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  1. #51
    ___La Causa del Popolo___
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    sollevazione: FASCIOLEGHISTI E FEMMINICIDIO A SINISTRA ... di Sandokan




    FASCIOLEGHISTI E FEMMINICIDIO A SINISTRA ... di Sandokan
    [ 9 giugno 2018 ]



    Evitino i sinistrati di fare gli utili idioti, si ricordino la massima di Bertolt Brecht:
    «Al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico. La voce che li comanda è la voce del nemico. E chi parla del nemico è lui stesso il nemico».


    Definisco rossobrutti i sinistrati che, persa la brocca dopo la sberla del 4 marzo, parlano di Movimento 5 svastiche e di fascio-leghismo. Chi sono e quanti sono questi rossobrutti? Al netto delle sfumature si va dagli anarchici, ai trotskisti, ai centri sociali, ai sindacalisti di base, alle femministe, a quasi tutta la diaspora comunista, per giungere sino ai rosabrutti del Pd.

    Fioccano infatti numerose dichiarazioni di guerra al neonato governo Di Maio-Salvini. Dichiarazioni, se ci fate caso, in sostanziale sintonia con l'ostilità dell'èlite eurista e filo-tedesca, élite che si prepara non solo a dare filo da torcere ai giallo-verdi, ma a rovesciarli quanto prima. Basta leggere i giornali e ascoltare radio e Tv: non si perde occasione per attaccare e indebolire il governo che percepiscono come un pericolo.

    Dio non voglia che questa sintonia si trasformi in una alleanza, in una crociata... "antifascista". Che avrebbe di antifascista? Nulla, visto che sarebbe sodalizio con le consorterie del grande capitalismo finanziario, ovvero proprio quei poteri forti senza il cui appoggio né Mussolini né Hitler sarebbero mai saliti al potere. Se proprio si deve parlare di una minaccia fascista, essa, oggi come ieri, verrà dai complotti e congiure antidemocratiche del grande capitalismo il quale, ove riuscisse a far fallire il governo giallo-verde, non esiterà a finanziare le frange avventuriste dell'estrema destra per riportare l'ordine dopo aver seminato il caos. L'eventuale fallimento del governo giallo-verde potrebbe aprire le porte alla troika, causerebbe nel popolo disperazione e furore che sono il carburante di soluzioni autoritarie. Evitino i sinistrati di fare gli utili idioti, si ricordino la massima di Bertolt Brecht:

    «Al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico. La voce che li comanda è la voce del nemico. E chi parla del nemico è lui stesso il nemico».

    Una simile alleanza sarebbe insomma una tragedia storica. Una tragedia che rassomiglia alla meccanica dei sempre più frequenti femminicidi, per cui, l'ex-marito, respinta la separazione della moglie va, la uccide assieme ai figli, e poi si toglie la vita.

    Pensateci bene: abbiamo una sinistra che subita la separazione da parte del popolo lavoratore, vorrebbe ora uccidere l'odiato popolo fedifrago, bue, fascistizzato e nazionalista, essendo addirittura disposta a suicidarsi piuttosto che fare autocritica e riconoscere le ragioni dei propri misfatti.



    ......

    Visto lo squalificato personaggio non gioverà alla nostra causa ma è doveroso segnalare quanto D'Alema ha dichiarato ad un convegno svoltosi a Roma tre giorni fa:

