Ci rivedremo a Filippi
Si tratta di una celebre frase che la tradizione attribuisce al fantasma di Giulio Cesare, che in sogno la rivolse a Bruto. Lo storico Plutarco, nelle sue "Vite parallele" racconta che Bruto era ossessionato dal senso di colpa per aver partecipato alla congiura che portò alla morte di Cesare, il quale lo amava come un figlio.
Questa sorta di predizione, in un certo senso si avverò perché Bruto fu sconfitto proprio a Filippi, città della Tracia, dagli eserciti di Ottaviano e Antonio; tentò la fuga, ma poi fu costretto a uccidersi.
Oggi la frase viene utilizzata come una sorta di minaccia e allude ad una prossima resa dei conti, vendetta o punizione.


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