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Discussione: Eugenio Benetazzo

  1. #61
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    Predefinito Rif: Eugenio Benetazzo

    Per il pene di tutti
    di Eugenio Benetazzo



    Il nostro paese sta attraversando un momento di compromessa credibilità sulle scene internazionali, questo è dovuto non soltanto per gli episodi di gossip politico che contraddistinguono queste ultime settimane, ma soprattutto per le insuperabili difficoltà strutturali che sembra avere ormai il Bel Paese. La nuova manovra finanziaria di questi giorni ancora una volta tenta di generare nuove risorse finanziarie da utilizzare per la copertura del deficit, senza contare che di recente abbiamo anche sentito parlare di manovre lacrime e sangue, di austerità politica, di tassazione una tantum, di prelievi coatti sulle giacenze bancarie: tutte soluzioni di ripiego, contingenti, proposte politiche dell'ultim'ora nel disperato tentativo di far quadrare i conti come un mediocre contabile di impresa.


    L'Italia ha difficoltà strutturali che sono state definite insostenibili, queste considerazioni scaturiscono dalla consapevolezza di un peso dello stato sociale sempre più gravoso, dalla constatazione che il potenziale di produzione industriale si sta giorno per giorno ridimensionando, dalle preoccupazioni delle giovani generazioni che percepiscono l'Italia come ormai un paese in via di sottosviluppo. Le famose riforme di cui sentiamo parlare da decenni non verranno e non potranno mai essere implementate dalla attuale classe politica per ragioni di incompetenza e convenienza politica. La crisi del debito sovrano in Europa ha fatto emergere come possibile prossimo paese candidato a trovarsi in quarantena finanziaria sia proprio il nostro: i recenti episodi di turbolenza finanziaria che hanno colpito le quotazioni dei titoli di Stato con scadenze a medio lungo termine non sono un altro che un'anticipazione della pressione che colpirà il mondo del lavoro ed il mondo delle imprese nei prossimi anni in Italia.


    Le possibili exit strategy ci portano a ipotizzare anche per il nostro paese una serie di misure volte a inasprire il disagio sociale che sta caratterizzando questi ultimi semestri. Esistono paesi in Europa che hanno dato dimostrazione di esemplare reazione a livello di elettorato: uno di questi l'Inghilterra per voce del suo Primo Ministro ha proposto le cosiddette manovre lacrime e sangue per riassestare il costo dell'amministrazione pubblica e per tentare di rilanciare l'economia dell'isola. Chi ha a cuore il destino del proprio paese in questo momento si rende conto che è arrivata l'ora della medicina amara. Per anni si è continuato a dare e a garantire tutto a tutti attraverso sistemi e meccanismi di protezionismo sociale sfrenato, adesso è arrivato il momento di presentare il conto, non è più possibile continuare a mantenere il paese ricorrendo alle solite politiche demagogiche del tutto va bene e del non preoccupatevi che il domani sarà roseo.

    Per la maggior parte degli Stati occidentali si prospetta un decennio di profondo ridimensionamento economico al quale si affiancherà un lento declino del benessere socioeconomico. L'Italia nonostante la sua situazione di criticità economica vanta ancora alcune credenziali atipiche rispetto agli altri paesi come ho avuto modo di spiegare anche all'interno di altri contesti. In quest'ottica dovrebbe essere seriamente presa in considerazione l'idea di istituire, regolamentare e tassare ufficialmente la prostituzione vista come un possibile strumento di governance economica per raccogliere ogni anno nuove risorse finanziarie da utilizzare per il contenimento della spesa pubblica o per la copertura del deficit di bilancio. La prostituzione in Italia è largamente diffusa in ogni ambito sociale anche grazie al ricorso a varie forme di adescamento clientelare, in questi ultimi anni ha sviluppato una presenza capillare in ogni contesto professionale ed imprenditoriale grazie alle potenzialità di contatto dei social network.