    «Noi come sinistra non abbiamo ancora un'analisi di quello che è avvenuto: stiamo continuando a ragionare con categorie vecchie. Definiamo quello di Conte come il Governo più di destra della storia repubblicana, ma non lo so se è vero: non so se questa categoria sia in grado di interpretare bene quello che accade. E sia chiaro che questo Governo non mi piace. Di fronte a questo, dobbiamo capire quel che succede per provare a fare un'operazione egemonica e ripartire. Se la sinistra, che è stata subalterna quando era al Governo, ora continua a essere subalterna anche dall'opposizione, non ha futuro. Se l'opposizione della sinistra al sovranismo e al populismo consiste nel fare fronte comune con i neoliberisti nel nome dei principi europei, se l'opposizione a questo Governo è l'asse Berlusconi-Renzi, allora esso può durare 40 anni. E forse non è neanche male, se l'alternativa è questa. Il problema è culturale: dobbiamo dare delle risposte alternative alle ragioni che ci hanno condotti fino a qui, altrimenti siamo destinati non solo a perdere, ma come dice qualcuno 'la mobilitazione sociale evocata da Calenda difficilmente potrà estendersi oltre i confini dei Parioli'. Se la parola d'ordine è 'attenti, che questo Governo distrugge la ricchezza che noi abbiamo accumulato', è difficile che mobilitiamo quei 7,5 milioni di poveri a seguirci" (...) "Il nazionalismo è una brutta cosa, ma l'idea che si debba riguadagnare la sovranità popolare non è sbagliata: o la sinistra è capace di costruire un'Europa fondata sulla sovranità popolare oppure deve realisticamente fare i conti con chi questa sovranità la vuol ottenere col rafforzamento degli Stati. Dobbiamo insomma misurarci con le parole degli altri, senza chiuderci in un ghetto rassicurante. La risposta alla crisi della globalizzazione non viene da sinistra anche perché la sinistra ha fatto sua una parte della cultura del neoliberismo dominante. Questa è l'occasione per uscire dalla subalternità e capire perché la rivolta dei cittadini è stata guidata da altri, in una direzione sbagliata, nonostante la rivolta fosse giusta».

    Europa fondata sulla sovranità popolare? Ma va là!
    Si capisce che D'Alema ha un'altra marcia rispetto al gregge dei sinistrati di varia razza, ma è evidente dove sia il difetto esiziale (che caratterizza e accomuna rosa e rossobrutti): non voler riconoscere che questa Unione europea è irriformabile, che non potrà evitare il collasso, che ogni popolo non potrà che tutelarsi riconquistando la sovranità nazionale.
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  2. #52
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Carlo Freccero: "I migranti non sono il nuovo proletariato. Così la sinistra del politicamente corretto si estingue"
    12/06/2018

    di Carlo Freccero* – Il Manifesto, 12 giugno 2018



    Ho scritto sul manifesto del 5 giugno, che con l’adesione acritica alla terza via del neoliberismo la sinistra è diventata non l’antagonista del neocolonialismo globalista, ma addirittura, la sua maggiore fautrice. Aggiungendo che, in quanto sinistra, non può palesare le sue intenzioni. Un’esponente della destra come Trump può bombardare in nome della superiorità militare americana al grido “America First”. Una neocon liberal come Hillary Clinton o un buonista come Obama, devono trincerarsi invece dietro lo schermo dell’esportazione della democrazia.



    La sinistra del politicamente corretto si estingue perché non riesce più ad elaborare un pensiero critico. In questi anni ha creduto alla favola dei dittatori cattivi e, come unico rimedio, ha proposto l’accoglienza dei profughi, vittime non dalla guerra, ma dei loro stessi governanti. Ha fatto propria l’equazione fascismo = comunismo. Si è schierata sempre dalla parte sbagliata. Questo perché la terza via non è che l’espressione del pensiero unico per cui tutto il resto è totalitarismo.



    Di questo pacchetto di riforme dell’originario pensiero di sinistra, fa parte l’idea che la democrazia preveda una frattura popolo/élites, e che le élites debbano guidare un popolo incapace di autodeterminazione.


    Confesso che le mie idee sulle élites nascono, come reazione, alla lettura del libro Propaganda di Edwards Bernays. Bernays, l’inventore della propaganda, la giustifica a partire dall’esigenza di piegare il popolo, mosso da istinti bestiali, ai voleri delle élites che invece perseguono a livello sociale, interessi legittimi. Questa visione elitaria della democrazia fa parte della visione del mondo americano. Ma, per fortuna, non è condivisa dalla nostra Costituzione che all’art.1 recita: «La sovranità appartiene al popolo».


    Ma, polemizzando con queste mie considerazioni, sul manifesto dell’8 giugno Alessandro Dal Lago scrive che anche Gramsci credeva nelle élites. Siamo qui davanti all’ambiguità della parola élites che significa cose diverse in Europa o in America. Le sinistre europee, secondo la classica priorità del capitale culturale sul capitale economico, attribuivano al capitale culturale le élites.

    Viceversa l’America ha sempre e solo conosciuto il capitale economico. In un contesto neoliberista élites significa élites economiche, quindi multinazionali e banche con tutto il sistema di propaganda che le circonda. Il disprezzo del popolo in quanto incapace di conseguire risultati economici ha a sua volta radici nell’etica protestante che, come Weber ci insegna, attribuisce al ricco l’evidenza della grazia Divina.


