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  1. #101
    ___La Causa del Popolo___
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    UNIRE I PATRIOTI COSTITUZIONALI
    di Giuseppe Angiuli
    [ 9 luglio 2018 ]

    Ego della Rete ha pubblicato un intervento del compagno Giuseppe Angiuli che riteniamo doveroso far conoscere ai nostri lettori. E lo pubblichiamo perché, in gran parte, lo condividiamo (sulle differenze avremo modo di soffermarci). E questo accordo di fondo non c'è per caso se è vero che assieme ad Angiuli abbiamo fondato la Confederazione per la Liberazione Nazionale (CLN), l'esperienza senza
    dubbio più avanzata nel campo della sinistra italiana. Dissidi interni (che andrebbero riconsiderati alla luce della situazione italiana dopo il 4 marzo e la formazione del governo giallo-verde) hanno obbligato la CLN a mettersi in stand by.
    Angiuli conclude il suo contributo con l'appello ad «affrancarsi definitivamente da una sinistra fellona e traditrice, da decenni posta al servizio permanente del finanz-capitalismo e, in secondo luogo, quello di serrare le fila per ritrovarsi tutti quanti nel progetto ambizioso e non più rinviabile di dare vita ad una nuova area politica del patriottismo costituzionale». Un appello condivisibile e in sostanziale sintonia con quanto propone Programma 101 nelle sue TESI PER UNA SINISTRA PATRIOTTICA.


    1 – IL NUOVO QUADRO INTERNAZIONALE: LA CRISI DELLA GLOBALIZZAZIONE NEO-LIBERISTA

    Il mondo intero è immerso in una fase di profondi e decisivi cambiamenti.
    La nuova fase politica, inaugurata a livello globale dall’insediamento dell’amministrazione Trump negli USA e dall’affermazione della BREXIT in Gran Bretagna, ha innescato una serie di mutamenti negli assetti e negli equilibri tra poteri i cui effetti è difficile prevedere ma di cui non è impossibile leggere fin da adesso le caratteristiche predominanti.

    L’attuale fase è contraddistinta in via principale da uno scontro in atto, nel campo occidentale, che vede da una parte un capitalismo che ha l’esigenza impellente di rilanciare quanto prima la produzione di beni materiali e, dall’altra parte, il cosiddetto “finanz-capitalismo” ossia un capitalismo finanziario speculativo, parassitario e improduttivo che ha costruito negli ultimi decenni le sue fortune sui meccanismi della cosiddetta “globalizzazione neo-liberista” e sulla messa in circolazione di una quantità immane di denaro virtuale.

    Lo scontro tra le due fazioni o cordate oggi contrapposte nel campo occidentale è diventata ormai evidente a tutti nel corso dell’ultima riunione del G7 in Canada.
    La cordata del capitalismo produttivo è apertamente decisa a porre fine ai principali trattati di libero commercio (che hanno fatto la fortuna della Cina) ed a rilanciare la centralità della produzione manifatturiera anglo-statunitense, il tutto in vista di uno scenario, non ancora per molto procrastinabile, che prima o poi vedrà contrapposto l’intero blocco occidentale al blocco delle forze dominanti nel campo dei Paesi emergenti, riunite attorno ai BRICS.

    La seconda cordata attualmente operante nel campo occidentale, quella globalista, ancora fortemente connessa agli interessi del capitale finanziario speculativo e improduttivo (per semplificare, una cordata che include Soros, i democrats americani e l’intera impalcatura tecnocratica della U.E.) oggi avverte il fiato corto, dopo avere inanellato una serie clamorosa di sconfitte e sente ormai vicino anche il prossimo e probabile processo di implosione dell’€urozona, uno scenario per il quale è chiaro che lavorano alacremente gli ambienti attualmente dominanti negli USA e in Gran Bretagna, a cominciare dall’amministrazione Trump.

