ECCO LE RICERCHE SCIENTIFICHE
SUI DANNI ALLA SALUTE DEGLI OGM
Rassegna stampa curata dal Dr. Maurizio Fadda dell’Associazione Biosardinia Via Trento 62, NUORO tel. 0784/36867.
Associazione BIOSARDINIA - Produttori Biologici Nuoro - BENVENUTO NEL SITO ANIMATO DA MAURIZIO FADDA
1) Allarmanti risultati di una ricerca di un eminente scienziato dell'Accademia Russa delle Scienze
GLI OGM DANNEGGIANO I FETI? Le donne che consumano alimenti OGM in gravidanza rischiano di danneggiare i feti?
Secondo una nuova, allarmante ricerca, questo è successo in femmine di topo. Lo studio, condotto da un eminente scienziato
dell'Accademia Russa delle Scienze, ha rilevato che più della metà dei cuccioli di topi nutriti con soia geneticamente
modificata sono morti nelle prime tre settimane di vita, sei volte di più di quelli le cui madri consumavano una dieta
"convenzionale". Sono risultati sei volte più numerosi anche quelli gravemente sottopeso. La ricerca - in preparazione per la
pubblicazione - è solo l'ultima in ordine di tempo di una serie di studi che stanno rinfocolando i timori che gli OGM siano
dannosi per la salute. Condotta dalla Dott.ssa Irina Ermakova dell'Istituto sull'Attivit à Nervosa e la Neurofisiologia
dell'Accademia Russa delle Scienze, si ritiene sia la prima che abbia esaminato gli effetti degli alimenti transgenici sui feti. La
ricercatrice ha aggiunto farina di soia OGM al mangime di topi femmina, iniziando due settimane prima che rimanessero
gravide, proseguendo durante la gravidanza, la nascita e lo svezzamento. Ad un altro gruppo di cavie è stata data soia non
OGM e ad un terzo non è stato dato nessun tipo di soia. Ermakova ha scoperto che il 36% dei cuccioli nati dai topi nutriti con
soia modificata erano gravemente sottopeso, contro il 6% dei nati dagli altri gruppi. Inoltre, il 55,6% dei nati da madri a dieta
OGM sono morti entro tre settimane dalla nascita, contro il 9% di quelli nati da topi nutriti con soia convenzionale ed il 6,8% di
quelli discendenti dal gruppo che non ha mangiato soia. "La morfologia e le strutture biochimiche dei topi sono molto simili a
quelle degli essere umani, il che rende questi risultati decisamente inquietanti", ha detto Ermakova. "Essi indicano un rischio
per le madri ed i loro bambini".
(Geoffrey Lean, Gran Bretagna, quotidiano - a cura di Agrapress)
2) Ricerca che è apparsa sul TG Leonardo di RAI3, qualche mese fa.
Evidenzio, che la ricerca è stata effettuata da Università ed Enti pubblici, nel solo interesse della scienza e della sicurezza
dei cittadini. E’ singolare che da quando gli OGM sono entrati nella catena alimentare animale ed umana (all’incirca a metà
degli anni Novanta), gli studi pubblicati in letteratura scientifica sui loro possibili effetti sulla salute e sull’ambiente siano stati
decisamente scarsi; in particolare, sono straordinariamente carenti gli studi sui potenziali effetti a lungo termine, nonostante
la richiesta di risposte certe sulla salubrità degli OGM per la salute umana e per le possibili conseguenze sull’ambiente sia
diventata, in particolare in Europa, sempre più pressante. Purtroppo le informazioni diffuse dai media si basano quasi
sempre sulle rassicurazioni fornite dalle ditte produttrici stesse (che rifiutano di rendere noti tutti i risultati delle loro
sperimentazioni, considerandoli segreto industriale), oppure su dati di incerta provenienza, non validati da pubblicazione su
riviste scientifiche.