    Fenomeni adolescenziali come il sexting o il web camming dimostrano come oggigiorno in Italia esistano centinaia di migliaia di persone che erogano prestazioni sessuali (anche virtuali) a fronte di una contropartita economica, per loro scelta personale e senza imposizione alcuna. La prostituzione in Italia potrebbe generare un gettito annuo stimato fra i 10 e 15 miliardi di euro considerando una flat tax del 25% ed un volume d'affari (che nessuno riesce a stimare complessivamente) di circa 50/60 miliardi di euro all'anno. Chi pensa che la prostituzione non venga istituita in Italia a fronte della presenza ed ingerenza del Vaticano nella vita politica del nostro paese non ha bene messo a fuoco il potenziale economico che questo “settore professionale” produce ogni anno: oltre il 30% dei proventi economici delle organizzazioni criminali è dovuto al racket della prostituzione. I primi ad essere danneggiati da un'eventuale tassazione di stato sarebbero proprio le mafie internazionali.

    Chi alla lettura di questo articolo non farà altro che denigrare il sottoscritto accusandolo di immoralità cristiana, dovrebbe farsi un esame di coscienza e rendersi conto di come la prostituzione sia che sia istituita attraverso un dispositivo di legge o imposta e gestita da attività criminali continuerà ad esistere e a manifestarsi per quanto tale in ogni luogo ed in ogni tempo. Quello che possiamo fare è sottrarre questo flusso di cassa che alimenta e rende economicamente forti le organizzazioni criminali, con lo scopo di far introitare tali ingenti somme al servizio della fiscalità diffusa (cosa che avviene in quasi tutto il mondo), Questo consentirebbe di supportare l'attività dello Stato ed evitare che in questo momento venga ulteriormente appesantita l'imposizione fiscale o vengano aumentati i prelievi ai contribuenti. Per finire, probabilmente, tutti quelli che continuano a sentirsi indignati per proposte di questa portata, probabilmente sono i primi che usufruiscono dei servizi di intrattenimento ed accompagnamento di donne e ragazze dai facili costumi. Tassiamo la prostituzione, per il pene di tutti.



    Per il pene di tutti, Eugenio Benetazzo
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  2. #62
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    Predefinito Rif: Eugenio Benetazzo

    Debito USA: there is no way
    di Eugenio Benetazzo



    Adesso il rischio è il downgrade del titolo di Stato. Nessuno si augura un nuovo conflitto militare, ma sappiamo che questa è una delle strade solitamente percorse dal governo per rilanciare l'economia. Obama ha dimostrato di essere una pedina sacrificabile agli interessi delle lobby.

    Raggiunto negli Usa l'accordo per l'innalzamento del tetto del debito. Un'intesa che allontana, almeno per il momento, il rischio default degli Usa, ma che non sembra placare i mercati, sui quali anche oggi si registrano importanti perdite. Per analizzare la situazione, abbiamo rivolto alcune domande all'economista Eugenio Benetazzo.