    2 – IL NUOVO QUADRO POLITICO IN ITALIA

    Nel nostro Paese, la faticosa e travagliata nascita del Governo Conte deve essere vista e letta alla luce del contesto internazionale appena descritto e può a giusta ragione essere interpretata come una ulteriore vittoria della fazione anti-globalista.
    Infatti, è apparso evidente a tutti che all’atto di ostacolare in ogni modo l’insediamento del nuovo Governo giallo-verde si è segnalato l’ostruzionismo clamoroso della Germania e dei noti ambienti della finanza parassitaria occidentale riuniti attorno alla figura di Mario Draghi, attualmente messi in difficoltà dagli esponenti della fazione anti-globalista ma decisi a vendere cara la pelle: la spiegazione dell’ostruzionismo di tali ambienti (di cui l’azione del Presidente Mattarella è stata espressione) verso l’insediamento di Conte a Palazzo Chigi è semplice, in quanto il destino dei loro interessi è fortemente legato al mantenimento degli schemi della globalizzazione/liberalizzazione dei mercati ed alla stessa persistenza in vita dell’Unione Europea, le cui istituzioni e i cui Trattati hanno rappresentato in questi decenni la più perfetta materializzazione dell’ideologia neo-liberista (libertà di circolazione del capitale finanziario, controllo ossessivo dei prezzi, privatizzazione di tutti i principali servizi pubblici, svalutazione e precarizzazione sistemica del lavoro dipendente).

    In questo contesto, è più che plausibile che il Governo Conte abbia ricevuto il decisivo imprimatur proprio da quei settori anglo-americani che hanno deciso di ridimensionare il mercantilismo tedesco e che, per raggiungere tale obiettivo strategico, hanno in mente di favorire un allentamento delle assurde politiche di austerità che in questi ultimi anni hanno innescato un circuito perverso di recessione, deflazione salariale e disoccupazione record in tutti i Paesi deboli dell’area latino-mediterranea dell’Europa, tra cui il nostro Paese (le cui cifre sulla denatalità sono impressionanti).

    Se i nuovi equilibri geopolitici dovessero consentire al Governo Conte, alla Lega di Salvini ed al Movimento 5 Stelle di attuare un’effettiva inversione di marcia rispetto al quadro ordo-liberista e globalista degli anni recenti, nonché di accantonare le folli politiche di austerità tutte “tagli e sacrifici” e di porre mano ad una inedita iniziativa di investimenti pubblici funzionali alla ripresa dell’economia e dell’occupazione, ciò andrà indubbiamente a vantaggio di tutte le classi sociali del popolo italiano e meriterà un convinto sostegno politico da parte delle nostre imprese, dei lavoratori e dei giovani precari, angariati da anni di impoverimento frutto delle errate ricette di Bruxelles e della Troika.

    Che il nuovo Governo Conte sia stato accolto con freddezza ed ostilità da parte dell’establishment del capitalismo finanziario occidentale è ampiamente confermato dalla recente decisione di Mario Draghi di porre fine al meccanismo del quantitative easing (che per un certo periodo ha avuto un effetto calmiere sulla impennata dello spread sui titoli del debito pubblico italiano) nonchè dalla improvvisa ripresa degli sbarchi di un gran numero di immigrati clandestini decisi a raggiungere ad ogni costo le coste del Belpaese.
    Sotto quest’ultimo punto, è apparso apprezzabile l’atteggiamento di grande fermezza con il quale ha mosso i primi passi il neonato Governo italiano, apparso deciso a riaffermare i principi di autorità, sovranità e sicurezza dei nostri confini, ben conscio delle finalità perverse sottese al fenomeno dell’immigrazione clandestina e degli interessi poco limpidi del circuito di certe ONG europee e della criminalità nordafricana, le quali strumentalizzano il dramma di tanta gente disagiata per spingerla deliberatamente verso il nostro Paese, con dei numeri insostenibili per la nostra società, già al collasso per il crollo del PIL e per lo smantellamento del nostro sistema di stato sociale.

    Nel discorso inaugurale del Presidente Conte pronunciato al Senato, è apparso oltremodo positivo l’intendimento del nuovo Esecutivo di volere affermare un rasserenamento delle relazioni con la Russia, muovendo dall’abrogazione delle assurde sanzioni economiche fatte scattare dall’amministrazione Obama in coincidenza con la crisi ucraina.
    E’ altresì auspicabile che il nuovo Governo prosegua col suo annunciato intendimento – espresso nei discorsi di Salvini e Di Maio – di intervenire con dei correttivi incisivi sulle famigerate controriforme di marca ordo-liberista di questi ultimi anni, come la legge Fornero, il JOB’S ACT di Renzi e la cosiddetta “buona scuola” (sic), provando a rimediare in qualche modo alle conseguenze drammatiche prodotte dai pesantissimi interventi dei Governi a guida PD.