Occorre, inoltre, distinguere tra le pubblicazioni provenienti dai laboratori delle multinazionali produttrici degli OGM (che
difficilmente possono avanzare dubbi sull’innocuità di nuovi OGM) e gli studi condotti da gruppi di ricerca indipendenti, non
collegati in alcun modo ai produttori. Una risposta rigorosa può, invece, essere fornita soltanto dalla ricerca scientifica
indipendente. Da uno studio condotto da due ricercatori, Manuela Malatesta dell’Università di Urbino e Marco Biggiogera
dell’Università di Pavia, coadiuvati dall’Istituto Zooprofilattico dell’Umbria e delle Marche, che analizzava i possibili effetti sul
topo di una dieta contenente soia transgenica (Roundup Ready di Monsanto, modificata per tollerare lo specifico erbicida
Roundup®), è emerso che, dall’esame dei topi alimentati con una dieta contenente soia transgenica si sono evidenziate
modificazioni delle cellule di fegato, pancreas e testicoli; sì microscopiche ma sufficienti a suggerire modificazioni funzionali.
E’ interessante evidenziare che le modificazione della funzionalità dei vari organi permangono, a meno che la soia
transgenica non venga sostituita con quella naturale, nel qual caso, in un mese, tutte le modificazioni regrediscono. Inoltre, se
ai topi nutriti con soia naturale viene somministrata per un mese la soia transgenica, nei loro organi compaiono le stesse
modificazioni osservate nei topi nutriti con soia transgenica sin dallo svezzamento.
Studi più approfonditi appaiono necessari per comprendere non solo le cause delle modificazioni trovate, ma anche la loro
potenziale influenza sullo stato di salute. Ma i finanziamenti alla ricerca sono cessati da tempo.
I risultati delle osservazioni sono stati pubblicati su riviste scientifiche sin dal 2002, ma il grande pubblico è venuto a
conoscenza di questa ricerca solo nel maggio 2005, a seguito dello scoop del giornale inglese The Independent sul mais
transgenico MON863.
Sintesi di un articolo della Dr.ssa Manuela Malatesta (Università di Urbino)
3) OGM: Senatrice De Petris (Verdi) “Coesistenza, quella ricerca è uno spot promozionale”
27/01/06 – “La ricerca resa nota oggi dal CEDAB è uno spot promozionale, in netto contrasto con i dati reali provenienti dai
Paesi dove le coltivazioni OGM sono gia diffuse che attestano una pesante contaminazione delle colture biologiche e
convenzionali”. Loredana De Petris, senatrice dei verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, commenta la ricerca sulla
coesistenza fra coltivazioni di mais transgeniche e convenzionali condotta dal CEDAB in Lombardia.
“Il coordinatore del CEDAB Patrick Trancu – prosegue la senatrice – è anche responsabile delle relazioni esterne della
Monsanto Italia, la principale azienda multinazionale che vende sementi OGM. A noi piace la ricerca indipendente: ci
permettiamo di esprimere le nostre perplessità quando è l’oste ad asserire che il vino è buono”.
“In Aragona – conclude De Petris – la prima regione europea dove sono state autorizzate coltivazioni OGM di mais, sulla
base di dati forniti dalle autorità regionali risulta contaminato il 40% delle colture biologiche. Questa è la drammatica realtà
che ci rafforza nel difendere con intransigenza il diritto delle nostre Regioni a tutelare le caratteristiche tradizionali del sistema
agroalimentare del Paese e la libera scelta dei consumatori”.
Rassegna stampa curata dall’Associazione Biosardinia, Via Trento 62, NUORO tel. 0784/36867.