    "Quello che è accaduto nella giornata di ieri per alcuni aspetti non è nulla di sorprendente in quanto nella storia degli Stati Uniti si sono già ripetuti in altri occasioni episodi similari in cui il tetto del debito rapportato al deficit è stato innalzato.
    La domanda che ci dobbiamo fare è perché ancora una volta si decide di intraprendere questa strada, quella cioè di consentire un aumento dell'indebitamento per la confederazione degli Stati. La risposta è abbastanza ovvia, nel senso che non c'era altra via d'uscita, there was no way come dicono loro, nel senso che un mancato recepimento del nuovo tetto di indebitamento avrebbe prodotto una situazione di default degli Stati Uniti con conseguenze disastrose a livello planetario, al cui confronto la Lehman Brothers sarebbe stata un piccolo ricordo del passato.
    Come molti di voi leggono e sanno il debito pubblico statunitense è detenuto in questo momento da vari interlocutori istituzionali che hanno un peso non irrilevante sullo scenario planetario, come la stessa Cina che è arrivata a contendersi il primato insieme al Giappone.
    Pariteticamente a questo disegno si affianca anche la minaccia o il monito ricevuto dall'agenzia di rating Standard & Poor's alcuni mesi fa circa una possibile revisione dell'outlook economico per gli Stati Uniti e soprattutto di un'emissione di un downgrade del titolo di Stato e questo forse è l'aspetto più problematico che interessa direttamente il piccolo risparmiatore e investitore. Cosa significa la revisione del downgrade? Che l'obbligazione di Stato americana passerà dalla tripla A ad una doppia A, quindi perderà il primato di titolo più solido, uno tra i più solidi al mondo, sempre per chi crede in questo tipo di rendicontazione e garanzia legata alla capacità di rimettere un debito di un determinato soggetto. Quello che sta emergendo a livello planetario è che quello che 3 anni fa doveva essere sano e tutto sommato credibile nel medio e lungo termine, si sta dimostrando marcio, e sostanzialmente quasi tutto il mondo occidentale sta subendo una profonda rivisitazione della propria credibilità finanziaria e poi della stessa solidità. Paradossalmente invece in Oriente quelle che erano un tempo le aree considerate in via di sviluppo o paesi del terzo mondo hanno una qualità del credito e soprattutto un grado di indebitamento che è notevolmente inferiore rispetto alla media europea o a quella statunitense."

    Cosa comporta questo accordo? Chi ne farà le spese?

    "Comporta un ulteriore innalzamento della possibilità per la confederazione di aumentare il proprio livello di debito in questo momento accorpato da anni e anni di esercizio, le spese sono a carico della fiscalità diffusa, in quanto presuppongono un aumento degli oneri finanziari per l'aumento l'indebitamento dal punto di vista quantitativo e quindi si rifletteranno ahimè o con un aumento della tassazione o con una diminuzione della spesa pubblica. Purtroppo la strada che stanno percorrendo tantissimi paesi occidentali è sullo stesso binario, questo purtroppo è un problema di natura strutturale. Ad oggi forse ci dovrebbe essere un governo un po' più coraggioso che, anche a costo di minare il consenso dell'elettorato, avanzi proposte che facciano capire che per l'Occidente è arrivata la medicina amara o la pillola rossa come qualcuno l'ha definita, nel senso che non è più possibile continuare a mantenere in piedi il meccanismo di tutela e protezionismo e garantismo sociale che vige negli Stati Uniti come in Europa e andare a ridimensionare, drasticamente la spesa pubblica. Uno dei primi step operativi da mettere in piedi anche in Italia è la legge sul deficit di bilancio, non deve essere possibile per qualsiasi governo chiudere l'esercizio ogni anno fiscale con un deficit perché se noi continuiamo ad avere una macchina che drena costantemente risorse all'apparato statale è chiaro che nel medio e lungo termine non saremo mai in grado di assorbire il peso dell'indebitamento che si è andato a creare. L'unica exit strategy che in questo momento viene paventata anche da interessanti, prestigiosi contenitori mediatici internazionali e dalla stampa di settore sembra sia il ricorso all'inflazione. Oggi per chi governa in Occidente un'inflazione non dico galoppante ma comunque accentuata, quasi al 10% dal punto di vista reale potrebbe essere la soluzione per ridimensionare il peso del debito nei primi 3 o 4 anni, storicamente è quello che è accaduto soprattutto negli Stati Uniti. Quindi l'idea che circola è quella di inflazionare il mercato, aumentando ulteriormente il tetto del debito e della spesa, sapendo che da qui a 3 anni con i tassi di interesse ridotti a zero e un'inflazione che potrebbe viaggiare al 7, 8, 9% riuscirebbero a ridimensionare significativamente il peso del debito e quindi la crisi del debito sovrano che in questo momento, come abbiamo potuto vedere ha colpito tutto il mondo occidentale, facendo presagire che la strada più plausibile anche viste le politiche monetarie delle banche centrali, sia improntata a questo tipo di percorso."