    Non da ultimo, meritano sostegno e comprensione anche le parole pronunciate dal neo Ministro della Famiglia Fontana, consapevole dell’utilizzo strumentale che negli ultimi anni la sinistra politica ha fatto delle tradizionali rivendicazioni dei movimenti omosessualisti col malcelato obiettivo di scardinare la centralità del modello della famiglia tradizionale e di colpire alla radice la stessa distinzione valoriale tra le due figure genitoriali di madre e padre.

    3 – IL COLLASSO DELLA SINISTRA ITALIANA E LA NECESSITA’ DI UNA NUOVA CULTURA POLITICA DEL PATRIOTTISMO COSTITUZIONALE. L’ESIGENZA DI CONIUGARE IL RECUPERO DELLA SOVRANITA’ NAZIONALE CON L’AMBIZIONE A VIVERE IN UNA SOCIETA’ PIU’ GIUSTA E PIU’ EQUA

    Nel contesto di grandi cambiamenti appena descritto, appare raccapricciante il ruolo politico che oggigiorno viene svolto da tutte le soggettività storicamente appartenenti al campo della “sinistra”: dal PD renziano fino alla estrema sinistra dei centri sociali raccolti attorno alla esperienza demagogico-velleitaria di Potere al Popolo, passando per gli epigoni dalemiani di Liberi e Uguali e di Sinistra Italiana, l’intero campo della sinistra oggi getta la maschera e si presenta a tutti per ciò che realmente è, ossia la componente “sinistrata” della globalizzazione neo-liberista.

    La demonizzazione del concetto di sovranità nazionale così diffuso nella impresentabile sinistra odierna, il suo semplicistico (e delirante) accostamento di ogni rivendicazione connessa al ripristino della dimensione nazionale quale tradizionale terreno di lotta per le rivendicazioni sociali delle classi subalterne ad un presunto scivolamento verso posizioni “egoiste”, “nazionaliste” o addirittura “fasciste”, ci dà la più evidente conferma di quale sia il ruolo della sinistra odierna al giorno d’oggi, quello di cavallo di Troia o quinta colonna dei poteri forti globalisti nel loro disegno di smantellamento degli Stati nazionali, da essi percepiti come ultimo ostacolo da abbattere per l’affermazione di un nuovo ordine mondiale in cui non è prevista la presenza di alcuna barriera alla circolazione del capitale finanziario speculativo e in cui si prevede che, accanto alla caduta di tali barriere, saranno eliminati confini nazionali, identità etno-culturali e tutte le forme di vita comunitaria al di fuori di quelle strettamente connesse alla dimensione del consumismo individualistico.

    Appare oggi sinistro e rivelatore l’endorsement dell’avvocato Gianni Agnelli il quale, intervenendo al convegno dei giovani di Confindustria nell’ormai lontano ottobre del 1996, ebbe ad affermare pubblicamente che “oggigiorno la sinistra è il migliore schieramento politico per realizzare delle buone politiche di destra”.
    La rassegnazione e lo smarrimento politico-culturale in cui sono caduti negli ultimi anni milioni di lavoratori, giovani precari e disoccupati italiani, abbandonati a sé stessi da un ceto politico-sindacale di sinistra fellone e strutturalmente al servizio dei poteri forti finanziari, è un fenomeno drammatico che grida giustizia.

    La sinistra di questi ultimi anni è oggettivamente invotabile da chiunque abbia conseguito un minimo di comprensione su tutte le principali dinamiche della globalizzazione neo-liberista e sui meccanismi che un quarto di secolo fa portarono alla nascita della nostra famigerata “seconda Repubblica”: liberalizzazione selvaggia dei salari e dei prezzi, smantellamento di diritti sociali frutto di un secolo e mezzo di lotte sociali del movimento operaio, appiattimento ideologico sui dogmi dell’europeismo, smantellamento del welfare, distruzione della scuola pubblica, tutte le controriforme di questi ultimi anni hanno sempre ottenuto il sostegno politico, talora aperto talaltra subdolamente occultato, da parte della dirigenza politica e sindacale della sinistra italiana.

    La sinistra di oggi è ormai del tutto lontana dal rappresentare gli interessi delle componenti deboli della società capitalistica ed anzi è diventata un prodotto trans-genico, in quanto raccoglie un impasto di pensieri moralistici e “politicamente corretti” del tutto funzionali agli interessi del capitalismo finanziario globalista: un mix di liberismo economico, europeismo demenziale, omosessualismo corporativo, femminismo isterico, immigrazionismo dogmatico e, dulcis in fundo, l'antifascismo di maniera in assenza di fascismo.

