) Ricerca che è apparsa sul TG Leonardo di RAI3, qualche mese fa.
    Evidenzio, che la ricerca è stata effettuata da Università ed Enti pubblici, nel solo interesse della scienza e della sicurezza
    dei cittadini. E’ singolare che da quando gli OGM sono entrati nella catena alimentare animale ed umana (all’incirca a metà
    degli anni Novanta), gli studi pubblicati in letteratura scientifica sui loro possibili effetti sulla salute e sull’ambiente siano stati
    decisamente scarsi; in particolare, sono straordinariamente carenti gli studi sui potenziali effetti a lungo termine, nonostante
    la richiesta di risposte certe sulla salubrità degli OGM per la salute umana e per le possibili conseguenze sull’ambiente sia
    diventata, in particolare in Europa, sempre più pressante. Purtroppo le informazioni diffuse dai media si basano quasi
    sempre sulle rassicurazioni fornite dalle ditte produttrici stesse (che rifiutano di rendere noti tutti i risultati delle loro
    sperimentazioni, considerandoli segreto industriale), oppure su dati di incerta provenienza, non validati da pubblicazione su
    riviste scientifiche.
    Occorre, inoltre, distinguere tra le pubblicazioni provenienti dai laboratori delle multinazionali produttrici degli OGM (che
    difficilmente possono avanzare dubbi sull’innocuità di nuovi OGM) e gli studi condotti da gruppi di ricerca indipendenti, non
    collegati in alcun modo ai produttori. Una risposta rigorosa può, invece, essere fornita soltanto dalla ricerca scientifica
    indipendente. Da uno studio condotto da due ricercatori, Manuela Malatesta dell’Università di Urbino e Marco Biggiogera
    dell’Università di Pavia, coadiuvati dall’Istituto Zooprofilattico dell’Umbria e delle Marche, che analizzava i possibili effetti sul
    topo di una dieta contenente soia transgenica (Roundup Ready di Monsanto, modificata per tollerare lo specifico erbicida
    Roundup®), è emerso che, dall’esame dei topi alimentati con una dieta contenente soia transgenica si sono evidenziate
    modificazioni delle cellule di fegato, pancreas e testicoli; sì microscopiche ma sufficienti a suggerire modificazioni funzionali.
    E’ interessante evidenziare che le modificazione della funzionalità dei vari organi permangono, a meno che la soia
    transgenica non venga sostituita con quella naturale, nel qual caso, in un mese, tutte le modificazioni regrediscono. Inoltre, se
    ai topi nutriti con soia naturale viene somministrata per un mese la soia transgenica, nei loro organi compaiono le stesse
    modificazioni osservate nei topi nutriti con soia transgenica sin dallo svezzamento.
    Studi più approfonditi appaiono necessari per comprendere non solo le cause delle modificazioni trovate, ma anche la loro
    potenziale influenza sullo stato di salute. Ma i finanziamenti alla ricerca sono cessati da tempo.
    I risultati delle osservazioni sono stati pubblicati su riviste scientifiche sin dal 2002, ma il grande pubblico è venuto a
    conoscenza di questa ricerca solo nel maggio 2005, a seguito dello scoop del giornale inglese The Independent sul mais
    transgenico MON863.
    Sintesi di un articolo della Dr.ssa Manuela Malatesta (Università di Urbino)
    3) OGM: Senatrice De Petris (Verdi) “Coesistenza, quella ricerca è uno spot promozionale”
    27/01/06 – “La ricerca resa nota oggi dal CEDAB è uno spot promozionale, in netto contrasto con i dati reali provenienti dai
    Paesi dove le coltivazioni OGM sono gia diffuse che attestano una pesante contaminazione delle colture biologiche e
    convenzionali”. Loredana De Petris, senatrice dei verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, commenta la ricerca sulla
    coesistenza fra coltivazioni di mais transgeniche e convenzionali condotta dal CEDAB in Lombardia.
    “Il coordinatore del CEDAB Patrick Trancu – prosegue la senatrice – è anche responsabile delle relazioni esterne della
    Monsanto Italia, la principale azienda multinazionale che vende sementi OGM. A noi piace la ricerca indipendente: ci
    permettiamo di esprimere le nostre perplessità quando è l’oste ad asserire che il vino è buono”.
    “In Aragona – conclude De Petris – la prima regione europea dove sono state autorizzate coltivazioni OGM di mais, sulla
    base di dati forniti dalle autorità regionali risulta contaminato il 40% delle colture biologiche. Questa è la drammatica realtà
    che ci rafforza nel difendere con intransigenza il diritto delle nostre Regioni a tutelare le caratteristiche tradizionali del sistema
    agroalimentare del Paese e la libera scelta dei consumatori”.
    Rassegna stampa curata dall’Associazione Biosardinia, Via Trento 62, NUORO tel. 0784/36867. Associazione BIOSARDINIA - Produttori Biologici Nuoro - BENVENUTO NEL SITO ANIMATO DA MAURIZIO FADDA
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    4) La soya made in Monsanto che spappola il fegato
    ROBERTO SUOZZI (Il Manifesto 3 Luglio 2005)
    L'epatocita, la cellula epatica, è tutto per il fegato, è la sua struttura più elementare ma è anche la sua essenza che capta il
    sangue arterioso e quello venoso. Senza gli epatociti, piccoli e sofisticatissimi laboratori, al tempo stesso, quella unica e
    fondamentale struttura ghiandolare del nostro organismo, il fegato, sarebbe poca cosa. Insieme «di laboratori» per un peso di