    Dopo l'11 Settembre gli Usa hanno incrementato i propri investimenti in armi sino a 500 miliardi di dollari all'anno, un terzo della spesa mondiale. Perché continuano a comprare armi malgrado la crisi? C'è il rischio che vogliano risollevarsi aprendo un nuovo fronte di guerra?

    "L'economia statunitense ha come principale traino gli appalti alla difesa del dipartimento di Stato, quindi non è una novità il fatto che il paese per correre, per continuare a essere la locomotiva del pianeta ha bisogno di poter finanziare un conflitto in qualche parte del globo terrestre.
    Adesso cominciano a emergere problematiche che sono strutturalmente ben diverse da quelle a cui erano abituati gli statunitensi, a cominciare dall'affiancamento di un player planetario, di cui avevano forse conteggiato male il potenziale, non tanto la Cina, ma proprio la "Cindonesia", questa macroarea geografica fatta da Cina e India e tutto il complesso indonesiano. Nessuno si augura l'aspettativa di un conflitto militare, ma sappiamo che questa è una delle strade solitamente percorse dal governo per non dico risanare, ma trainare, rilanciare l'economia interna. Non dimentichiamo quello che sta accadendo al Presidente sinora più osannato in assoluto, Obama, adesso probabilmente uno dei peggiori per sentiment popolare, peggiore addirittura di George Bush prima degli attentati dell'11 settembre. L'aspettativa che in questo momento sta emergendo nei confronti di Obama è che qualora si dovesse ripresentare, difficilmente sarà in grado di essere rieletto perché ha disatteso profondamente sia il programma politico che aveva presentato e soprattutto dimostrato che anche lui ahimè è una pedina sacrificabile che ha dovuto mettersi al servizio delle potenti lobby bancarie statunitensi e delle lobby militari che si occupano degli approvvigionamenti alla difesa."

    Il default è stato davvero scongiurato o solo rinviato?

    "Il default non se lo augura nessuno, perché un default degli Stati Uniti significherebbe azzerare, non ho idea di quanti trilioni di dollari di ricchezza sul pianeta. Certo, sarebbe un'operazione colpo di spugna che consentirebbe forse di ripartire con un'economia americana un po' più sgravata da incombenze e peso debitorio. E' plausibile aspettarsi anche per loro nei prossimi anni una ristrutturazione del debito a fronte in ogni caso di un downgrade, quindi una perdita di appeal, una perdita di solidità e credibilità finanziaria che oltretutto è già stata recentemente accennata. Quindi gli Stati Uniti hanno, per fortuna o per loro sorte, la capacità di poter intervenire per drenare le risorse finanziarie attraverso la fiscalità diffusa, molto più facilmente di come potrebbe avvenire nei paesi europei, Italia compresa. Un fallimento rappresenterebbe uno shock finanziario senza precedenti, perché metteremmo in discussione la prima economia del pianeta che a quel punto farebbe da esempio anche a altre, si potrebbe instaurare un meccanismo a catena con effetto domino di successive crisi a cascata. Non è nell'interesse di nessuno far fallire un paese, a meno che com'è capitato in passato, il paese nello specifico non riesca a dimostrare una propria capacità di reazione e non abbia soprattutto il peso, l'onere del debito pubblico che ha detenuto per la stragrande maggioranza da investitori istituzionali ed esteri, e così facendo crea il malcontento al di fuori dei confini nazionali e non quelli interni. Però prima di arrivare a una situazione di in questa portata ne dobbiamo vedere ancora di peggioramenti e di scenari, ricordiamo sempre comunque che gli Stati Uniti detengono la prima riserva aurea al mondo, oltre 12 mila tonnellate di oro che danno ancora una notevole credibilità alla confederazioni di stati, anche a fronte dello scenario che sta caratterizzando il prezzo del metallo giallo, costantemente in salita negli ultimi 5 anni."