Associazione BIOSARDINIA - Produttori Biologici Nuoro - BENVENUTO NEL SITO ANIMATO DA MAURIZIO FADDA
2
4) La soya made in Monsanto che spappola il fegato
ROBERTO SUOZZI (Il Manifesto 3 Luglio 2005)
L'epatocita, la cellula epatica, è tutto per il fegato, è la sua struttura più elementare ma è anche la sua essenza che capta il
sangue arterioso e quello venoso. Senza gli epatociti, piccoli e sofisticatissimi laboratori, al tempo stesso, quella unica e
fondamentale struttura ghiandolare del nostro organismo, il fegato, sarebbe poca cosa. Insieme «di laboratori» per un peso di
1500 grammi, il fegato gioca un ruolo centrale bei processi metabolici dell'organismo, detossica e produce bile. Soluzione
acquosa prodotta dall'epatocita la bile, che possiede anche la funzione di permettere l'assorbimento intestinale dei grassi
alimentari e delle vitamine liposolubili (A, D, E, K) svolge anche un importante ruolo nella eliminazione del colesterolo, di
sostanze tossiche e di farmaci. La notizia, vecchia ma non stantia e già citata da aerosol è che la soya roundup ready, una
soya geneticamente modificata, secondo uno studio sperimentale condotto dall'istituto di Istologia dell'Università di Urbino e
del Dipartimento di Biologia animale dell'università di Pavia provoca gravi alterazioni delle cellule del fegato, del pancreas e
dei testicoli di piccoli animali alimentati con questa soya. Il punto è questo: nonostante che si sappia che la soya roundup
ready, prodotta dalla multinazionale Monsanto, abbia dato prova di lesività su organismi animali, al di là di generici ma
legittimi sospetti, continua a essere commercializzata finendo così nel nostro intestino e in altre parti del nostro organismo,
fegato compreso. Altro problema, che non stiamo qui ad affrontare per il momento ma che non è affatto secondario è l'onestà
e la correttezza dell'informazione medico-sanitaria. Le apprensioni sulla soya ogm della Monsanto sono nate da tempo,
preoccupazioni sorte anche dal fatto che la stessa multinazionale aveva provveduto in prima persona a effettuare esperimenti
(accettati dagli organismi di controllo e valutazione) che ne garantivano la sicurezza e il consumo sia in Gran Bretagna che
negli Stati Uniti. A guastare le uova nel paniere della Monsanto è stato il biologo e genetista Stanley Robert, australiano della
Tasmania e Ute Baumann del Dipartimento di Scienze delle piante dell'Università di Adelaide anch'esso australiano. Oltre a
comunicare per iscritto alla Food and Drug Administration americana le loro contrarietà scientifiche sul fatto che non erano
stati eseguiti test sulla sicurezza della soya ogm trattata con roundup, avevano anche chiaramente contestato che in
mancanza di tali accertamenti non era possibile stabilire la sicurezza del prodotto in questione. In una intervista, pubblicata
dal Guardian nel maggio del 1999, essi affermavano che la soya roundup ready doveva essere ritirata dal commercio o
chiaramente «etichettata» affinché si distinguesse nettamente dalla soya non geneticamente manipolata e dai suoi prodotti.
La soya roundup ready, una soya geneticamente modificata affinché possa sopportare una dose doppia di roundup gira
tranquillamente in biscotti e biscottini, cioccolati e farine gialle cibi per bambini e margarine, pasta e cibo per i nostri animali.
Dopo aver raccolto di un avveduto consumatore che suggeriva di dar vita negli ipermercati e similari reparti speciali, così
come per il biologico, di cibo Ogm sgranocchiando un biscottino non si può anche non pensare oltre al fegato anche alle
cellule del pancreas a quelle presenti nelle cosiddette isole del langherans dove trovi oltre le alpha e le delta anche le beta
che producono e rilasciano l'insulina. Speriamo che non si fottono pure loro.
5) Pubblicato uno studio segreto della Monsanto sul quotidiano britannico Independent.
MALFORMAZIONI NELLE CAVIE NUTRITE A OGM
"DANNI AI TOPI NUTRITI CON GLI OGM" (AGI) - Roma, 23 mag. - Pubblicato uno studio segreto della Monsanto: topi nutriti
con mais biotech hanno sviluppato diverse anomalie. Alimentati con un mais geneticamente modificato che potrebbe presto
entrare in commercio in Europa, topi da laboratorio hanno sviluppato reni più piccoli del normale, una diversa composizione
del sangue e altre gravi anomalie fisiche, sollevando timori che anche la salute degli esseri umani potrebbe essere messa a
rischio mangiando cibo Ogm. La scoperta - informa il Corriere della Sera - non viene dagli oppositori dell'uso della
biotecnologia in campo alimentare, bensì da uno dei colossi del settore, la Monsanto, che produce tra l'altro il mais in
questione. L'azienda non aveva mai reso pubblici i risultati della ricerca con la motivazione che conterrebbe "informazioni
confidenziali industriali", ma un suo rapporto segreto è pervenuto al quotidiano britannico Independent, che ieri lo ha
pubblicato in prima pagina con un titolo accusatorio: "Il cibo Ogm fa male ai topi, cosa può fare agli esseri umani? Abbiamo il
diritto di saperlo". Secondo il rapporto riservato di 1.139 pagine, le anomalie riscontrate nel gruppo di topi nutriti con il mais
transgenico, denominato MON 863, erano assenti nei topi alimentati con mais convenzionale. I risultati della ricerca sollevano
pesanti interrogativi sui potenziali rischi di MON 863 per la salute umana. Proprio in questi giorni l’Unione Europea sta
decidendo se dare il via libera all’importazione in Europa del mais Ogm prodotto da Monsanto. Una prima votazione la scorsa
settimana ha respinto l’importazione di MON 863. La Gran Bretagna ed altre nove nazioni europee hanno votato a favore.
