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  1. #161
    Lo spirito del '22
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    zingaretto riesce a far sembrare renzy un tipo carismatico
    Hitler or Hell.

  2. #162
    Il Re del Nord
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    zingaretto riesce a far sembrare renzy un tipo carismatico
    Adesso non esageriamo...

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  3. #163
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da Lord Attilio Visualizza Messaggio
    Adesso non esageriamo...

    Inviato dal mio HUAWEI VNS-L31 utilizzando Tapatalk
    Renzy è carismatico per il piddino tamarro medio, Zingaretti è il piattume assoluto.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
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  4. #164
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?



    “Abbasso la Patria, Viva la Matria”: Michela Murgia, la nuova Laura Boldrini

    Ebbene sì. Pensavamo che una rivale degna avrebbe richiesto anni, decenni, forse secoli. E invece eccola qui. Pronta, disponibile. Sorprendente. Addirittura proveniente dal cosiddetto mondo “della cultura” o meglio di quegli intellettuali del mondo d’oggi che non a caso Costanzo Preve definiva, poco prima di passare a miglior vita, “stupidi”.

    Il 14 novembre, in mattinata, un sacro proclama si stampa sulle pagine di Facebook: “Si sentono rumori di fascismo sempre più forti in Europa e in Italia”. Così la scrittrice Michela Murgia aveva presentato sulla sua pagina social uno spettacolo in programma a Lucca sul tema “Se il fascismo ritornasse, lo riconosceresti?”

    Citiamo il fascismo per cominciare nel modo più divertente possibile, anche perché andando avanti ci sarà poco da ridere. La Murgia, per chi la conoscesse, scrive romanzi da una decina da anni, e da un po’ meno ha uno spazio da recensorA in quel concentrato di semicoltismo che risponde al nome di Quante storie, programma di Raitre condotto da Corrado Augias.

    RecensorA, signori miei, non è casuale (lo potevate dedurre dal titolo) perché la nostra ha superato con un micidiale uno due, in altrettanti giorni, il livello di banalità di fuoriclasse assoluti come Roberto Saviano, Saverio Tommasi e la stessa Laurona Boldrini che tanto ha allietato i nostri pomeriggi annoiati in ufficio.

    La “doppietta” si realizza perché, già il 12 novembre, la saggia sarda aveva scritto una nota su Facebook che riportiamo parzialmente nell’immagine sottostante:




    Matria, già. Secondo la supposta intuizione della Murgia, poi pubblicata su L’Espresso (giusto perché gli amici vanno sempre a braccetto), la Nazione avrebbe fatto solo danni nella storia dell’umanità e rappresenterebbe un concetto fallace di per sé, visto che il significato riguarderebbe un tramandamento unicamente personale e non basato sull’oggettivo radicamento “alla terra”.

    Ma non finisce qui, visto che “la seconda ambiguità è in quel plurale monogenitoriale, quel categorico “padri” che solleva simbolicamente dalle loro tombe un’infinita schiera di vecchi maschi dal cipiglio accusatorio rivolto alla generazione presente. Le madri nella parola patria non ci sono, benché per definizione siano sempre certe, né generano appartenenza, nonostante ce ne sia una sola per ognuno di noi. Non possono esserci perché nell’idea del patriottismo è innestata la convinzione profonda che la donna sia natura e l’uomo cultura, cioè che la madre generi perché è il suo destino e l’uomo riconosca la sua generazione per volontà e autorità, riordinando col suo nome il caso biologico di cui la donna è portatrice.”


    E vabbè. In altre parole la Murgia cancella (o meglio come vedremo sotto sminuisce e ridicolizza, visto che non le fa comodo) la parola composta Madrepatria come se fosse acqua fresca, anzi acqua immaginaria, sebbene sia popolarissima dalla notte dei tempi, per la cui conoscenza, tra l’altro, non è necessaria nemmeno chissà quale cultura, ma la lettura di uno o due racconti di impronta guerresca a caso.

    Altra perla (tutte nello stesso articolo, incredibile!): “Averlo caro [il concetto di patria, ndr] del resto non ha alcuna attualità; appartiene a un mondo dove il diritto di sopraffazione e la disuguaglianza sociale ed economica erano voci non solo agenti, ma indiscutibilmente cogenti: per metterle in crisi ci sono volute rivoluzioni di pensiero prima ancora che di piazza, e quelle rivoluzioni ci hanno lasciato in eredità il dovere di fare un atto creativo nei confronti di tutte le categorie che non bastano più a raccontare la complessità in cui siamo. E se proprio non è possibile uscire dalla percezione genitoriale dell’appartenenza collettiva – padre, ma anche l’ossimoro madre patria – potrebbe essere interessante cominciare a parlare di Matria”.

    L’ “ossimoro” sussiste fin dall’antica Grecia, ovvero da quando nasce la stessa formulazione di patria per come la intendiamo oggi. Guarda caso da quando esiste la civiltà, ma non solo. L’ossimoro non ha prodotto nessun diritto di sopraffazione e disuguaglianza. Anzi, sono più i casi della storia in cui ha aiutato a combatterli, dalla nascita dei primi Stati nazionali fino alla decolonizzazione prima sudamericana e poi africana.