    Concludo sui migranti. Sono reduce da Migranti Film Festival di Pollenzo, dove ero in giuria.. Ho visto un film bellissimo, The Fifth Point of The Compass di Martin Prinoth che spiega il disagio della migrazione più che tutta la teoria. E’ la storia di un ragazzo straniero adottato in Sud Tirolo, cresciuto nella nebbia e nel gelo, che indagando sulle sue radici, riesce a ritornare nel suo paese. I bisogni identitari e culturali non sono necessariamente fascisti o di destra e l’occidente non è necessariamente il migliore dei mondi possibili. Temo che la sinistra, privata dalla sua classe di riferimento, il proletariato, abbia fatto dei migranti una sorta di foglia di fico per dimostrare di essere ancora dalla parte dei più deboli.



    Ma i migranti non sono il nuovo proletariato perché la loro coscienza identitaria non è qui ma altrove. Hanno diritto a non essere culturalmente sradicati, a meno che non si tratti di una loro libera scelta. Viceversa gli abitanti dei quartieri più poveri in Europa, hanno diritto a non essere sradicati dalle loro usanze da parte di un’immigrazione culturalmente eterogenea. I migranti non risiedono in via Montenapoleone e non portano via lavoro agli amministratori delegati. Decidere come fanno le élites che il popolo è brutto sporco e cattivo perché non vuole accoglierli è ingiusto. E’ il popolo che porta il peso dell’immigrazione con la perdita di valore del lavoro manuale.



    La svalutazione del lavoro in questi anni di ordoliberalismo e di euro, è stata possibile solo grazie all’esercito di riserva costituito dai migranti. E’ logico che le élites economiche siano favorevoli all’immigrazione. Le libera dall’incombenza di delocalizzare dove c’è disperazione, portando la disperazione direttamente qui.



    *Pubblichiamo su gentile concessione dell'Autore

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...ue/5871_24330/

  3. #53
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Grande Freccero per il suo coraggio. Comunque io ripeto queste cose da ormai dieci anni.

  4. #54
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Il socialista Bernie Sanders e le migrazioni di massa: "Apertura delle frontiere? E' una proposta di destra"

    «Come economia globale dobbiamo fare in modo che nei paesi poveri abbiano posti di lavoro dignitosi, istruzione, assistenza sanitaria, nutrimento per la loro gente. Questa è una responsabilità morale, ma non lo fai, come alcuni suggerirebbero, abbassando lo standard dei lavoratori americani» 12/06/2018

    di Danilo Della Valle


    Il problema delle migrazioni incontrollate è da anni al centro del dibattito politico italiano con varie fazioni che si contendono la palma della “ragione” sulla delicata e spinosa questione. Tuttavia il dibattito politico troppo spesso si concentra solo sul mero tifo tra i “no borders” e gli antimmigrazionisti. Ovviamente, a mio parere, nessuna delle due strade è praticabile. Sull'azione e sul piano politico su cui si muovono gli anti-immigrazionisti ad oltranza c'è poco da dire; far leva sulla paura per il diverso, e per il più povero, è da sempre stata l'arma per ottenere il consenso, a tempo, di una parte di società.

    Più complesso è il problema per i “no borders” e per gli “immigrazionisti” tout court, soprattutto quando si collocano idealmente in un ambito di “sinistra”. Sebbene sia davvero impossibile semplicemente pensare di lasciar morire delle persone in mare o negargli aiuto e qualunque Stato Europeo, in questo caso, che si reputi minimamente democratico deve cooperare per aiutare queste persone, mi chiedo: è possibile perseguire la strada dei “senza confine” senza cadere nella trappola del capitale? È possibile perseguire questa strada senza mettere in discussione il sistema economico attuale e l'imperialismo che rappresentano le cause di povertà, guerre e divisioni sociali sempre più accentuate?


    A questo proposito, senza andare troppo in là nel tempo riprendendo dichiarazioni del Pc Francese ed altre forze politiche europee e non, riproponiamo un passaggio sull'immigrazione, che non è verità assoluta, fatto da Bernie Sanders, il leader della “sinistra Usa”, nel 2015 durante una intervista a Vox, che può rappresentare uno spunto di riflessione:

    Intervistatore. Da socialista democratico quale sei, hai naturalmente un approccio internazionalista alle cose. Se guardiamo alla questione della povertà globale, per esempio, immagino che questo approccio ti porti alla conclusione che negli USA dovremmo aumentare notevolmente il livello dell'immigrazione, e magari anche adottare una politica di apertura totale delle frontiere...