    1500 grammi, il fegato gioca un ruolo centrale bei processi metabolici dell'organismo, detossica e produce bile. Soluzione
    acquosa prodotta dall'epatocita la bile, che possiede anche la funzione di permettere l'assorbimento intestinale dei grassi
    alimentari e delle vitamine liposolubili (A, D, E, K) svolge anche un importante ruolo nella eliminazione del colesterolo, di
    sostanze tossiche e di farmaci. La notizia, vecchia ma non stantia e già citata da aerosol è che la soya roundup ready, una
    soya geneticamente modificata, secondo uno studio sperimentale condotto dall'istituto di Istologia dell'Università di Urbino e
    del Dipartimento di Biologia animale dell'università di Pavia provoca gravi alterazioni delle cellule del fegato, del pancreas e
    dei testicoli di piccoli animali alimentati con questa soya. Il punto è questo: nonostante che si sappia che la soya roundup
    ready, prodotta dalla multinazionale Monsanto, abbia dato prova di lesività su organismi animali, al di là di generici ma
    legittimi sospetti, continua a essere commercializzata finendo così nel nostro intestino e in altre parti del nostro organismo,
    fegato compreso. Altro problema, che non stiamo qui ad affrontare per il momento ma che non è affatto secondario è l'onestà
    e la correttezza dell'informazione medico-sanitaria. Le apprensioni sulla soya ogm della Monsanto sono nate da tempo,
    preoccupazioni sorte anche dal fatto che la stessa multinazionale aveva provveduto in prima persona a effettuare esperimenti
    (accettati dagli organismi di controllo e valutazione) che ne garantivano la sicurezza e il consumo sia in Gran Bretagna che
    negli Stati Uniti. A guastare le uova nel paniere della Monsanto è stato il biologo e genetista Stanley Robert, australiano della
    Tasmania e Ute Baumann del Dipartimento di Scienze delle piante dell'Università di Adelaide anch'esso australiano. Oltre a
    comunicare per iscritto alla Food and Drug Administration americana le loro contrarietà scientifiche sul fatto che non erano
    stati eseguiti test sulla sicurezza della soya ogm trattata con roundup, avevano anche chiaramente contestato che in
    mancanza di tali accertamenti non era possibile stabilire la sicurezza del prodotto in questione. In una intervista, pubblicata
    dal Guardian nel maggio del 1999, essi affermavano che la soya roundup ready doveva essere ritirata dal commercio o
    chiaramente «etichettata» affinché si distinguesse nettamente dalla soya non geneticamente manipolata e dai suoi prodotti.
    La soya roundup ready, una soya geneticamente modificata affinché possa sopportare una dose doppia di roundup gira
    tranquillamente in biscotti e biscottini, cioccolati e farine gialle cibi per bambini e margarine, pasta e cibo per i nostri animali.
    Dopo aver raccolto di un avveduto consumatore che suggeriva di dar vita negli ipermercati e similari reparti speciali, così
    come per il biologico, di cibo Ogm sgranocchiando un biscottino non si può anche non pensare oltre al fegato anche alle
    cellule del pancreas a quelle presenti nelle cosiddette isole del langherans dove trovi oltre le alpha e le delta anche le beta
    che producono e rilasciano l'insulina. Speriamo che non si fottono pure loro.
    5) Pubblicato uno studio segreto della Monsanto sul quotidiano britannico Independent.
    MALFORMAZIONI NELLE CAVIE NUTRITE A OGM
    "DANNI AI TOPI NUTRITI CON GLI OGM" (AGI) - Roma, 23 mag. - Pubblicato uno studio segreto della Monsanto: topi nutriti
    con mais biotech hanno sviluppato diverse anomalie. Alimentati con un mais geneticamente modificato che potrebbe presto
    entrare in commercio in Europa, topi da laboratorio hanno sviluppato reni più piccoli del normale, una diversa composizione
    del sangue e altre gravi anomalie fisiche, sollevando timori che anche la salute degli esseri umani potrebbe essere messa a
    rischio mangiando cibo Ogm. La scoperta - informa il Corriere della Sera - non viene dagli oppositori dell'uso della
    biotecnologia in campo alimentare, bensì da uno dei colossi del settore, la Monsanto, che produce tra l'altro il mais in
    questione. L'azienda non aveva mai reso pubblici i risultati della ricerca con la motivazione che conterrebbe "informazioni
    confidenziali industriali", ma un suo rapporto segreto è pervenuto al quotidiano britannico Independent, che ieri lo ha
    pubblicato in prima pagina con un titolo accusatorio: "Il cibo Ogm fa male ai topi, cosa può fare agli esseri umani? Abbiamo il
    diritto di saperlo". Secondo il rapporto riservato di 1.139 pagine, le anomalie riscontrate nel gruppo di topi nutriti con il mais
    transgenico, denominato MON 863, erano assenti nei topi alimentati con mais convenzionale. I risultati della ricerca sollevano
    pesanti interrogativi sui potenziali rischi di MON 863 per la salute umana. Proprio in questi giorni l’Unione Europea sta
    decidendo se dare il via libera all’importazione in Europa del mais Ogm prodotto da Monsanto. Una prima votazione la scorsa
    settimana ha respinto l’importazione di MON 863. La Gran Bretagna ed altre nove nazioni europee hanno votato a favore.
    L’Independent sottolinea tuttavia che secondo una fonte interna al governo britannico, i ministri ora sarebbero talmente
    preoccupati dai risultati dello studio che avrebbero chiesto a Monsanto ulteriori informazioni. I dettagli della ricerca sui topi