    E dunque, oggigiorno, per tutte le persone libere e che vogliano aiutare l’Italia a venire fuori dalle secche dell’ultra-liberismo, è prioritariamente essenziale mantenersi ben lontani da tutto ciò.

    Al contempo, è divenuto quanto mai necessario ed urgente battersi per la nascita anche qui in Italia di una nuova area politica a carattere popolare, socialista e patriottico con l’obiettivo di rimettere al centro dell’agenda i diritti sociali della gente che vive del proprio lavoro e che negli ultimi anni, priva di rappresentanza politica, ha assistito inerme ad una cinica operazione di arretramento del nostro sistema di relazioni sociali a livelli pre-novecenteschi.

    Nel breve periodo, sarà giusto e saggio che tale area politica si rapporti in modo dialettico con la neonata compagine di Governo targato Lega e Movimento 5 Stelle, senza farle sconti ma senza nemmeno coltivare inutili pregiudizi ideologici: i fautori del patriottismo costituzionale dovranno dimostrarsi sempre pronti a sostenere ogni iniziativa del Governo giallo-verde che andasse effettivamente nella direzione di un accantonamento delle folli ricette di austerità finanziaria e di un rilancio della nostra economia e dell’occupazione giovanile sulla base di iniziative di ispirazione neo-keynesiana, semprechè gli inediti rapporti di forza tra Roma e le istituzioni di Bruxelles consentano dei reali margini di azione per mettere in atto gli auspicabili interventi finalizzati agli investimenti ed alla spesa pubblica produttiva.

    Da questo punto di vista, la designazione del prof. Alberto Bagnai alla Presidenza della Commissione Finanze al Senato e la nomina a sottosegretario agli Affari Europei di Luciano Barra Caracciolo, due insigni intellettuali che hanno animato per anni un fecondo dibattito tra le pur esigue nicchie del libero pensiero ancora residue nel campo cosiddetto “progressista”, potrebbero costituire una irripetibile opportunità per la erigenda area del patriottismo costituzionale, consentendole di costruire un ponte di collegamento con l’attuale maggioranza parlamentare, non senza provare – ove le concrete circostanze lo consentissero - ad influenzarne in ogni modo possibile l’operato.

    L’appello rivolto a tutti i patrioti, ai socialisti, ai lavoratori, ai giovani disoccupati e precari, a tutte le forze popolari desiderose di ritrovarsi finalmente in una nuova comunità politica a cui affidare la rappresentanza dei propri interessi è, prima di tutto, quello di affrancarsi definitivamente da una sinistra fellona e traditrice, da decenni posta al servizio permanente del finanz-capitalismo e, in secondo luogo, quello di serrare le fila per ritrovarsi tutti quanti nel progetto ambizioso e non più rinviabile di dare vita ad una nuova area politica del patriottismo costituzionale.


    sollevazione: UNIRE I PATRIOTI COSTITUZIONALI di Giuseppe Angiuli
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  2. #102
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Il rosso: non per i lavoratori, ma per la globalizzazione


    Manco una settimana dalla splendida figuraccia firmata Rolling Stone che la sinistra italiana (intesa non come un partito, ma come un modo di pensare che parte dal PD per giungere ai vari ex-SEL, SI, LeU, e perfino buona parte dell’elettorato grillino) fa un’altra figuraccia. Magliette rosse, emorragia di umanità, dicono.

    Ora, la prima cosa che viene alla mente è come diamine faccia la sinistra stessa a produrre sempre nuove espressioni retoriche, e soprattutto come diamine faccia a renderle ancora più ridicole delle precedenti.

    Basterebbe il buon Gad Lerner, incamiciato di rosso con il rolex di cui ormai parla – giustamente schifato – pure il fruttivendolo sotto casa, a far produrre grasse risate a tutti, ma volevo interessarmi di qualcos’altro.

    E questo “qualcos’altro” è lo scandaloso potere che tutt’oggi possiedono questi signori in termini di condizionamento e indottrinamento delle giovani generazioni. Talmente ampio da pervadere una scuola che, oltre ad essere totalmente ininfluente per i valori contrari alla società liberal-capitalista, vi funge da miglior eco quando ne é emanazione diretta.