L’Independent sottolinea tuttavia che secondo una fonte interna al governo britannico, i ministri ora sarebbero talmente
preoccupati dai risultati dello studio che avrebbero chiesto a Monsanto ulteriori informazioni. I dettagli della ricerca sui topi
fanno parte di un rapporto su MON 863 che Monsanto si rifiuta di rendere pubblico in quanto contiene «informazioni riservate
che potrebbero essere utili alla concorrenza». Lo studio sui topi evidenzia tuttavia la necessità di condurre ulteriori ricerche
sull’impatto a lungo termine del mais Ogm sulla salute. Secondo alcuni esperti interpellati da Independent on Sunday infatti, i
cambiamenti nella composizione del sangue dei roditori potrebbero indicare che il loro sistema immunitario sia stato
danneggiato o che abbia messo in atto un meccanismo di risposta ad una malattia. Michael Antoniu, esperto di genetica
molecolare del Guy’s Hospital Medical School, ha definito i risultati dello studio «estremamente preoccupanti dal punto di
vista medico», aggiungendo di essere «esterrefatto dal numero di differenze significative riscontrate» nei topi nutriti con MON
863.V

yan Howard, docente di anatomia umana e biologia molecolare presso l’Università di Liverpool ha chiesto che l’intero
studio condotto da Monsanto venga reso pubblico
6) Alterazioni al sistema immunitario, al cervello, al fegato e ai reni su ratti alimentati con OGM
Anni fa Arpad Pusztai, un ricercatore inglese, aveva fatto delle sperimentazioni nutrendo per alcuni mesi dei ratti con patate
ogm. Pusztai aveva riscontrato nei topi marcate differenze rispetto al testimone riguardanti il loro sistema immunitario e la
crescita dei loro organi. A causa della sua ricerca Pusztai era stato oggetto di violente critiche da parte di grandi associazioni
scientifiche britanniche e dello stesso governo. Il ricercatore era stato costretto ad abbandonare il suo posto presso il Rowett
Research Institute (RRI) di Aberdeen dove aveva lavorato per 36 anni ed il materiale riguardante il suo studio era stato
confiscato. Diversi articoli di questo ricercatore scientifico troverete in
Genetically Modified Foods: Are They a Risk to Human/Animal Health? (ActionBioscience)
Rassegna stampa curata dall’Associazione Biosardinia, Via Trento 62, NUORO tel. 0784/36867.
Associazione BIOSARDINIA - Produttori Biologici Nuoro - BENVENUTO NEL SITO ANIMATO DA MAURIZIO FADDA
3
7) RICERCA ITALIANA: GLI OGM CAMBIANO LE CAVIE
Il maxi progetto di ricerca coordinato dall'Inran e finanziato dal Ministero per le politiche agricole evidenzia modifiche nel
sistema immunitario delle cavie e mette in dubbio i tranquillizzanti pareri dell’Efsa. Mangiare cibi geneticamente modificati non
è come mangiare cibi tradizionali. E coltivare questo tipo di piante, ha un impatto diverso sull’ambiente, rispetto alle piante
normali. Sono queste le principali conclusioni a cui sono giunti alcuni ricercatori italiani che hanno partecipato ad un maxi
progetto di ricerca sugli ogm finanziato dal Ministero per le politiche agricole e forestali e coordinato dall’Istituto Nazionale di
Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran). I risultati di questa mega ricerca a cui hanno collaborato diversi ricercatori
appartenenti a università (Napoli II, La Sapienza, Firenze) ed istituti di ricerca (Ense, Mipaf), saranno resi noti martedì
prossimo nel corso di un convegno ufficiale a Roma, ma alcune conclusioni sono state già rese note.