    L’ossimoro ha permesso alla Russia di reagire e vincere contro il giogo napoleonico e, un secolo e mezzo più tardi, di farlo contro quello nazista. L’ossimoro ha permesso all’Italia di completare il processo unitario che alla Murgia starà anche sul gozzo, ma è lì e ha prodotto sacrifici degni solo di stima.

    L’ossimoro è riuscito, una volta nella storia, addirittura ad avere risvolti pacifici, quando il Mahatma Gandhi guidò il suo popolo alla liberazione definitiva dal dominio britannico senza tirare fuori nemmeno un ceffone: un miracolo probabilmente irripetibile.

    L’ossimoro ha rafforzato i socialismi arabi, grazie ai quali, prima che i padroni del mondo, quelli veri, esportassero la democrazia generando una delle più grandi emergenze umanitarie del XX secolo pur essendo già tutti noi nel XXI, si sono sviluppate società civili prima impensabili. I succitati padroni, al contrario, le hanno distrutte: dominatori a cui la Murgia dev’essere implicitamente molto devota.

    L’ossimoro in Siria nel 1970, nell’appena nato regime ba’thista poco dopo presieduto da Hafiz al Assad, ovvero la testimonianza più fulgida di nazionalismo e patriottismo (con buona pace di chi vuole ancora tenerli distinti), garantiva alla donna pari opportunità per partecipare alla vita politica, sociale, culturale ed economica del Paese. Via ogni ostacolo allo sviluppo delle donne e la loro partecipazione per costruire la società siriana.

    L’ossimoro, nell’Iran che il caro Roberto Saviano definiva uno Stato preclusivo della presenza femminile nelle università, è stato tra i principi ispiratori di una società dove le donne, guarda un po’, sono proprio la maggioranza negli atenei.


    L’ossimoro ha ispirato Gamal Nasser, guida dell’Egitto negli anni Cinquanta e Sessanta, a produrre quelle riforme agrarie necessarie al Paese, a nazionalizzare il Canale di Suez.

    L’ossimoro è principio ispiratore del Libro Verde con cui Gheddafi sanciva in Libia il sacrosanto diritto alla casa.

    L’ossimoro non ha significato soltanto, come sostiene la scrittrice aspirante filosofa, prevaricazione, oppressione dell’altro e imposizione, ma spesso cura della propria comunità, del proprio popolo, di tutto ciò che – in estrema sintesi – il pensiero di cui costei è serva si propone di distruggere. Eccolo, l’ “indiscutibilmente cogente”.

    E questa “Matria” cosa sarebbe? Uno squallido tentativo (ma potremmo anche definirlo petaloso), di neologismo, tipico di chi vuole fare il passo più lungo della gamba. Un passo, come da tradizione politicamente corretta, contraddistinto pure da arroganza e saccenza. Una pietra di saggezza (massì, diamoci anche noi alla libertà espressiva) di rara bruttezza.

    Un approccio che avvicina la sedicente donna di cultura Murgia alla effettiva donna di acume Laura Boldrini. Ne é addirittura un’evoluzione pseudo-epistemologica, visto che evolve il femminismo isterico e schizofrenico delle radici sostantivali femminili, inventato dalla nostra simpaticissimA presidentA della Camera, in un dibattito dalle spiccate pretese accademiche. Noi, poveri illusi, credevamo che fosse impossibile, e invece è accaduto.

    In compenso una certezza ci è di consolazione sufficiente per andare a dormire sereni: oltre all’eredità boldriniana, l’unica a costituire un ossimoro è proprio la cara Michela Murgia.

    (di Stelio Fergola)

    "Abbasso la Patria, Viva la Matria": Michela Murgia, la nuova Laura Boldrini | Oltrelalinea
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  5. #165
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    L’ultima di Potere al Popolo: “No agli spot con le bionde: fomentano il razzismo”

    https://www.ilprimatonazionale.it/ap...azzismo-95853/

    NON HO PAROLE!
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  6. #166
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    L'articolo è stato riportato solo da Il Primato Nazionale (vicino a CPI). Per scrupolo ho fatto delle brevi ricerche sui social e....sì! E' tutto vero.
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  7. #167
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto° Visualizza Messaggio
    L’ultima di Potere al Popolo: “No agli spot con le bionde: fomentano il razzismo”

    https://www.ilprimatonazionale.it/ap...azzismo-95853/

    NON HO PAROLE!
    Io sì:
    ANDATE A CACARE, IMBECILLI PEZZI DI MERDA!
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  8. #168
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    LEFT: OVVERO LA SINISTRA PER I SACRIFICI
    di Leonardo Mazzei
    [ 3 novembre 2018 ]

    A dispetto della crisi della natalità, "la madre dei cretini è sempre incinta". Non so a voi, ma a me la lettura di Left fa venire in mente questa pillola di saggezza popolare. E la cosa è inquietante, perché quella pubblicazione si presenta come "l'unico giornale di sinistra". Una roba che quando a destra l'han saputo sono subito cominciati i festeggiamenti.