    fanno parte di un rapporto su MON 863 che Monsanto si rifiuta di rendere pubblico in quanto contiene «informazioni riservate
    che potrebbero essere utili alla concorrenza». Lo studio sui topi evidenzia tuttavia la necessità di condurre ulteriori ricerche
    sull’impatto a lungo termine del mais Ogm sulla salute. Secondo alcuni esperti interpellati da Independent on Sunday infatti, i
    cambiamenti nella composizione del sangue dei roditori potrebbero indicare che il loro sistema immunitario sia stato
    danneggiato o che abbia messo in atto un meccanismo di risposta ad una malattia. Michael Antoniu, esperto di genetica
    molecolare del Guy’s Hospital Medical School, ha definito i risultati dello studio «estremamente preoccupanti dal punto di
    vista medico», aggiungendo di essere «esterrefatto dal numero di differenze significative riscontrate» nei topi nutriti con MON
    863.Vyan Howard, docente di anatomia umana e biologia molecolare presso l’Università di Liverpool ha chiesto che l’intero
    studio condotto da Monsanto venga reso pubblico
    6) Alterazioni al sistema immunitario, al cervello, al fegato e ai reni su ratti alimentati con OGM
    Anni fa Arpad Pusztai, un ricercatore inglese, aveva fatto delle sperimentazioni nutrendo per alcuni mesi dei ratti con patate
    ogm. Pusztai aveva riscontrato nei topi marcate differenze rispetto al testimone riguardanti il loro sistema immunitario e la
    crescita dei loro organi. A causa della sua ricerca Pusztai era stato oggetto di violente critiche da parte di grandi associazioni
    scientifiche britanniche e dello stesso governo. Il ricercatore era stato costretto ad abbandonare il suo posto presso il Rowett
    Research Institute (RRI) di Aberdeen dove aveva lavorato per 36 anni ed il materiale riguardante il suo studio era stato
    confiscato. Diversi articoli di questo ricercatore scientifico troverete in Genetically Modified Foods: Are They a Risk to Human/Animal Health? (ActionBioscience)
    Rassegna stampa curata dall’Associazione Biosardinia, Via Trento 62, NUORO tel. 0784/36867. Associazione BIOSARDINIA - Produttori Biologici Nuoro - BENVENUTO NEL SITO ANIMATO DA MAURIZIO FADDA
    3
    7) RICERCA ITALIANA: GLI OGM CAMBIANO LE CAVIE
    Il maxi progetto di ricerca coordinato dall'Inran e finanziato dal Ministero per le politiche agricole evidenzia modifiche nel
    sistema immunitario delle cavie e mette in dubbio i tranquillizzanti pareri dell’Efsa. Mangiare cibi geneticamente modificati non
    è come mangiare cibi tradizionali. E coltivare questo tipo di piante, ha un impatto diverso sull’ambiente, rispetto alle piante
    normali. Sono queste le principali conclusioni a cui sono giunti alcuni ricercatori italiani che hanno partecipato ad un maxi
    progetto di ricerca sugli ogm finanziato dal Ministero per le politiche agricole e forestali e coordinato dall’Istituto Nazionale di
    Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran). I risultati di questa mega ricerca a cui hanno collaborato diversi ricercatori
    appartenenti a università (Napoli II, La Sapienza, Firenze) ed istituti di ricerca (Ense, Mipaf), saranno resi noti martedì
    prossimo nel corso di un convegno ufficiale a Roma, ma alcune conclusioni sono state già rese note.
    E si tratta di conclusioni destinate a far discutere non solo in ambito scientifico. I ricercatori dell’Inran hanno infatti scoperto
    che le cavie che erano state nutrite con farina di mais transgenico, in particolare il MON 810 (Bt11), hanno evidenziato «una
    diversa reazione immunitaria sia a livello intestinale, che periferico». «Sulla base delle informazioni ottenute - ha spiegato il
    coordinatore del progetto di ricerca “Ogm in agricoltura”, Giovanni Monastra, direttore generale dell’Inran - non sappiamo
    quale tipo di implicazioni per la salute hanno queste diverse reazioni. Se per esempio possono indurre ad una reazione
    allergica o si tratta di semplici differenze fisiologiche, del tutto insignificanti. Quello che è certo è che non possiamo negare
    che esistano».
    Consiglio dei Diritti genetici
    8) CON L'OGM SPUNTA L'ALLERGIA
    Dimostrato: un gene inserito in un organismo estraneo produce una proteina diversa da quella originale, con imprevedibili
    effetti sulla salute. Un team di ricercatori australiani e statunitensi ha scoperto che un gene assolutamente innocuo, presente
    nel fagiolo, provoca delle forti allergie quando è inserito nella pianta di pisello.
    Le normali procedure di valutazione non avrebbero potuto rilevare questo pericolo, che potrebbe riguardare gli Ogm già in
    commercio. I ricercatori della Csiro (Commonwealth scientific and industrial research organization) avevano inserito un gene
    presente nel fagiolo in piante di pisello, allo scopo di renderle più resistenti agli attacchi di un insetto.
    Il gene in questione «era stato studiato per molti anni e non si era mai dimostrato pericoloso per la salute di uomini o
    animali», dichiara la Csiro. Che ha voluto studiare meglio gli effetti dei piselli transgenici, dandoli in pasto ai topi di laboratorio.
    Quelli nutriti con fagioli e piselli normali sono rimasti sanissimi, ma quelli nutriti con i piselli Ogm hanno sviluppati forti
    infiammazioni ai polmoni e una reazione allergica diffusa. Non solo: i topi sono diventati allergici anche ad altre sostanze.
