è perché la maggioranza degli umani dicono sia dotata dei famosi neuroni specchio quale meccanismo evolutivo di sopravvivenza della tribù in ambiente ostile e maggiore possibilità di tramandare il proprio gene.
Chi non li ha solitamente cerca di evitare lo stigma pubblico della maggioranza fingendo di averli, anche il tiranno giustifica spesso sé stesso con la necessità e la gloria o la sicurezza del popolo. Ivan IV diceva di governare in nome di Dio, ed essendone rappresentante poteva fare ciò che voleva, Gengis Khan diceva di portare la gloria e la potenza ai mongoli, oltre che a sé in quanto re e simbolo dei mongoli, ecc. raramente un tiranno privo di empatia ha detto "lo faccio perché sono cattivo", nemmeno Caligola, lo faceva per l'estetica (almeno il Caligola di Camus) e perché la figura del Cesare fosse considerata divina.
Anche alcuni criminali sentono il bisogno di giustificarsi: "sono fatto così", "la vita è stata ingiusta con me", "seguo il codice dell'uomo d'onore mafioso", "combatto per il fuhrer" (Dirlewanger, Himmler), "faccio l'esproprio proletario" (rapinatore politicizzato alla Battisti), "combatto per il socialismo" (Berija), "lo faccio per il duce" (Pietro Koch), ecc.
Del tipo: faccio il boia per dovere civico e non perché provo piacere a uccidere legalmente.





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