    Debito USA: there is no way, Eugenio Benetazzo
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    “L'attacco all'Italia? E' conseguenza dei referendum”
    Cause e conseguenze del terremoto dei mercati finanziari. Alessandro Tich intervista Eugenio Benetazzo



    Alessandro Tich e Eugenio Benetazzo. Domande e risposte sulla crisi finanziaria in Italia
    “Che casino sta succedendo?". Il mio vicino di casa, appena rientrato da un periodo di vacanza, mi fa questa domanda dopo aver letto i titoli dei giornali sulla tempesta finanziaria di questi giorni.
    Borse a picco, gli Stati Uniti declassati da Standard & Poor's, la Grecia sempre più “a ramengo”, la Bce che acquista i titoli del mercato secondario di Italia e Spagna per ridurre lo “spread” ovvero la misura del rischio di insolvenza dei due Paesi, i richiami all'Italia della Merkel e di Sarkozy, riunioni d'urgenza dell'esecutivo, una manovra aggiuntiva che promette “sangue, sudore e lacrime”.
    Troppa carne al fuoco per gli addetti ai lavori: figurarsi per il comune cittadino, comprensibilmente preoccupato per una situazione che rasenta il caos totale e soprattutto per il futuro dei suoi risparmi - ammesso che li abbia.
    A quella domanda del mio vicino di casa, rispondo allargando le braccia.
    Non è facile dare risposte a richieste di spiegazioni sull'attuale terremoto dei mercati, in preda a una speculazione finanziaria particolarmente scatenata proprio contro il nostro Paese.
    Mi rivolgo allora, per saperne di più, ad Eugenio Benetazzo: operatore di borsa indipendente, curatore su Bassanonet della rubrica “Funny Money”, a cui chiedo lumi su alcuni aspetti-chiave di questa bollentissima estate per i nostri risparmi.

    Benetazzo, da cosa nasce il grande attacco finanziario all'Italia?
    “La mia personale opinione è che l'inasprimento dell'attacco al nostro Paese, che vede i nostri titoli obbligazionari e azionari perdere più di tutti nel mondo, sia la conseguenza dei referendum dello scorso giugno che hanno chiuso la porta al grande saccheggio di Stato dell'establishment finanziario e della élite bancaria che volevano mettere le mani sull'enorme business dell'acqua privatizzata e, in seconda battuta, dell'apertura delle centrali nucleari.
    Si sta facendo pagare il voto dei referendum al popolo italiano, mettendolo sotto scacco e spingendo l'esecutivo a licenziare manovre fuori dal coro.”

    Ma può essere, secondo lei, l'unica causa?
    “No. Un'altra tesi attendibile, accreditata negli ambienti anglosassoni, è che le pressioni al nostro Paese attraverso l'attacco finanziario siano una manovra dell'establishment per levarsi dai piedi Silvio Berlusconi. Nei mesi scorsi ci hanno provato nei modi più diversi, con il gossip politico, con il gossip sessuale e con il gossip finanziario, senza centrare l'obiettivo delle sue dimissioni e senza dissuadere gli italiani dal volerlo votare ancora. Non lo vogliono più e l'unica medicina, agli occhi dell'opinione pubblica, è quella di sfiduciare il Paese per spingere la sua delegittimazione e metterlo in soffitta.”