    «Questo è il primo studio pubblicato su una rivista scientifica che dimostra che un gene inserito in un organismo estraneo
    produce una proteina diversa da quella originale, con imprevedibili effetti sulla salute», spiega Gloria Adduci del Consiglio
    Diritti Genetici. Finora si riteneva che i geni trasferiti da un organismo all'altro producessero esattamente la stessa proteina.
    E l'unico timore era che, ad esempio, una fragola con inserito il gene di un pesce fosse pericolosa per chi è allergico al
    pesce. Adesso i timori si moltiplicano. La Csiro ha bloccato la produzione e lo studio di questi piselli transgenici e distruggerà
    tutte le piante esistenti. Ha inoltre dichiarato che «questo studio dimostra che ogni nuovo Ogm deve essere saggiato
    individualmente per i suoi effetti sulla salute». Peraltro nessuno, al momento, obbliga le industrie biotecnologiche a condurre
    il tipo di test fatto su questi piselli. La pericolosità di questi ultimi non sarebbe stata rilevata con le procedure adottate di solito.
    9) PADOVA, LETTERA DEI MEDICI SUGLI OGM
    Chiedono che la città sia dichiarata quanto prima OGM free
    Il pediatra Roberto Marinello lancia un'iniziativa che raccoglie subìto consenso dai colleghi.
    Gentile Direttore, siamo un gruppo di medici che vivono e lavorano a Padova e vogliamo portare l’attenzione sul problema
    degli organismi geneticamente modificati, interpretando anche le preoccupazioni dei nostri pazienti.
    Il problema dei cibi geneticamente modificati coinvolge infatti molti aspetti, di cui quello medico è certamente uno dei
    principali. Su molte importanti riviste mediche (Lancet, Rivista Italiana di Pediatria, Ped. Clin. North America, Science, Allergy,
    solo per citarne alcune) i timori intorno a possibili danni alla salute dovuti all’introduzione di alimenti transgenici nella
    nutrizione umana sono ampiamente illustrati e riguardano le interazioni tra i nutrienti e i geni introdotti, la biosponibilità degli
    alimenti ed il loro metabolismo; la possibile trasmissione della resistenza agli antibiotici alla flora batterica intestinale ed una
    eventuale tossicità per l’uomo dovuta all’accumulo di molecole tossiche e per finire la possibilità di allergie agli OGM. Tutto
    questo ha portato, tra l’altro, a vietare l’uso di alimenti transgenici negli alimenti per l’infanzia (DPR del 7/4/99). Ci sembra
    quindi che far ricorso al principio di precauzione rispetto al rischio di introdurre nell’ambiente organismi geneticamente
    modificati sia essenzialei appelliamo quindi al Sindaco di Padova (tra l’altro l’autorità sanitaria di più alto grado nel
    Comune) e al Consiglio Comunale, in cui sono presenti numerosi medici, perché Padova venga dichiarata quanto prima
    territorio “OGM free”.
    Prime firme: Roberto Marinello, Bruno Franco Novelletto, Roberto Bussi, Luigi Sambo, Federico Bellavere, Roberto Galante,
    Patrizia Longo, Gastone Zilio, Stefano Ivis, Anny Tormene, Catia Costanzo Boschieri, Gianfranco Mattiazzo, Chiara Turio,
    Stefania Perin, Luisa Macor, Pina De Giorgi, Emanuela Biasio, Stefano Drago, Patrizia Corrà, Roberta Luchelli Razzolini,
    Maria Concetta Digiacomo, Mariella Gilio
    Per informazioni sulla lettera: Roberto Marinello tel. 338.89.92.767
    Coalizione Padova OGM free, 11 novembre 2005
    10) EFFETTI SUI FIGLI DI CHI CONSUMA OGM?
    Ricerca russa: «I cibi OGM possono influenzare la "posterità dell'uomo e degli animali"»
    Un importante studio dell'Agenzia Nazionale Russa della Ricerca suggerisce che una dieta a base di cibo geneticamente
    modificato è in grado di produrre degli effetti e condizionare i nuovi nati da genitori che ne facevano uso.
    Secondo lo studio riportato dall'agenzia russa Regnum News Agency, i cibi GM possono influenzare la "posterità dell'uomo e
    degli animali". Questa è la prima ricerca che determina chiaramente il rapporto tra soia geneticamente modificata e la vita
    delle creature future.[ndr: in realtà è la seconda] Lo studio che include questa informazione è stato presentato ad un simposio
    dell'American Academy of Environmental Medicine sulle modificazioni genetiche il 10 ottobre da parte della National
    Rassegna stampa curata dall’Associazione Biosardinia, Via Trento 62, NUORO tel. 0784/36867. Associazione BIOSARDINIA - Produttori Biologici Nuoro - BENVENUTO NEL SITO ANIMATO DA MAURIZIO FADDA
    4
    Association for Genetic Security (NAGS). Lo studio è stato condotto da un team di ricercatori capitanati da Irina Ermakova,
    biologa all'Institute of Higher Nervous Activity and Neurophysiology della Russian Academy of Sciences (RAS). Durante
    l'esperimento, la dottoressa Ermakova ha aggiunto soia GM al cibo dei ratti femmina due settimane prima del concepimento,
    durante e durante l'allattamento. Nel gruppo di controllo ai ratti femmina non veniva aggiunto niente nel cibo. "A tre gruppi di
    ratti veniva assegnata una dieta differente per ciascuno: un gruppo di controllo non riceveva soia, il secondo gruppo riceveva
    soia GM e il terzo gruppo riceveva soia convenzionale. Gli scienziati hanno contato le nascite e le morti dopo l'offerta. Tre
    settimane dopo la nascita è stata effettuata la conta dei morti. Quello che è stato scoperto che la soia convenzionale e quella