E si tratta di conclusioni destinate a far discutere non solo in ambito scientifico. I ricercatori dell’Inran hanno infatti scoperto
che le cavie che erano state nutrite con farina di mais transgenico, in particolare il MON 810 (Bt11), hanno evidenziato «una
diversa reazione immunitaria sia a livello intestinale, che periferico». «Sulla base delle informazioni ottenute - ha spiegato il
coordinatore del progetto di ricerca “Ogm in agricoltura”, Giovanni Monastra, direttore generale dell’Inran - non sappiamo
quale tipo di implicazioni per la salute hanno queste diverse reazioni. Se per esempio possono indurre ad una reazione
allergica o si tratta di semplici differenze fisiologiche, del tutto insignificanti. Quello che è certo è che non possiamo negare
che esistano».
Consiglio dei Diritti genetici
8) CON L'OGM SPUNTA L'ALLERGIA
Dimostrato: un gene inserito in un organismo estraneo produce una proteina diversa da quella originale, con imprevedibili
effetti sulla salute. Un team di ricercatori australiani e statunitensi ha scoperto che un gene assolutamente innocuo, presente
nel fagiolo, provoca delle forti allergie quando è inserito nella pianta di pisello.
Le normali procedure di valutazione non avrebbero potuto rilevare questo pericolo, che potrebbe riguardare gli Ogm già in
commercio. I ricercatori della Csiro (Commonwealth scientific and industrial research organization) avevano inserito un gene
presente nel fagiolo in piante di pisello, allo scopo di renderle più resistenti agli attacchi di un insetto.
Il gene in questione «era stato studiato per molti anni e non si era mai dimostrato pericoloso per la salute di uomini o
animali», dichiara la Csiro. Che ha voluto studiare meglio gli effetti dei piselli transgenici, dandoli in pasto ai topi di laboratorio.
Quelli nutriti con fagioli e piselli normali sono rimasti sanissimi, ma quelli nutriti con i piselli Ogm hanno sviluppati forti
infiammazioni ai polmoni e una reazione allergica diffusa. Non solo: i topi sono diventati allergici anche ad altre sostanze.
«Questo è il primo studio pubblicato su una rivista scientifica che dimostra che un gene inserito in un organismo estraneo
produce una proteina diversa da quella originale, con imprevedibili effetti sulla salute», spiega Gloria Adduci del Consiglio
Diritti Genetici. Finora si riteneva che i geni trasferiti da un organismo all'altro producessero esattamente la stessa proteina.
E l'unico timore era che, ad esempio, una fragola con inserito il gene di un pesce fosse pericolosa per chi è allergico al
pesce. Adesso i timori si moltiplicano. La Csiro ha bloccato la produzione e lo studio di questi piselli transgenici e distruggerà
tutte le piante esistenti. Ha inoltre dichiarato che «questo studio dimostra che ogni nuovo Ogm deve essere saggiato
individualmente per i suoi effetti sulla salute». Peraltro nessuno, al momento, obbliga le industrie biotecnologiche a condurre
il tipo di test fatto su questi piselli. La pericolosità di questi ultimi non sarebbe stata rilevata con le procedure adottate di solito.
9) PADOVA, LETTERA DEI MEDICI SUGLI OGM
Chiedono che la città sia dichiarata quanto prima OGM free
Il pediatra Roberto Marinello lancia un'iniziativa che raccoglie subìto consenso dai colleghi.
Gentile Direttore, siamo un gruppo di medici che vivono e lavorano a Padova e vogliamo portare l’attenzione sul problema
degli organismi geneticamente modificati, interpretando anche le preoccupazioni dei nostri pazienti.
Il problema dei cibi geneticamente modificati coinvolge infatti molti aspetti, di cui quello medico è certamente uno dei
principali. Su molte importanti riviste mediche (Lancet, Rivista Italiana di Pediatria, Ped. Clin. North America, Science, Allergy,
solo per citarne alcune) i timori intorno a possibili danni alla salute dovuti all’introduzione di alimenti transgenici nella
nutrizione umana sono ampiamente illustrati e riguardano le interazioni tra i nutrienti e i geni introdotti, la biosponibilità degli
alimenti ed il loro metabolismo; la possibile trasmissione della resistenza agli antibiotici alla flora batterica intestinale ed una
eventuale tossicità per l’uomo dovuta all’accumulo di molecole tossiche e per finire la possibilità di allergie agli OGM. Tutto
questo ha portato, tra l’altro, a vietare l’uso di alimenti transgenici negli alimenti per l’infanzia (DPR del 7/4/99). Ci sembra
quindi che far ricorso al principio di precauzione rispetto al rischio di introdurre nell’ambiente organismi geneticamente
modificati sia essenziale

i appelliamo quindi al Sindaco di Padova (tra l’altro l’autorità sanitaria di più alto grado nel
Comune) e al Consiglio Comunale, in cui sono presenti numerosi medici, perché Padova venga dichiarata quanto prima
territorio “OGM free”.
