Ciao druuna
Sieg Heil![]()


Ciao druuna
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Hitler or Hell.


Gli oligarchi, i consumatori e gli schiavi
Una volta, prima della Rivoluzione Francese, c’erano l’aristocrazia, il clero e il popolo.
Oggi, dopo la globalizzazione, ci sono gli oligarchi, i consumatori e gli schiavi.
Gli oligarchi, come gli aristocratici di una volta, vivono in un mondo a parte dove accumulano il potere e la ricchezza derivanti dalla loro posizione nella politica e nella finanza.
I consumatori compongono una Società paradossale dove le nuove prospettive aperte dalla scienza e dal progresso contrastano con un crescente terrore del futuro,
dove la vita si allunga in un eterno presente ma gli anni di vita in più si vanificano in una vita che è una non-vita (con gli auricolari dello smartphone nelle orecchie, nella solitudine, nell’isolamento, nel disinteresse, nel disimpegno) passata in luoghi che sono non-luoghi (tangenziali, autostrade, treni, metropolitane, stazioni, autogrill, centri commerciali)
dove la distanza tra continenti si accorcia a poche ore di viaggio ma si allunga a dismisura la distanza tra centro e periferia, tra ricchi e poveri, tra cittadini e immigrati, tra cultura e ignoranza, tra progresso e regressione.
Gli schiavi vengono sfruttati e lasciati vivere nel suburbio, nel sobborgo, nella periferia, nella campagna, negli angoli scuri e negli spazi vuoti di questa Società paradossale.
Il loro Diritto a vivere è pari ai quintali di pomodori che riescono a raccogliere e i loro Diritti Umani/Civili/Politici sono pari alla loro capacità di consumare, cioè zero.
In questa nuova stratificazione sociale, i concetti di ideologia e democrazia diventano dei non-concetti.
Repubbliche Popolari e Sovietiche Socialiste diventano patrie del capitalismo più sfrenato.
Delegati del Popolo e Commissari Politici schizzano ai primi posti nella hit parade di Fortune.
Partiti fascisti, finanziati da ex colonnelli del KGB, si proclamano difensori del proletariato.






Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!


Mi sono sempre chiesto come mai si parli sempre di diritti e mai di doveri
Secondo me la nostra generazione è uscita un po’ viziata






In realtà se ne parla.
Per esempio, il lavoratore ha i seguenti doveri:
- diligenza
- obbedienza
- fedeltà
a fronte dei quali il datore di lavoro deve corrispondere con:
- retribuzione
- orario di lavoro
- riposo settimanale
- ferie e festività
- congedo matrimoniale
- maternità/paternità
- malattie e infortuni
- sicurezza nel luogo di lavoro
- attività sindacale e sciopero
- parità uomo/donna
Al di là di questo hai ragione, la nostra generazione di precari è uscita un po' viziata.


Il tentativo ossessivo di andare oltre Marx portato avanti oggi dalla sinistra, da tutta la sinistra, di cui evidenti sono i tratti nel PD, ma anche nelle altre formazioni pseudo di sinistra, compreso il neonato movimento LU, ricorda molto quei social liberalismo per cui il vero problema del socialismo è Marx...
Revisionisti insomma, le cui analisi della realtà non considerano mai l'abolizione dei rapporti borghesi di produzione, tutt'al più:
...miglioramenti amministrativi realizzati sul terreno stesso dei presenti rapporti di produzione, i quali perciò nulla cambiano nei rapporti fra capitale e lavoro salariato, e che nel caso più favorevole rendono meno costoso alla borghesia l'esercizio del potere, e semplificano l'assetto della sua finanza statale.
Contro questa mentalità borghese lottano da tempo movimenti e partiti come PCL, Lotta Comunista, i Carc e altri, i cui militanti sono presenti nelle fabbriche, nelle università, nei sindacati, e quelli non sono e non si sentono esclusi dall'orizzonte politico solo perchè non sono in parlamento.
Non andare a votare alle elezioni gli schieramenti borghesi non è una scelta emarginante, è piuttosto la scelta consapevole di chi non sentendosi rappresentato fa politica in modo franco e non ipocrita.