Ma ha senso esser comunista , oggi?
Eppure le abbiamo viste le sperimentazioni del comunismo , a tutte le latitudini.
E queste sperimentazioni hanno un minimo comun denominatore:
impostazione dall'alto , imposizione , obbligo e violenza.
Imporre ad un numero indeterminato di persone l'idea comune di rinunciare al profitto personale ( non ad una parte, ma alla stragrande maggioranza) per un astratta idea di comunità, gestita da un politburo, è qualcosa di così lontano da come noi umani stamo stati progettati da Dio o dalla natura che fa sorridere.
eppure per queste assurdità utopiche si è ucciso , incarcerato, depredato, deportato.
Si lavora , si fatica e ci si ingegna per se e per la propria famiglia , non certo per uno sconosciuto o per la grandezza della Patria .
si può rinunciare ad una parte del proprio profitto per il bene comune che è la Patria la quale è anche nostra , ma non a tutto o a quasi tutto.
Questo è insopportabile e crea rigetto e violenza.
Ecco perchè le società comuniste sono state tutte violente e lontane mille miglia da quel paradiso che si crede di voler creare.
E il profitto appartiene a chi l'ha creato come del resto il capitale costruito.
Il compito di una società giusta è regolare i rapporti tra il proprietario del capitale e il prestatore d'opera .
Il suo compito è solo questo , non certo sequestrare e confiscare il capitale costruito o tarpare le volontà a chi vorrebbe crearlo.




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