Chiunque pensi
‘Io sono una donna’
o ‘un uomo’
o ‘Sono niente? ‘ –
quello è Mara
che lo indirizza.
Soma Sutta


Chiunque pensi
‘Io sono una donna’
o ‘un uomo’
o ‘Sono niente? ‘ –
quello è Mara
che lo indirizza.
Soma Sutta


E grazie!
Quanto sopra scritto si riferisce al veleno delle IDENTIFICAZIONI in genere, non al discorso uomo-donna.
Mentre:
Nè eunuchi, nè ermafroditi, nè donne venivano accolti nell'ordine (Mahavagga I, LXXVI, 1- II XXII,4)
"E' impossibile, non può essere che una donna assurga allo stato di santo, perfetto Svegliato o di sovrano universale, chakravarti: parimenti è impossibile che essa "conquisti il cielo, la natura, l'universo" e che essa possa dominare spiriti celesti. (Majjhima nikayo, CXV III, 132).
Buddha considerò ler donne insaziabili in ordine a due cose, e tali da morire senza essersene liberate: alla sessualità e alla maternità (Anguttara Nikayo II,48). Si oppose ripetutamente, come più volte detto, a che le donne entrassero nell'Ordine: ammettendole alla fine giunse a dire che come un fiorente campo di riso non prospera più quando in esso penetra e pullula un'erba parassitaria, del pari non prospera la vita santa in un Ordine che consenta che anche le donne rinuncino al mondo e cercò di limitare il danno promulgando opportune regole. Anche di ciò abbiamo già detto.
Le definì altresì "seduttrici e astute, esse distruggono la nobile vita" (Jataka, CCLXIII)
"Sono sensuali, cattive, comuni, basse...le donne sono prese di continuo dai sensi. Pervase da un ardore impuro e inesorabile rassomigliano al fuoco che tutto consuma" (LXI)
Ve n'è abbastanza. E il fatto che successivamente queste maglie si siano allentate, scrive Evola, rappresenta un segno fra i tanti dell'allentarsi della tensione spirituale propria al buddhismo delle origini.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Papessa (concordo in pieno col tuo ultimo post) ti sei mai chiesta perchè il buddhismo delle origini richiama la Tradizione a reazione dei relativismi ed egalitarismi, mentre il cristianesimo delle origini viene oggi avocato da chi ha suggestioni opposte?
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Il cristianesimo delle origini? Ma scherzi? Questi nemmeno s'immaginano cosa mai fosse il cristianesimo delle origini. Si trattava di un rigoroso collegio iniziatico per pochi, che elargiva insegnamenti, esercitava operazioni, contemplava soluzioni. Altro che l'indegna melassa sbavata che è divenuto oggi!
QUEL cristianesimo è morto non appena si inverò il paradigma classico riassunto nelle parole eterne: "Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse" Ecco...oggi siamo al massimo della dispersione...il pastore ha gettato il suo bastone, vaga ubriaco tra le rovine preda del mondo e dell'abisso, biascicando idiozie senza senso per piacere esattamente a quello che nel cristianesimo delle origini era denominato "mammona".
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Va bene ragazzi, ma non è consigliabile per conoscere il buddhismo. Per quanto possiamo apprezzare un Mircea Eliade, non consiglierei attualmente un suo libro di yoga perché ci sono attualmente autori più avanti con gli studi, o Tucci, nonostante il suo libro di storia della filosofia indiana è ancora adesso introduttivo. Così come adesso certe considerazioni personali di Vivekananda sul Raja Yoga sono da 1800, non in riferimento allo yoga ma a considerazioni sulle scienze superstizioni.
Direi che è utile per il pensiero di Evola, ma lo sconsiglio vivamente per conoscere il buddhismo che anzi risulta fuorviante.
ཨོཾ་མ་ཎི་པ་དྨེ་ཧཱུྃ
Liberale
No al socialismo, no al fascismo.


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Non sono un accademico e neppure uno storico delle religioni come altri utenti, però vorrei ricordare che Buddha fu il primo, in India, ad accettare come discepoli ed ordinare come monaci (e monache) i "fuori casta" (ovvero gli ultimi e gli emarginati d'una società che era tutt'altro che "egualitaria" e "relativista") e le donne. Questo è un dato storico che possiamo interpretare in vario modo ma è innegabile.