    La tempesta finanziaria italiana è quindi “figlia” della sua attuale situazione politica? O è anche in qualche modo collegata alla crisi del Debito in altri paesi europei, Grecia in primis?
    “Quella che riguarda Berlusconi è una delle principali tesi che circolano nei borsini.
    Ma un secondo elemento alla base degli attacchi speculativi è lo scenario di debolezza strutturale di Paesi come la Grecia, la Spagna o l'Italia. L'Italia è più manipolabile dal punto di vista politico e siamo assistendo a miliardi di perdite sul portafoglio degli italiani mentre tutti sono al mare. Stanno vendendo tutto, una volta in agosto anche i negoziatori di titoli e gli amministratori di patrimoni andavano in vacanza. Sta invece avvenendo una rotazione di titoli, soprattutto bancari, che non si era mai vista in questo periodo.
    Gli Stati Uniti, dopo il “downgrade” che era stato anticipato da mesi, hanno corretto la rotta e la caduta finanziaria è molto più contenuta. In Italia stanno invece succedendo cose molto strane. E' notizia di oggi, fonte Borsa Italia, che dalle ore 15 il mercato dei contratti derivati, come ad esempio i “contratti future” sull'indice di Borsa, è misteriosamente sospeso, ufficialmente per problemi tecnici.”

    Che impatto ha questa situazione per le nostre banche?
    “Non so quante volte i titoli, soprattutto bancari, sono stati sospesi, andati in asta e poi tornati in negoziazione. I titoli bancari hanno perso oltre il 90% delle capitalizzazioni rispetto a tre anni fa. Montepaschi, ad esempio, valeva 4 euro e oggi è a 40 centesimi, Banco Popolare da 14 euro vale meno di 1,5 euro.”

    Che cosa ci aspetta?
    “Ci aspetta una medicina molto amara. Gli italiani non si immaginano minimamente che cosa li aspetterà al ritorno dalle vacanze. Il protezionismo sociale sfrenato è arrivato alla fine. Si dovrà dire basta alla Sanità tutto gratis, ai piani di prepensionamento, al costante aumento dei costi della Pubblica Amministrazione.
    Ci attende una “Cura Cameron”, con un pesante ridimensionamento del welfare e la possibilità di licenziamenti nella Pubblica Amministrazione. Non c'è assolutamente futuro finché l'Italia deve spendere 82 miliardi di euro di interessi sul Debito, e finché un Paese come il nostro deve fare Debito per coprire un deficit e non per investimenti strutturali per lo sviluppo. Poi arriverà la mazzata dell'Agenzia delle Entrate.”

    E cioè?
    “E cioè la patrimoniale e i prelievi coatti dai depositi. Aumenterà la tassazione dei rendimenti dei fondi pensione, entro l'anno sarà reintrodotta l'ICI sulla prima casa e una super-patrimoniale sulla seconda casa, e non si esclude anche un'imposta per tassare le giacenze liquide sui conti correnti. E' una tendenza iniziata due mesi fa, con l'imposta di bollo sui dossier titoli, che da imposta fissa è diventata progressiva in base al controvalore dei dossier.”

    Due mesi fa e quindi da giugno, il mese dei referendum. E' una coincidenza che avallerebbe la sua tesi...
    “Certamente. Fino a giugno la situazione italiana era sostanzialmente tranquilla. Poi sono partiti improvvisamente gli attacchi.”

    Che consiglio dare, in conclusione, agli investitori e ai risparmiatori?
    “Il mio consiglio agli investitori e ai piccoli risparmiatori è quello di andare in farmacia e comprare della vaselina, perché ne avranno molto bisogno.”



    “L'attacco all'Italia? E' conseguenza dei referendum†| News | Economia | bassanonet.it
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    Germanesi & company
    di Eugenio Benetazzo



    Se avete notato in queste ultime settimane non ho prodotto alcun redazionale su quanto è accaduto in Italia, mi sono limitato ad ascoltare e leggere il dilagante pressapochismo giornalistico di cui si sono caratterizzati i principali media nazionali. Ho rifiutato senza esitazione alcuna anche inviti di partecipazione a talk show televisivi molto popolari che hanno messo in scena la solita caccia “dalli all'untore” con dietro le quinte i tre re magi (Franceschini, Bersani e Finocchiaro) che brindavano per la tanto attesa dipartita di Berlusconi. Per questo motivo abbiamo avuto bisogno di Gandalf il Bianco (Mario Monti) in quanto la politica italiana degli ultimi quindici anni si è solo occupata di appoggiare e sostenere il dictat di Berlusconi oppure nel condannarlo.