    GM non influenzano il numero dei ratti nati da ciascuna madre. Comunque il numero dei morti dopo 3 settimane è stato
    radicalmente differente. I risultati hanno indicato che la soia convenzionale non ha nessun effetto negativo sulla percentuale
    dei morti, mentre quella GM aumenta la percentuale di morti di un topolino ogni otto. Inoltre, il 30 % dei nati nel gruppo della
    soia GM aveva un peso minore del normale di ben 20 grammi." "La morfologia e la struttura biochimica dei ratti sono molto
    simili a quelle dell'uomo e questo ci deve far pensare." Queste le parole di Irina Ermakova all'agenzia di stampa NAGS.
    Aleksey Kulikov, vice presidente del NAGS , ha detto che i risultati dello studio giustificano la necessità di un test su piena
    scala su tutte le creature viventi. Negli Stati Uniti, la maggior parte della soia è geneticamente modificata.
    In un recente passato, scienziati russi avevano avvertito Putin in una lettera della pericolosità dei prodotti
    geneticamente modificati. L'importazione di cibo geneticamente modificato potrebbe influenzare sia la salute che
    l'agricoltura russa. Alexander Baranov, president of the National Association for Genetic Security, ha spiegato che i prodotti
    geneticamente modificati stanno mettendo la salute della nazione in grave pericolo.
    La lettera a Vladimir Putin, firmata da 30 scienzati leader della comunità scientifica così dice:
    “Questa lettera è imposta dalla crescente vulnerabilità della sicurezza biologica della Russia. E' in corso un processo di
    sostituzione dell'ambiente naturale russo con prodotti importanti e modificati geneticamente. La Russia sta diventando un sito
    per i test biogenetici stranieri.” Tra le altre precauzioni, la lettera consiglia di bandire i prodotti GM nel cibo per bambini e una
    legge federale sulla sicurezza biologica. La lettera inoltre nota che il mercato del cibo russo è tempestato da prodotti importati
    geneticamente modificati che non sono soggetti a nessun controllo dello stato.
    “Questi prodotti sono pericolosi perchè non sono prevedibili, specialmente se se ne fa un uso prolungato. Non sappiamo gli
    eventuali effetti sul corpo umano” ha detto Vladimir Kuznetsov, capo del consiglio scientifico della Russian Academy of
    Sciences. Kuznetsov inoltre ha avvertito che alcuni settori dell'agricoltura russa come quelli della semenza stanno pian piano
    scomparendo e c'è il rischio che l'agricoltura russa dipenda sempre più dalle coporazioni multi-nazionali.
    Alexei Yablokov, President of the Center for Environmental Policy, è andato oltre definendo questo stato di cose “terrorismo
    biogenetico”.
    Articolo originale: GM Food Dangers Directly Affect Biological Descendants and Future Generations
    pubblicato da Robin Good - MasterNewMedia.org il 1 novembre 2005, tradotto e rilanciato da La Leva di Archimede.
    11) Consiglio dei Diritti Genetici: prudenza in materia di OGM
    Il Consiglio dei Diritti Genetici è un organismo di ricerca e comunicazione sulle biotecnologie. Dal 2002 opera come
    associazione scientifica e culturale indipendente, impegnata in attività di studio, informazione, progettazione sulle applicazioni
    e le diverse forme di impatto delle innovazioni biotecnologiche. Con l’apporto di studiosi di varia estrazione scientifica e
    sensibilità culturale, il C.D.G. promuove la ricerca indipendente e interdisciplinare nell’ambito delle bioscienze e delle
    biotecnologie, riservando particolare attenzione alle loro implicazioni ambientali e sociali. Il CDG si propone inoltre di
    diffondere la cultura scientifica, consapevole del ruolo sociale della scienza e della necessità di governance dell’innovazione.
    Il primo passo in questa direzione è il nostro appello alla prudenza in materia di OGM. Pubblicato nel marzo del 2003, è stato
    sottoscritto da centinaia di persone fra studiosi, intellettuali, giornalisti e semplici cittadini.
    Fondazione Diritti Genetici - Biotecnologie, Ricerca, Comunicazione e Intermediazione culturale
    12) Altri Organismi Scientifici contrari agli OGM (oltre a tutte le associazioni ambientaliste e molte associazioni di
    agricoltori)
    - ISDE, Associazione Mondiale Medici per l’ambiente. ISDE
    - Physicians and Scientists for responsable Application of Science and Technology. Genetically engineered food - Safety Problems.
    - RAFI, Rural Advancement Foundation International. Home | ETC Group
    - ACTIONAID, ActionAid UK: End poverty. Together.
    - Comitato contro la manipolazione genetica degli alimenti. www.rfb.it - Resistenza ai Frankenfood ed alla Biopirateria
    - Vandana Shiva, scienziata indiana, direttore della Fondazione di Ricerca per la Scienza, Tecnologia ed Ecologia e di grandi
    Enti di ricerca Indiani
    - Jeremy Rifkin, famoso economista Statunitense e presidente di “Foundation on Economic Trends”
    - Sergio Maria Francardo, medico a Milano, membro del Comitato scientifico di medicina complementare della Reg.
    Lombardia.
    E tantissimi altri eminenti medici e scienziati indipendenti da interessi diretti o indiretti nel mercato delle
    biotecnologie, al contrario di molti scienziati che invece sono a favore degli OGM !
    (e che per ragioni di sintesi non abbiamo potuto mettere in questa rassegna)
    http://www.biosardinia.it/download/d...e_def.%202.pdf