    Tutti in maglietta rossa, i signori professori, durante una commissione d’esame. Stipendi certi, facce sorridenti, e l’immancabile “restiamo umani” ripetuto a pappagallo come tutti i mantra dei loro buonissimi e solidali padroni.

    La “serietà” di un’iniziativa che, nonostante tutto ciò che è venuto fuori sul business dell’immigrazione e sul ruolo assolutamente complice delle ONG (spesso volontario, altre volte magari no), continua imperterrita a diffondere un verbo che significa due sole cose: l’incitazione alla tratta e allo schiavismo, alla guerra tra popoli.

    Perché le magliette rosse sono de facto magliette per il commercio, per la tratta degli esseri umani, per il lavoro sottopagato, per il razzismo anti-italiano.

    Credo che il peggio in assoluto sia rappresentato da quell’istituzione ormai tragicomica, imbarazzante, ridicola espressa dalla sigla CGIL. La signora Susanna Camusso ha ormai toccato il fondo sotto molteplici aspetti: ideologico, culturale, etico, nazionale. Qualcuno dirà che i sindacati italiani sono quasi sempre stati eco di un pensiero che, dagli anni Quaranta in avanti, si è configurato apertamente come anti-nazionale.

    Mai però si era raggiunto un livello tanto ignobile, tanto vergognoso, da dimenticare completamente, nei fatti, l’oltre 30% dei giovani italiani disoccupati, di fatto messi in secondo piano di fronte al mantra dell’accoglienza.

    Un livello espresso già ad ottobre, quando il sindacato gettò i suoi pochi brandelli di dignità per approvare ufficialmente le cittadinanze regalate, quelle che potenzialmente concedono a centinaia di migliaia di stranieri la certificazione di diritti che già ora ostacolano gli aiuti che lo Stato dovrebbe sacrosantamente ai propri figli, se poveri, se terremotati, se indigenti.

    Persone disperate alle quali stranamente la sinistra non dedica mai nessuna delle sue ridicole iniziative, rendendo ben chiare, come al solito, le proprie priorità.

    Per carità, in un certo senso siamo pure contenti: di pagliacciate, per i nostri valori, non ne vogliamo.

    (di Stelio Fergola)

    Il rosso: non per i lavoratori, ma per la globalizzazione | Oltrelalinea
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  3. #103
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Anche Melenchon “rossobruno”? Il Manifesto critica così la sua vocazione “sovranista”



    La rottura tra Jean-Luc Mélenchon di France Insoumise con la "Sinistra Europea" per la presenza di Syriza è il pretesto per il Manifesto - in un articolo dal titolo: “La febbre sovranista di Mélenchon contro Sinistra Europea” a firma di Aaron Elderman - di critica della svolta "sovranista" del leader di France Insoumise. La decisione di rottura motivata dal partito di Melelnchon è chiara e ci trova pienamente d'accordo: «A un anno dalle elezioni europee non è più possibile unire nello stesso partito europeo gli oppositori e gli artigiani dell’austerità».

    E la critica del Manifesto è tutta da leggere:

    “IN ULTIMA ANALISI, perciò, la decisione di Mélenchon rinvia a un irrisolto nodo politico: l’abbandono della Sinistra Europea da parte del PdG è l’ultimo atto di una vicenda iniziata con i vertici del cosiddetto «PlanB» e fortemente radicata nella cultura politica «sovranista» del leader francese. Le sue posizioni interrogano non solo il partito della Se, ma l’intera sinistra in Europa, nel senso più lato del termine.

    Per tutti si tratta di costruire una risposta politica strategica alla drammatica situazione attuale, capace di pesare come reale «terza opzione», rompendo la morsa sempre più stretta tra difesa dello status quo dominante e aggressiva avanzata di vecchie e nuove destre, nazionaliste e xenofobe.”

    Interrogano le sinistre? Le sinistre che il Manifesto ha in mente sono più propriamente assimilabili a destre liberiste che nulla hanno fatto per impedire le macellerie sociali e il neo-colonialismo recente che hanno di fatto allontanato milioni di elettori potenziali dalla sinistra.

    Il fatto che il Manifesto critichi Melenchon, l’unico che insieme a Corbyn nel Regno Unito sta cercando di dare segnali di alterità concreti, è il primo segno concreto che la direzione del leader della sinistra francese sia davvero quella corretta. Quando poi (molto a breve se continua così) sarà bollato come “rossobruno” in qualche lista di proscrizione di Repubblica allora avremo la prova definitiva.