    Chi guardava invece l'Italia da oltre confine vedeva una dozzina di partiti ognuno diverso ideologicamente dall'altro, ma tutti accomunati dall'esigenza di compiacere a logiche di consenso elettorale. Nessuno di questi partiti sarebbe mai andato davanti alla nazione a dire la verità e cioè che per riformare il paese si sarebbero dovuti eliminare privilegi e benefits a milioni di italiani. Per questo vi invito ad immaginare al paese come ad un condominio che sta andando a fuoco (lotta di classe, perdita di competitività, oneri insostenibili sullo stock di debito, disoccupazione dilagante, mancanza di una politica industriale): che cosa si poteva fare allora in questo caso ? Chiamare l'amministratore del condominio (andare alle elezioni) oppure chiamare i vigili del fuoco (governo tecnico) ?


    Il buon senso e lungimiranza dei condomini dovrebbe indurre ad allertare i vigili del fuoco, purtroppo nell'anomalia di quest'epoca i vigili del fuoco sono stati urgentemente invocati dai vicini di casa del condominio (germanesi & company) che temono il propagarsi delle fiamme anche nello loro rispettive abitazioni. L'Italia oggi rischia di portare in default o peggio al crash l'intera Unione Europea e con essa la sua giovane creature, l'euro. Sono numerose ormai le voci che danno la disfatta della moneta unica sempre più prossima: oggettivamente l'euro è ormai un progetto fallimentare, che senso ha una divisa (imposta dall'alto) in comune, con la presenza di oltre una dozzina di tassi di interesse diversi uno dall'altro.


    L'Italia si deve rifinanziare ad un tasso di interesse simile a quello in cui vigeva la lira, perciò ministri dell'Ecofin fate presto e predisponete quanto prima questi tanto sospirati eurobond ed evitate a tutta Europa di piombare nella peggiore depressione economica di tutta la storia economica occidentale. Per l'Italia comunque non c'è bisogno di tanta immaginazione per comprendere che cosa ci aspetta, e non parlo della patrimoniale sulla prima casa, della nuova mobilità sul lavoro (leggasi licenziamenti coatti), del ridimensionamento del protezionismo sociale, dell'aumento delle imposte indirette o del monitoraggio esasperato di tutte le transazioni di pagamento (lotta all'evasione).


    Per quanto infatti potrà essere saggio e risolutivo il governo Monti, potrà solo mitigare l'inesorabile processo di rallentamento e declino economico che caratterizza il nostro paese manifestandosi attraverso due fenomeni ben distinti: sul piano economico, la giapponesizzazione dell'Italia (crescita molto bassa ed invecchiamento della popolazione) mentre sul piano sociale, la sudamericanizzazione del paese (aumento della conflittualità e del disagio sociale, criminalità dilagante e schiacciamento verso il basso dei livelli di reddito personale). Cari genitori, valutate pertanto con profonda attenzione cosa far studiare ai vostri figli e soprattutto a chi e dove rivolgere le loro attenzioni ed interessi. L'Italia ormai è un paese in via di sottosviluppo, non ha più senso spendere energie, risorse, tempo e denaro per un paese morente. Monti o Tremonti il risultato non cambia.


    Germanesi & company, Eugenio Benetazzo
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  3. Eugenio Benetazzo In Tour....!!!
    Di Trevigi nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 18-09-06, 13:13
  4. Best before 2012 di Eugenio Benetazzo
    Di Trevigi nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-09-06, 00:18
  5. Eugenio Benetazzo In Tour Televisivo!!!
    Di Trevigi nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
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