  5. #25
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    Predefinito Rif: Per una volta concorde con Lega e noglobal..

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    Prendilo un pò dove vuoi...
    io sono mod su DR , qui sono un semplice utente...

    per me quelle sugli ogm sono tutte seghe mentali propagandate da chi è fuori dal business e non sopporta di perdere fette di mercato.
    Fra l'altro ti ricordo che uno degli scopi degli ogm è quello di fare a meno dei pesticidi e antiparassitari vari , quelli si' che provocano malattie e tumori.
    Correggo.
    Molti OGM sono stati concepiti per resistere a pesticidi, in particolare al Roundup, quindi per poter essere irrorati di pesticidi in misura maggiore del normale. A furia di irrorare di erbicida più che nelle coltivazioni normali, è successo molte volte che per selezione naturale, siano cresciute solo le erbe resistenti all' erbicida, il che ha richiesto dosi sempre più grandi di erbicida, sempre più grandi per contrastare infestanti via via più resistenti.
    Gli OGM concepiti invece per produrre insetticida in maniera diciamo naturale, in grandi quantità, ne producono così tanto che tali quantità diventano dannose per la salute umana. Inoltre, per selezione naturale si sviluppano insetti resistenti all' insetticida "naturale", proliferano solo quelli, e ad un certo punto l' OGM insetticida si ritrova inutile se non supportato con insetticidi artificiali.