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...ista/82_24668/
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  4. #104
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    A proposito di Corbyn, spero che la May continui così, alle prossime elezioni i laburisti avranno strada spianata...
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  5. #105
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    VERONESI CI METTE IL CORPO... NEL POSTO SBAGLIATO
    di Sandokan
    [ 9 luglio 2018 ]

    Sandro Veronesi, scrittore e romanziere notissimo, consacrato nel 2006 col Premio Strega per il suo Caos Calmo, ha scritto una straziante lettera a Roberto Saviano.
    Ne siamo facilmente entrati in possesso visto che per inviarla non ha usato il postino o una mail bensì il CORRIERE DELLA SERA.

    Veronesi, detto che la morte dei migranti davanti alle coste libiche è "atroce" e gli "provoca rabbia, e un'angoscia, che gli toglie il sonno e che fatica a sopportare", ha deciso di "rompere gli indugi" per rivolgere una proposta temeraria a Saviano:

    «Andiamo laggiù dove lo scempio ha luogo, e mettiamoci direttamente il nostro corpo... caro Roberto, la nostra civiltà sta andando a picco laggiù».

    Propone dunque, dato che in ballo "c'è la differenza tra la vita e la morte", di imbarcarsi

    «su una nave delle Ong che incrociano al largo della acque libiche, facendo salire i corpi più importanti del nostro Paese —cioè quelli più valorosi, più ammirati, più amati, più belli, più dotati, più preziosi, più popolari, più desiderati».

    Fa quindi alcuni nomi di questi "corpi più importanti, valorosi, ammirati, amati, preziosi, popolari belli e più desiderati": Totti, Checco Zalone, Claudio Baglioni, Federica Pellegrini, Jovannotti, Sofia Goggia, Celentano, Monica Bellucci, Chiara Ferragni, Giorgio Armani.

    Non so a voi ma al sottoscritto questa accurata cernita di corpi, questa selezione suscita una certa indignazione. Tutto il rispetto per il sentimento di pietas del Veronesi verso le vittime dei naufragi della bagnarole che partono dalle coste libiche e che faccio mio MA...

    Che col motivo di contrastare l'incontinente Salvini l'appello sia rivolto esclusivamente ad esponenti dell'alta società, al fior fiore del bel mondo, a membri dell'alta società... ciò rivela una mentalità al contempo razzista e classista. Come minimo un atteggiamento elitario, di casta. Un vero e proprio tic dell'intellighentia di sinistra, che non considera e non si rivolge più agli umili, ai semplici, ai proletari i quali, si deve dedurre, non essendo "più belli, più dotati, più preziosi", non sono quelli "desiderati, ammirati e popolari".

    C'è poi un secondo MA.

    Lo scopo della missione (beninteso umanitaria e non violenta) è davvero quello di salvare vite umane? In questo caso non è sulle navi delle Ong che occorre salire, visto che intervengono o quando le barche affondano o stanno per affondare. A rigor di logica Il posto in cui andare a "mettere i corpi" sarebbe a terra, sulle coste libiche, per far sì che quelle bagnarole non partano affatto. E' infatti evidente che i migranti vengono stipati all'inverosimile su gommoni e battelli fatti apposta per affondare dopo poche miglia — evidentemente proprio facendo affidamento sui dovuti soccorsi.
    Altrimenti come spiegare che i migranti, con tanto di donne incinte e mamme con bambini, accettano di salire su questi carri funebri galleggianti? Si tratterebbe di pazzi o che essi siano vittima di pulsioni suicide di massa. Evidentemente non è così, di qui il sospetto che il traffico di morte avvenga e funzioni bìnecessariamente da due lati, con la correità della stesse Ong, vuoi che comunichino la loro posizione al largo per poter raccogliere i migranti, o che siano appostate in zone prestabilite. Ma questo non si deve dire, sarebbe politicamente scorretto visto che andrebbe a farsi friggere tutta la commovente retorica umanitaria con cui l'élite addobba le Ong e inonda il mondo dell'informazione.