    Bernie Sanders. Apertura delle frontiere? Questa è una proposta di destra.



    Intervistatore. Ma arricchirebbe molti poveri nel mondo...



    Bernie Sanders. Sì, e renderebbe più poveri gli americani. Sarebbe la fine del concetto di Stato-nazione. Se credi nell'idea di Stato-nazione, ritengo che tu abbia anzitutto il dovere di fare tutto il possibile per aiutare le persone nel tuo Paese. I conservatori, i padroni in questo Paese non sognano altro che una politica di frontiere aperte, per portare dentro gente disposta a lavorare per 2-3 dollari l'ora. Per loro sarebbe una manna dal cielo. Io la penso in maniera completamente diversa. Io penso dovremmo aumentare i salari. Penso che dovremmo fare tutto il possibile per creare milioni di posti di lavoro per le persone attualmente disoccupate in America. Sai qual'è il tasso di disoccupazione giovanile negli USA oggi? Il 33% per i laureati bianchi, il 36% per gli ispanici, il 51% per gli afroamericani. Pensi veramente che dovremmo aprire i confini e portare dentro il Paese masse di lavoratori a basso costo? Non pensi che forse dovremmo cercare prima di tutto di creare posti di lavoro per quei ragazzi disoccupati? Penso che da una prospettiva morale abbiamo il dovere di lavorare con il resto del mondo industrializzato per affrontare il problema della povertà internazionale, ma non è impoverendo le persone in questo Paese che si affronta il problema.


    Inoltre il senatore esponente della sinistra statunitense spiega cosa secondo lui dovrebbero fare i paesi più sviluppati per rimettere in moto le loro economie piegate da decenni di neoliberismo selvaggio e permettere agli Stati sottosviluppati di prosperare:«Credo che dovremmo creare milioni di posti di lavoro per ricostruire le nostre infrastrutture fatiscenti e chiedere alle persone più ricche di questo paese di iniziare a pagare la loro giusta quota di tasse. Credo che dovremmo alzare il salario minimo ad almeno 15 dollari l'ora, per far sì che le persone non vivano in povertà. Dovremmo porre fine alla vergogna rappresentata da circa il 20% dei nostri bambini che vivono in povertà in America».



    «Come economia globale dobbiamo fare in modo che nei paesi poveri abbiano posti di lavoro dignitosi, istruzione, assistenza sanitaria, nutrimento per la loro gente. Questa è una responsabilità morale, ma non lo fai, come alcuni suggerirebbero, abbassando lo standard dei lavoratori americani, che è già calato molto significativamente».



    Parole chiare e nette. Per non restare schiacciati tra gli opposti estremismi, anti-immigrazionisti ad oltranza e no borders, ben rappresentati rispettivamente da Matteo Salvini e il quotidiano ‘La Repubblica’, che ha compiuto una notevole giravolta in appena un anno, non possiamo non accogliere con favore le parole del vecchio socialista Bernie Sanders.

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...a/21163_24326/

  5. #55
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Caspita, grande Bernie Sanders!!
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  6. #56
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    Caspita, grande Bernie Sanders!!
    Qualcuno si sta svegliando anche a sinistra. Come si suolo dire: meglio tardi che mai!
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

  7. #57
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    Caspita, grande Bernie Sanders!!
    Ma in fondo la "sinistra" potrebbe tornare ad essere minimamente sinistra semplicemente con un pò di buon senso e di M. Keynes, e non sto parlando di socialismo o comunismo, troppo impegnativo al suo stato attuale.
    E non ci vorrebbe nemmeno molto considerato gli abissi che è riuscita a raggiungere in qualche decennio: quando si tocca il fondo è abbastanza facile ottenere una piccola risalita...
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  8. #58
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    A proposito di c'è o ci fa...

    O.T.:

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    Seleziona/Deseleziona Tutto
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    Avatar di Rotwang
    Rotwang


    Accetta le richiesta di amicizia selezionate
    Rifiuta le richieste di amicizia

    Ahahahahahahahah!

    Fine O.T.
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  9. #59
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    'Sto tizio per me nemmeno esiste. Spero sia stato già bannato dalla sezione.

  10. #60
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto° Visualizza Messaggio
    'Sto tizio per me nemmeno esiste. Spero sia stato già bannato dalla sezione.
    Certo, ci mancherebbe...
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
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