  6. #26
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    Predefinito Rif: Per una volta concorde con Lega e noglobal..

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    Prendilo un pò dove vuoi...
    io sono mod su DR , qui sono un semplice utente...

    per me quelle sugli ogm sono tutte seghe mentali propagandate da chi è fuori dal business e non sopporta di perdere fette di mercato.
    Fra l'altro ti ricordo che uno degli scopi degli ogm è quello di fare a meno dei pesticidi e antiparassitari vari , quelli si' che provocano malattie e tumori.
    Infatti vanno evitate anche quelle coltivazioni,w il biologico!

  7. #27
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    Predefinito Rif: Per una volta concorde con Lega e noglobal..

    Citazione Originariamente Scritto da Stella Maris Visualizza Messaggio
    Stai scherzando?
    Nel medioevo - nell'antichità - la terra non veniva sfruttata per avidità umana?
    Il sale versato su Cartagine? I campi bruciati per non farli cadere in mano al nemico? Le coltivazioni intensive?

    Tu vuoi paragonare l'agricoltura di auto-consumo di un tempo con quella intensiva di oggi, fatta con pesticidi chimici e OGM??

    Storia dell'agricoltura

    Origini

    Si è scoperto che l'agricoltura sarebbe nata 11.400 anni fa attraverso la domesticazione. Non solo tale domesticazione sarebbe avvenuta molto prima nell'area definita Mezzaluna fertile, ma persino prima di ogni altra specie vegetale, quali frumento, e legumi. La scoperta è avvenuta in un villaggio presso il fiume Giordano a 15 km a nord di Gerico. È con l'introduzione delle pratiche agricole che, in tempi remoti, i nomadi fondarono le prime aggregazioni urbane. L'economia dell'Egitto era basata sull'agricoltura e fu tra le prime popolazioni a utilizzare l'aratro in legno, e zappa; soprattutto nel bacino del medioriente e del mediterraneo, l'uomo, abbandonata la vita nomade per insediarsi stabilmente, cominciò ad addomesticare gli animali. L'allevamento garantiva una maggiore disponibilità di carne e latte, oltreché materie prime come lana e pelli e fino alla scoperta dei motori a scoppio, fu la più importante forza di lavoro come aiuto nell'aratura e nella fertilizzazione del terreno. Il rapporto tra la proprietà della terra e ruolo sociale divenne ben presto fondamentale. Nel mondo classico e latino, il sistema agrario si basava sulla divisione della terra in funzione all'esigenza della città e sull'ager publicus[1] oltreché nella rotazione biennale dove, in autunno, circa metà della terra veniva seminata con cereali e l'altra metà veniva lasciata a riposo (maggese). Il secondo anno s'invertivano le due porzioni.

    Nuove piante

    Durante il Medioevo giunsero in Europa nuove piante portate dagli arabi: riso, cotone, carrubo, pistacchio, spinacio, agrumi. Dopo la scoperta dell'America giunsero il mais, la patata, la zucca, il fagiolo, l'arachide, il pomodoro, il peperone, la papaya.

    La prima rivoluzione agricola

    L'agricoltura basata sulla rotazione biennale e sul maggese rimase predominante fino al XVII secolo. Il progressivo sviluppo dei commerci, tuttavia, stimolò gradualmente l'adozione di nuove tecniche produttive.

    In particolare, nelle Fiandre e nel Brabante il terreno era poco fertile, ma il notevole sviluppo del commercio marittimo fece aumentare notevolmente la domanda di prodotti quali il lino per le tele, i coloranti per il panno, l'orzo e il luppolo per la birra, la canapa per le funi, il tabacco ecc. La densità della popolazione, inoltre, favoriva lo sviluppo dell'orticoltura e della frutticoltura. Si adottarono quindi nuove tecniche basate sulla rotazione pluriennale e sulla sostituzione del maggese con pascoli per il bestiame, anche per ottenerne concime naturale.


    Tali innovazioni vennero studiate da esperti europei ed americani. L'inglese Richard Weston visitò le province fiamminghe intorno al 1650 e descrisse in una sua famosa opera, A discourse of husbandrie used in Brabant and Flanders, il loro metodo basato sulla rotazione delle colture (lino, rapa, avena, trifoglio). I nuovi metodi dettero origine al cosiddetto sistema di Norfolk, generalmente considerato il prototipo di una nuova agricoltura che, grazie alla rotazione e ad altri aspetti (recinzioni, grandi aziende, lunghe affittanze, aratro in metallo tirato da cavalli ecc.), consentì all'Inghilterra di esportare grandi quantità di grano e farine nel periodo 1700-1770. Secondo Paul Bairoch, il notevole sviluppo dell'agricoltura stimolò la successiva rivoluzione industriale grazie alla domanda di aratri e altri attrezzi in metallo.

    Altri paesi seguirono l'esempio dell'Inghilterra. Ad esempio, in Francia, in cui le tecniche agricole medioevali dominarono fino al 1750, la scuola fisiocratica di François Quesnay propose espressamente fin dal 1756 (data dell'articolo Fittavoli che Quesnay scrisse per l'Encyclopédie) l'adozione del modello inglese.
    Giovane contadina italiana, fine Ottocento

    La seconda rivoluzione agricola


    La rivoluzione industriale chiamò a sé dalle campagne numerosi braccianti che si riversarono verso altri continenti e/o nelle grandi città. In Italia la migrazione fu dal sud verso il triangolo Piemonte/Veneto/Emilia e per contrastarla furono previsti dei piani governativi ossia piani di bonifica delle terre governative che venivano destinate all'agricoltura.

