
Originariamente Scritto da
Defender
Va bene che il centralismo democratico è l'unico modo per mantenere coeso un Partito di queste dimensioni, almeno nei primi anni.
Va bene che il Governo è stato chiaramente scelto dagli italiani in maniera indubitabile, a prescindere dai meccanismi giuridici ancora esistenti.
Va bene che i Finiani fanno i riottosi.
Va bene che c'è un programma ben definito.
Va bene che il sinistrismo di certe sbandate di Granata non l'ho mai capito.
Ma, trovo costretto a chiedermi in angoscioso sospetto di eterodossia quasi-ereticale rispetto ai sacri dogmi, com'è possibile sorvolare sul fatto che da parte non di Fini ma di Dell'Utri sono state proferite parole molto gravi, che non solo non hanno sollevato alcuna reazione collettiva di sdegno, ma che hanno provocato farneticanti accuse di giustizialismo cieco all'interno della Giovane Italia?
Se è vero che il Partito è importante come forza egemone dell'area di centrodestra, è altrettanto vero che è del tutto inconcepibile che si pratichi della tetratricoctomia sulle parole di una parte politica e si lasci passare il messaggio che l'opinione di Dell'Utri e non solo sua sia nella più benevola delle ipotesi irrilevante e nella peggiore corrispondente alla linea del Partito, tanto da giustificare la reazione sdegnata di tale Pasquali, vero e conclamato Carneade della Giovane Italia alla dura critica da parte di Giovanni Donzelli.