    Ma sorvoliamo e torniamo alla domanda: perché Veronesi non propone lo sbarco sulla costa per fermare la morte al momento della partenza così da evitare il rischio del naufragio? Egli forse mi risponderà che sulle coste la fanno da padrona criminali muniti di Ak47 e che dunque occorrerebbe opporre loro una resistenza armata, che in questo caso non se ne parla poiché lui e gli altri corpi "più valorosi, ammirati, amati, preziosi, popolari belli e più desiderati", sono convintamente buonisti e non-violenti.

    Qui il dubbio che l'appello non sia sincero, che sia solo uno stratagemma per fare scena, per sputtanare Salvini. Il che mi può anche star bene. Quello che non mi sta bene essere preso per il culo

    commenti:

    Matteo Innocenti scrive:
    9 luglio 2018 199

    Caro sandokan,alla fine del tuo articolo scrivi "Qui il dubbio che l'appello non sia sincero".Ma dubbi non ce ne sono,l'appello è totalmente insincero.non risultano indignazioni di Veronesi,ad esempio,riguardo la morte di 81 persone albanesi nel 97 nell'adriatico (governo Prodi)né quando nel 2014 la Guardia Civil provocò la morte di 15 immigrati a Ceuta,né per la chiusura dei confini francesi a Ventimiglia né per la morte di una nigeriana di 31 anni mandata a morire a Bardonecchia dalla Francia di Macron (non da quella di Petain).Infine,qualcuno dei "più valorosi, più ammirati, più amati, più belli, più dotati, più preziosi, più popolari, più desiderati" ha detto qualcosa quando a Gaza i militari israeliani hanno fatto il tiro a segno coi palestinesi disarmati,uccidendone 135 e ferendone a migliaia? A me non risulta,nemmeno da parte di don Ciotti,con o senza maglietta rossa.Forse che tutto questo non ha a che fare con "la nostra civiltà che sta andando a picco laggiù"?La cosa mi sembra chiara:l'umanitarismo a comando di costoro non ha nulla di umanitario,è una squallida operazioncina politica per screditare non l'effettivamente esagitato e spesso inascoltabile Salvini,ma il TIMIDO,TIMIDISSIMO SOVRANISMO del governo gialloverde.So che chi frequenta questo blog lo sa benissimo,ma questa gente qua va smascherata.un abbraccio fraterno



    sollevazione: VERONESI CI METTE IL CORPO... NEL POSTO SBAGLIATO di Sandokan

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    Esempio lampante dell'ipocrisia della finta sinistra al caviale...
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  6. #106
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Io ci manderei Gad Lerner, la Boldrini, la Fedeli, la Bonino, Manconi, Martelli e perfino Mattarella. Non escluderei la partecipazione attiva dei nazi-immigrazionisti come SceMik e matteuzzo.
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

  7. #107
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto° Visualizza Messaggio
    Io ci manderei Gad Lerner, la Boldrini, la Fedeli, la Bonino, Manconi, Martelli e perfino Mattarella. Non escluderei la partecipazione attiva dei nazi-immigrazionisti come SceMik e matteuzzo.
    A quel punto chiudere i porti ridurrebbe il tasso nazionale di spocchia del 70%.
    Hitler or Hell.

  8. #108
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Dopo la trovata delle "magliette rosse", gli immigrazionisti (perché non sono internazionalisti) hanno inventato le "manette solidali".

    Migranti, la Diciotti in arrivo a Trapani: sul molo con magliette rosse e manette - 1 di 1 - Palermo - Repubblica.it
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

  9. #109
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Durante la parata del Bologna Pride in molti avevano accolto l’appello di don Ciotti a indossare maglie rosse per “fermare l’emorragia umana”.

    Una posizione però che non sembra essere stata condivisa da tutti i partecipanti al Pride: «Noi italiani ci facciamo il c…, voi invece avete tutto gratis!»


    https://incronaca.unibo.it/archivio/...sta-i-migranti

    Adesso con chi si schiereranno i rosapallido/rossobrutti? Con i gay italiani o con i migranti? Avvisaglie di cortocircuito mono-neuronale?
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

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  10. #110
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto° Visualizza Messaggio
    Dopo la trovata delle "magliette rosse", gli immigrazionisti (perché non sono internazionalisti) hanno inventato le "manette solidali".

    Migranti, la Diciotti in arrivo a Trapani: sul molo con magliette rosse e manette - 1 di 1 - Palermo - Repubblica.it
    Accoglioni in manette, che bella immagine.
    Hitler or Hell.

 

 
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