Per favore, lasciamo da parte le dietrologie e i complottismi vari.
Questa storia dei servizi segreti stranieri dietro le fila dei terroristi è vecchia, quando ancora si sosteneva la tesi delle "sedicenti Brigate Rosse". Poi anche i più agguerriti sostenitori di questa tesi dovettero riconoscere che questi estremisti facevano quello che facevano perché CONVINTI delle proprie tesi e delle proprie ideologie, e si cominciò a parlare di "compagni che sbagliano".
Il terrorismo compare ogni volta che nella società sono presenti tensioni economiche e sociali che esasperino la situazione, in cui appaia un messaggio "forte" in cui elementi possano riconoscere e trovare una sorta di unità contro tutto il resto del mondo/società, visto come sbagliato e corrotto: a ben guardare è la stessa fenomenologia che porta alle sette religiose, con la differenza che le sette religiose spiritualizzano questa ribellione contro la società attraverso la separazione e una ricerca di una spiritualità diversa, mentre i gruppi estremisti e terroristi, con la loro spinta al cambiamento sociale e politico, sono inevitabilmente attratti dall'azione violenta.
Nella situazione italiana poi ad aggravare il tutto erano decenni di retorica antifascista che ha alimentato tensioni e convinzioni varie. Le BR non avevano bisogno di comandi esteri, e non ne hanno avuti, al massimo alcuni supporti minori (sono accertati contati con l'estremismo palestinese ed anche con qualche gruppo dell'Est) ma in definitiva sono sempre stati spinti dall'assoluta convinzione di essere gli eredi della Resistenza (e in misura minore, del Risorgimento) e coloro che ne avrebbero completato la missione rivoluzionaria.




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