    Nel corso del XIX secolo migliori strumenti aratori e sistemi di semina, acquisizione sul mercato di nuove sementi e di nuove piante con elevata produttività mais), la comparsa delle macchine agricole e dei concimi chimici, attuarono una profonda ristrutturazione rurale che stimolò ancora la costruzione di nuove attrezzature e macchine per tutte le esigenze lavorative agrarie. L'attività agricola divenne ben presto di tipo industriale nei Paesi economicamente avvantaggiati, mentre nell'Europa dell'Est, Sud America, Asia e Africa rimasero grandi terreni non coltivati, anche se coltivabili.

    Agricoltura contemporanea
    Coltivazione di patate

    Nei secoli, e sino a tempi recenti anche nel Mondo Occidentale, l'agricoltura ha avuto sempre primaria importanza per lo sviluppo dei popoli e degli Imperi. Oggi è spesso degnata di un'attenzione superficiale nelle economie moderne, mentre resta fonte primaria di sussistenza e perno dello sviluppo economico dei paesi più poveri ed arretrati. L'importanza di questa pratica è dimostrata dal fatto di essere a tutti gli effetti una scienza e di essere ormai al confine con numerose altre scienze come la genetica e la biologia sia animale che vegetale.

    I governi dei paesi industrializzati tra il 1960 e fine anni novanta hanno indotto la cosiddetta rivoluzione verde, ossia hanno investito in maniera consistente nella ricerca agricola, direttamente sui campi degli agricoltori, cercando altri sistemi per incrementare la produzione alimentare con lo sviluppo di prodotti pesticidi e fertilizzanti, incoraggiandoli ad utilizzare queste nuove tecnologie e rivoluzionando le tradizionali pratiche agrarie con l'abbandono e l'estinzione di molte varietà locali e tradizionali.

    L'agricoltura contemporanea si basa sempre più sull'immissione di energia esterna al sistema sotto forma di fitofarmaci, meccanizzazione, fertilizzanti, ingegneria genetica, tecnologia; si parla quindi di agricoltura intensiva, in antagonismo all'agricoltura estensiva.

    Ferme restando le implicazioni negative di una pratica agricola intensiva troppo spinta, la continua crescita dei fabbisogni alimentari mondiali, la necessità di mantenere bassi i prezzi degli alimenti, la riduzione della superficie coltivabile, l'esigenza di coltivare anche in zone nettamente sfavorevoli (talvolta anche per inquinamento) e di poter ottenere prodotti di qualità nutrizionale elevata, pongono gli operatori davanti ad una limitata rosa di scelte.

    Le pratiche tradizionali usate prima della rivoluzione verde avevano il difetto di non essere in grado di fornire prodotti in larga quantità ed economici, attraenti per i consumatori, ma soprattutto coerenti con gli standard qualitativi e di sicurezza imposti dalla legge nonché adatti ai processi di trasformazione industriale. Una parte di questa agricoltura tradizionale prende oggi il nome di agricoltura biologica, che costituisce comunque una nicchia di mercato di una certa rilevanza e presenta prezzi medio-alti.


    D'altra parte l'agricoltura intensiva presenta evidenti problemi di sostenibilità e per questo di anno in anno cresce l'esigenza di tecnologia di settore sempre più attenta alle problematiche ambientali.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura

  8. #28
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    Predefinito Rif: Per una volta concorde con Lega e noglobal..

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    Non esageriamo..negli USA ci sono coltivazioni BIO,il problema è che costano ovviamente.
    Finirà anche da noi così,per i ricchi i cibi sani,per il volgo..gli infami ogm.
    Se entri in negozio, in America, non puoi sapere se un alimento è OGM o no. Le leggi a riguardo, vietano di specificare se i cibi sono OGM o no, in quanto vige l' equivalenza sostanziale tra OGM e corrispettive varietà normali, per cui l' etichettatura non-OGM significa, in base alle regolamentazioni, concorrenza sleale nei confronti di produttori di cibi OGM e insinuazione nella mentalità del consumatore che i cibi non OGM siano diversi e migliori di quelli geneticamente modificati. Monsanto è padrona della legge in America, e batte Silvio Berlusconi in leggi ad personam!

  9. #29
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    Predefinito Rif: Per una volta concorde con Lega e noglobal..

    Che fine ha fatto il mio post? :mmm:

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio
    Tu vuoi paragonare l'agricoltura di auto-consumo di un tempo con quella intensiva di oggi, fatta con pesticidi chimici e OGM??
    No, è ovviamente diversa.
    Ma far passare l'agricoltura preindustriale come sana, non intensiva etc etc non esiste.
    "Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo."

 

 
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