Assolutamente no. Evola commette notevoli errori di lettura del buddhismo per farlo rientrare nel suo modello di tradizione. Non è vero che non se ne parlava prima, ci sono notevoli libri precedenti ad evola in merito al "Buddho" o la buddhologia tedesca. Se poi intendi SG e le varie scuole simili ok, hai ragione. Ma anche lì ci sarebbe una discussione da fare.
Che problema c'è del resto? Alla fine anche Tucci cerca di paragonare il tantrismo tibetano vicino alle vie gnostice occidentali, ma non è così. E Tucci non è di certo uno sprovveduto.
Diamo ad evola ciò che è di evola! Sul buddhismo va bene leggere i suoi saggi sullo zen, a dottrina del risveglio è una sua lettura, ma non è buddhismo. Non è anacronistico, è solo lontano dal buddhismo. Avrà scritto bene sulla tradizione occidentale, ma quando parla di buddhismo ha notevoli bias dovuti alle sue idee. Ciò non toglie valore al pensiero di Evola, non mi permetterei mai, ma bisogna riconoscere le cose.
Inoltre, il passaggio sul Theravada originario dovresti spiegarmelo meglio!
Il concetto di originario è comunque molto occidentale (più abramatico), la filosofia indiana non ha mai avuto questo problema. Il buddhismo non è mai andato alla ricerca dell'insegnamento originario in quanto i rifugi sono nel buddha nel dharma e nel sangha e la cosa è molto forte. Se dobbiamo rifarci all'originario al massimo massimo massimo il Dharmacakra, ma gia il primissimo concilio dopo pochi mesi del Paranirvana/morte del Principe possiamo dire che non esiste il buddhismo orignario. Se il Dharma non fosse valido, non ci sarebbero né buddha né Sangha.
ཨོཾ་མ་ཎི་པ་དྨེ་ཧཱུྃ
Liberale
No al socialismo, no al fascismo.


Non ci siamo.
Evola non ci pensa nemmeno a manipolare la dottrina buddhista per farla aderire alla sua idea di Tradizione. Egli, nella sua esposizione critico-divulgativa corrobora dettagliatamente il suo scritto con notazioni e citazioni precise del Canone, chiara dimostrazione della sua fedeltà ai testi e del sostegno che i testi offrono alla sua disamina. Non ho capito poi cosa c'entrerebbe il fatto che del buddhismo hanno scritto prima di lui. Egli non diffonde affatto la sua propria idea di buddhismo, ma lo rapporta con fedeltà a TUTTA la Tradizione, che come abbiamo scritto più volte è UNIVOCA e non si presta ad interpretazioni spurie. Ebbene, Evola mette in risalto la natura ORIGINARIA del buddhismo come via eminentemente ARISTOCRATICA: per pochi e destinata a pochi qualificati. Questa aristocrazia la si evince in primis proprio dal Canone. L'asceta che segue il Gautama non è uno sprovveduto qualsiasi, è un qualificato che si assoggetta a rigide discipline e a regole altrettanto stringenti in vista di una realizzazione nobile e pura, estremamente virile ed asciutta, che richiede caratteristiche e predisposizioni che solo pochi posseggono. Questa non è solo la precondizione necessaria all'asceta buddhista, ma ALTRESI' ad ogni asceta che voglia intraprendere con qualche risultato la via della luce. E questo TUTTA la Tradizione lo testimonia.
Il termine "originario" non appartiene solamente al buddhismo, ma ad OGNI FORMA TRADIZIONALE, sia essa orientale od occidentale, che al suo inizio, presente il suo fondatore, è lucente, virile, asciutta, rigorosa, senza alcuna sbavatura in senso emotivo, sentimentale, devozionale. E' una disciplina pura, scevra da ogni orpello e che non si presta ad equivoci. Successivamente subentrerà il degrado, impereranno le scissioni, le diverse interpretazioni, i distinguo, le eresie, gli annacquamenti della sostanza primigenia per renderla usufruibile e alla portata di tutti: anche inetti, squalificati, velleitari, donne, massa, conferendogli una universalità che è del tutto fasulla ed illusoria. E così è finito il, buddhismo oggi. Ma non solo il buddhismo...tutte le vie allo spirito che iniziarono per le aquile e poi finirono preda delle forze oscure della semplificazione e della materialità egualitaristica.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


“Come un osservatore su una cima di montagna vede la gente al di sotto
così, il Grande Saggio, vede tutta l’umanità dall’alto del Dhamma!
Libero da dolore, osserva gli altri immersi nella sofferenza, oppressi dalla nascita e dalla vecchiaia.
Alzati, eroe, vincitore in battaglia, guida dell’Umanità, attraversa il mondo!
Insegna, O Signore, il Dhamma, e loro lo comprenderanno.”
Maha-padana Sutta