A molti occidentali piace il "viaggio".


A molti occidentali piace il "viaggio".
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


...fantasticando del/il soma.
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se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Ogni anno per il Maha Shivararti si consuma il Bhang in Nepal, nelle varie tradizioni Jhankri e nel buddhismo newar l'uso dei funghi (considerati Shiva Lingam) o del bhang, che viene dato anche ai bambini, è una via della conoscenza degli Dei. Ma anche nelle scuole Daoiste trovi l'uso di sostanze psicotrope. Shiva inoltre è un protettore della ganja.
ཨོཾ་མ་ཎི་པ་དྨེ་ཧཱུྃ
Liberale
No al socialismo, no al fascismo.


Vorrei arrivare a drogarmi di disciplina privativa e ascesi.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Le cose possono andare di pari passo, la cannabis è un'erba sacra di cui Shiva è un protettore, è un aiuto per la moksha e, se in contesti giusti, può essere inserito all'interno di un serio percorso yogico.
Non solo nel mondo vedico, ma anche nel buddhismo (le cui le pratiche non sono poi così diverse da quelle del sanatanadharma in tantissimi casi) sopratutto la scuola Ngakpa. Ma è come lo yoga del sogno, sono sturmenti che portano ad avere uno stato mentale che permette la consapevolezza dell'insostanzialità degli oggetti mentali.
Bisogna dire che però l'uso delle droghe non è né necessario né sufficiente, ma può essere un mezzo, esistono sciamani o yogin che non hanno mai bisogno di provare funghi o erba e sconsigliano vivamente l'uso, anche in termini ricreativi, altri invece che dicono di fare tecniche di pranayama dopo aver fumato un cannone o bevuto il bhang (io stesso lo faccio) oppure altri che sono indifferenti, dipende da atteggiamenti mentali di fronte alla sostanza. Io odio fumare per scopi ricreativi, saranno 10 anni che non fumo in giro o con amici, perché mi da effetti molto più asociali che i classici effetti pro sociali. Di conseguenza evito sempre se non per i fatti miei a casa, e massimo una/due volte al mese e solo quando sono sicuro di avere in solitaria 4-5 ore.
ཨོཾ་མ་ཎི་པ་དྨེ་ཧཱུྃ
Liberale
No al socialismo, no al fascismo.


Chiedo scusa se posto un riferimento non orientale in un forum dedicato alle filosofie orientali, ma ho più dimestichezza con gli autori occidentali; prendetelo come uno stimolo alla riflessione.
Massimo Scaligero era nettamente contrario all'utilizzo di sostanze stupefacenti, anche e soprattutto nel caso di coloro che fossero interessati a vie spirituali. Ecco un interessante passo tratto da "il mito della scienza"; non lo posto tutto perché sarebbe troppo lungo, ma tanto basta questo per capire la sua posizione in merito. Il grassetto è mio.
Dialettica e possessione mentale
Il sentimento che domina il pensiero - in quanto il pensiero smarrisce l'originaria autonomia
nell'identificarsi con il processo discorsivo - e perciò utilizza il pensiero, assumendone la veste
formale, ma escludendone il moto ideativo, così da prevalere come non gli è dato nell'immediata
manifestazione di sé, emotiva e psichica, riuscendo di conseguenza a legittimare la vita istintiva nel
veicolo della regolarità espressiva, è la DIALETTICA: termine che ormai - come già si è accennato
- per ragioni logiche non può più essere usato nel senso che ebbe da Platone e dagli svolgitori del
logos socratico, sino agli idealisti europei, i quali ultimi nel pensiero erano ancora capaci di intuire
un movimento recante in sé germinalmente ogni forma logica. Oggi, la dialettica è la retorica del
realista, scienziato o politico, ma parimenti dello psicologo, del mistico, dello spiritualista: il guscio
vuoto della razionalità.
La situazione odierna del dialettismo formalmente è la persuasione di esprimere qualcosa che sia
pensiero, e perciò assunzione obiettiva di un tema, mentre in realtà è divenuta l'esigenza del mentale di esprimere la propria possessione da parte di un processo estraneo: che non è errore in sé, come non è errore un male fisico, ma opera nel mondo come errore, dandosi proiezione di pensiero:
apparendo forma di un contenuto di pensiero che in verità non c'è. Il problema è scoprire quale
effettivo contenuto operi.
Allorché, per esempio, un cultore di scienze morali o psicologiche afferma la possibilità di
conseguire esperienze elevate della coscienza mediante uno stupefacente, o un «allucinogeno», adeguatamente dosato e usato, in realtà, non esprime il pensiero indipendente da tale esperienza, ma il pensiero sollecitato da essa, per il fatto che non dispone di un'attività interiore capace di considerare l'effetto della sostanza sui centri cerebrali, ponendosi fuori di essi, ma inconsapevolmente lascia agire i processi fisiologici eccitati da tale sostanza, come produttori del suo stesso giudizio. Uno sperimentatore dotato di indipendenza rispetto ai processi cerebrali, che intendesse sperimentare su sé gli effetti della mescalina, o della psilocibina, o dell'acido lisergico -
non certo per conseguire una lucidezza di cui dovrebbe non aver bisogno - li percepirebbe come processi insorgenti dal piano fisiologico contro le sue facoltà di coscienza, per un inversione del rapporto tra mente e corporeità, onde dovrebbe lottare energicamente contro di essi. Si troverebbe dinanzi a processi tendenti a menomare l'organo del pensiero.
Sarebbe ingenuo obiettare che una simile lotta diverrebbe creativa per lo spirito, in quanto
stimolerebbe un «in più» del suo potere ordinatore. Le cose, per chi sperimenti con senso di
responsabilità in questo campo, stanno esattamente all'opposto.






è una forma di buddhismo vajrayana praticato nel nepal, un sincretismo puro di buddhismo e induismo. Ma direi anche nel mondo yogico e mahayana trovi molti punti di contatto. Non vuol dire che sono la stessa cosa, ma che molte pratiche tantriche sono indistinguibili.
Nel buddhismo tantrico si è fatto e si fa tanto uso della Datura (erba del diavolo in occidente )e della cannabis, il Mahakala tantra prevede ad esempio l'uso di cannabis e di datura per guarigione e purificazione o come il Cakrasamvara Tantra, che prevede l'uso della cannabis invece per siddhi mondani e sovramondani. Questi due tantra sono i più famosi, ma ne esistono tanti altri.
perché non è contrario al precetto? Perché il precetto rientra nel intossicare la mente a scopi di offuscamento. Ricordiamo che nel buddhismo è fondamentale la volontà e la motivazione di un gesto, non il gesto in sé e per sé. Il karma dell'azione è determinato dalla motivazione.
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