Prime firme: Roberto Marinello, Bruno Franco Novelletto, Roberto Bussi, Luigi Sambo, Federico Bellavere, Roberto Galante,
Patrizia Longo, Gastone Zilio, Stefano Ivis, Anny Tormene, Catia Costanzo Boschieri, Gianfranco Mattiazzo, Chiara Turio,
Stefania Perin, Luisa Macor, Pina De Giorgi, Emanuela Biasio, Stefano Drago, Patrizia Corrà, Roberta Luchelli Razzolini,
Maria Concetta Digiacomo, Mariella Gilio
Per informazioni sulla lettera: Roberto Marinello tel. 338.89.92.767
Coalizione Padova OGM free, 11 novembre 2005
10) EFFETTI SUI FIGLI DI CHI CONSUMA OGM?
Ricerca russa: «I cibi OGM possono influenzare la "posterità dell'uomo e degli animali"»
Un importante studio dell'Agenzia Nazionale Russa della Ricerca suggerisce che una dieta a base di cibo geneticamente
modificato è in grado di produrre degli effetti e condizionare i nuovi nati da genitori che ne facevano uso.
Secondo lo studio riportato dall'agenzia russa Regnum News Agency, i cibi GM possono influenzare la "posterità dell'uomo e
degli animali". Questa è la prima ricerca che determina chiaramente il rapporto tra soia geneticamente modificata e la vita
delle creature future.[ndr: in realtà è la seconda] Lo studio che include questa informazione è stato presentato ad un simposio
dell'American Academy of Environmental Medicine sulle modificazioni genetiche il 10 ottobre da parte della National
Rassegna stampa curata dall’Associazione Biosardinia, Via Trento 62, NUORO tel. 0784/36867.
Associazione BIOSARDINIA - Produttori Biologici Nuoro - BENVENUTO NEL SITO ANIMATO DA MAURIZIO FADDA
4
Association for Genetic Security (NAGS). Lo studio è stato condotto da un team di ricercatori capitanati da Irina Ermakova,
biologa all'Institute of Higher Nervous Activity and Neurophysiology della Russian Academy of Sciences (RAS). Durante
l'esperimento, la dottoressa Ermakova ha aggiunto soia GM al cibo dei ratti femmina due settimane prima del concepimento,
durante e durante l'allattamento. Nel gruppo di controllo ai ratti femmina non veniva aggiunto niente nel cibo. "A tre gruppi di
ratti veniva assegnata una dieta differente per ciascuno: un gruppo di controllo non riceveva soia, il secondo gruppo riceveva
soia GM e il terzo gruppo riceveva soia convenzionale. Gli scienziati hanno contato le nascite e le morti dopo l'offerta. Tre
settimane dopo la nascita è stata effettuata la conta dei morti. Quello che è stato scoperto che la soia convenzionale e quella
GM non influenzano il numero dei ratti nati da ciascuna madre. Comunque il numero dei morti dopo 3 settimane è stato
radicalmente differente. I risultati hanno indicato che la soia convenzionale non ha nessun effetto negativo sulla percentuale
dei morti, mentre quella GM aumenta la percentuale di morti di un topolino ogni otto. Inoltre, il 30 % dei nati nel gruppo della
soia GM aveva un peso minore del normale di ben 20 grammi." "La morfologia e la struttura biochimica dei ratti sono molto
simili a quelle dell'uomo e questo ci deve far pensare." Queste le parole di Irina Ermakova all'agenzia di stampa NAGS.
Aleksey Kulikov, vice presidente del NAGS , ha detto che i risultati dello studio giustificano la necessità di un test su piena
scala su tutte le creature viventi. Negli Stati Uniti, la maggior parte della soia è geneticamente modificata.
In un recente passato, scienziati russi avevano avvertito Putin in una lettera della pericolosità dei prodotti
geneticamente modificati. L'importazione di cibo geneticamente modificato potrebbe influenzare sia la salute che
l'agricoltura russa. Alexander Baranov, president of the National Association for Genetic Security, ha spiegato che i prodotti
geneticamente modificati stanno mettendo la salute della nazione in grave pericolo.
