

When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)


When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)




Se tu avessi letto con attenzione il mio post e se tu non fossi preda della folle ideologia antifascista, avresti notato che non sono entrato nel merito dei motivi per cui l'Italia entrò nella seconda guerra mondiale, bensì mi sono limitato a mostrare a Giordi che l'Italia nel '38 non era subalterna alla Germania e che quindi non ha il benché minimo senso sostenere che le leggi razziali furono una semplice "leccata di culo" ad Hitler, tesi che, senza che ve ne accorgiate, tende a sminuire le responsabilità fasciste ed italiane nell'emanazione di quelle leggi. Se poi vogliamo entrare nel merito dei motivi che spinsero l'Italia a scendere in campo, si può benissimo farlo. Hitler sembrava ormai saldamente egemone nell'Europa occidentale continentale e l'Italia fascista, contemporaneamente, stava subendo un blocco navale sempre più stringente da parte dell'Inghilterra, con un intento puramente ricattatorio. Chiunque al suo posto avrebbe potuto commettere l'errore che fece Mussolini. Come spesso capita in discorsi del genere, ciò che veramente si rimprovera a Mussolini non è l'essere entrato in guerra, magari condannandone i motivi, ma il fatto di averla persa. A riprova dell'esistenza di certo malcostume che tende sempre ad idolatrare i vincitori.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




per quanto funzioni male, funziona sempre infinitamente meglio che ogni altra teocrazia islamica o non, ma soprattutto islamica.
A me non risulta che grandi masse di popolazioni si siano spostate dall'europa o dall'america per andare a cercar miglior vita in medi oriente, è vero invece l'esatto contrario, per la vostra gioia...
Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.


Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.




stai praticamente dicendo che la democrazia occidentale è come una teocrazia islamica in quanto da ambo le parti ci sono difetti.
tu chiedi di citare un esempio di democrazia che funzioni, sottintendendo "perfetta"... è ovvio che non esiste. Non per questo è da mettere sullo stesso piano di una dittatura religiosa.
Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.


“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”