La lettera a Vladimir Putin, firmata da 30 scienzati leader della comunità scientifica così dice:
“Questa lettera è imposta dalla crescente vulnerabilità della sicurezza biologica della Russia. E' in corso un processo di
sostituzione dell'ambiente naturale russo con prodotti importanti e modificati geneticamente. La Russia sta diventando un sito
per i test biogenetici stranieri.” Tra le altre precauzioni, la lettera consiglia di bandire i prodotti GM nel cibo per bambini e una
legge federale sulla sicurezza biologica. La lettera inoltre nota che il mercato del cibo russo è tempestato da prodotti importati
geneticamente modificati che non sono soggetti a nessun controllo dello stato.
“Questi prodotti sono pericolosi perchè non sono prevedibili, specialmente se se ne fa un uso prolungato. Non sappiamo gli
eventuali effetti sul corpo umano” ha detto Vladimir Kuznetsov, capo del consiglio scientifico della Russian Academy of
Sciences. Kuznetsov inoltre ha avvertito che alcuni settori dell'agricoltura russa come quelli della semenza stanno pian piano
scomparendo e c'è il rischio che l'agricoltura russa dipenda sempre più dalle coporazioni multi-nazionali.
Alexei Yablokov, President of the Center for Environmental Policy, è andato oltre definendo questo stato di cose “terrorismo
biogenetico”.
Articolo originale: GM Food Dangers Directly Affect Biological Descendants and Future Generations
pubblicato da Robin Good - MasterNewMedia.org il 1 novembre 2005, tradotto e rilanciato da
La Leva di Archimede.
11) Consiglio dei Diritti Genetici: prudenza in materia di OGM
Il Consiglio dei Diritti Genetici è un organismo di ricerca e comunicazione sulle biotecnologie. Dal 2002 opera come
associazione scientifica e culturale indipendente, impegnata in attività di studio, informazione, progettazione sulle applicazioni
e le diverse forme di impatto delle innovazioni biotecnologiche. Con l’apporto di studiosi di varia estrazione scientifica e
sensibilità culturale, il C.D.G. promuove la ricerca indipendente e interdisciplinare nell’ambito delle bioscienze e delle
biotecnologie, riservando particolare attenzione alle loro implicazioni ambientali e sociali. Il CDG si propone inoltre di
diffondere la cultura scientifica, consapevole del ruolo sociale della scienza e della necessità di governance dell’innovazione.
Il primo passo in questa direzione è il nostro appello alla prudenza in materia di OGM. Pubblicato nel marzo del 2003, è stato
sottoscritto da centinaia di persone fra studiosi, intellettuali, giornalisti e semplici cittadini.
Fondazione Diritti Genetici - Biotecnologie, Ricerca, Comunicazione e Intermediazione culturale
12) Altri Organismi Scientifici contrari agli OGM (oltre a tutte le associazioni ambientaliste e molte associazioni di
agricoltori)
- ISDE, Associazione Mondiale Medici per l’ambiente.
ISDE
- Physicians and Scientists for responsable Application of Science and Technology.
Genetically engineered food - Safety Problems.
- RAFI, Rural Advancement Foundation International.
Home | ETC Group
- ACTIONAID,
ActionAid UK: End poverty. Together.
- Comitato contro la manipolazione genetica degli alimenti.
www.rfb.it - Resistenza ai Frankenfood ed alla Biopirateria
- Vandana Shiva, scienziata indiana, direttore della Fondazione di Ricerca per la Scienza, Tecnologia ed Ecologia e di grandi
Enti di ricerca Indiani
- Jeremy Rifkin, famoso economista Statunitense e presidente di “Foundation on Economic Trends”
- Sergio Maria Francardo, medico a Milano, membro del Comitato scientifico di medicina complementare della Reg.
Lombardia.
E tantissimi altri eminenti medici e scienziati indipendenti da interessi diretti o indiretti nel mercato delle
biotecnologie, al contrario di molti scienziati che invece sono a favore degli OGM !
(e che per ragioni di sintesi non abbiamo potuto mettere in questa rassegna)
http://www.biosardinia.it/download/d...e_def.%202.pdf