    A dispetto di Keynes, e delle sue tante varianti, stavolta Left si premura di farci sapere che la spesa in deficit è di destra. Badate, non quella spesa in particolare, non in qualche particolare momento, ma sempre e per sempre. Quantomeno nell'Unione Europea, che per Left è l'alfa e l'omega dell'agire politico, del bene contro il male, in una parola della "sinistra" come questi furfanti la intendono, presumendo tra l'altro di averne il monopolio.

    Per sostenere una tesi così ardita Left ha dato la parola al prof. Ernesto Longobardi, il quale non si è fatto pregare. Siccome «c'è sconcerto a sinistra», perché «sul piano della politica economica, questo governo fa quanto da parte nostra si è sempre auspicato», bisogna rassicurare la truppa, concludendo rapidamente che: «Compagni, possiamo stare tranquilli, questo governo è tutto di destra, anche nella politica economica».

    E tutto questo perché? Forse perché il governo non riesce a venir fuori da un orizzonte liberista? Forse perché c'è troppa timidezza nel superare i vincoli europei? Perché le risorse per le misure sociali sono scarse, così come quelle per gli investimenti? No, no, assolutamente no! Di queste critiche, che sarebbero tutte sensate e tutte di sinistra, non solo non c'è traccia nello scritto del Longobardi, c'è invece l'esatto opposto.

    Tra la premessa sullo "sconcerto a sinistra" (ma guarda un po'!), e la conclusione che nella manovra è tutta roba di destra, c'è un unico ritornello: che la spesa in deficit è di destra, e lo è perché oggettivamente sovranista ed antieuropea.

    E qui il prof. confessa la realtà delle cose, il che non è mai male. Per quelli come lui, quindi per un giornale come Left, oggi il primo elemento dell'identità di sinistra non è il riferimento alle classi popolari, alla lotta per l'uguaglianza e contro lo sfruttamento, dunque intanto per una politica economica anti-austeritaria. No, il primo, e forse unico, elemento d'identità è l'europeismo. Ma non un europeismo sui generis, bensì un'organica adesione di fatto alle ferree regole del sistema dell'euro a dominanza tedesca. Certo, un sistema che vorrebbero "riformare" (come no!), ma che comunque intendono difendere con le unghie e coi denti.

    Ad un certo punto il Longobardi, che insegna Scienza delle finanze all'università di Bari, vuota decisamente il sacco:

    «Va bene, si dirà, ma perché politiche di spesa finanziate ricorrendo al debito avrebbero necessariamente questo segno antieuropeo? La spiegazione è semplice. Creando in Europa una moneta unica, gestita a livello sovranazionale, ma lasciando al contempo agli Stati nazionali la politica fiscale, si è, di fatto, sottratta loro la possibilità di ricorrere al debito. In uno Stato nazionale pienamente sovrano il debito e la moneta sono un tutt’uno, e lo sapevano bene i governi dell’Italia democristiana che sapientemente usavano la moneta per rendere sostenibile il debito. Ora non si può più fare».

    Ecco, in quel soddisfatto "Ora non si può più fare", c'è il pieno tradimento di quel popolo che la sinistra un tempo voleva come minimo rappresentare. C'è il tradimento dello spirito e della lettera della Costituzione repubblicana, fondata sul principio della sovranità popolare. C'è il girarsi dall'altra parte rispetto alle sofferenze di chi paga le politiche europee, ma c'è anche la ragione di una sconfitta della quale quelli come Longobardi non riusciranno mai a capacitarsi.

    Egli così continua imperterrito:

    «È come se ogni Stato dell’Unione emettesse debito in una valuta straniera, perché si tratta di una valuta di cui non ha il controllo. L’unica via di uscita politicamente percorribile “da sinistra” è quella della creazione di un’unione fiscale europea... È una prospettiva che implicherebbe condivisione dei rischi, accettazione della redistribuzione di risorse tra gli Stati, solidarietà sovranazionale: tutto quanto, oggi, i trattati europei rigorosamente escludono. Vorrebbe, dire, di fatto, unione politica. Si dirà che tutto questo è ben di là da venire. D’accordo, ma non ci sono scorciatoie. Una strategia politica di sinistra, oggi, può solo avere una dimensione sovranazionale: europea e mondiale».

    L'articolista di Left è dunque ben consapevole di come quella dell'euro sia una gabbia, ben informato dell'impossibilità di una riforma di quel sistema, ma ciò nonostante ci rifila il suo dogma, quello secondo cui "una strategia politica di sinistra, oggi, può solo avere una dimensione sovranazionale: europea e mondiale". All'interplanetario non siamo ancora giunti, ma di certo ci stanno lavorando. Sarà per questo che certi ragionamenti sembrano arrivare direttamente da Marte.

    Ora, se così fosse, che prospettiva di avanzamento potrebbero mai avere (giusto per fare degli esempi alla rinfusa) le forze di sinistra in Brasile, in Argentina, nelle Filippine, in India od in Egitto? Ovviamente nessuna, perché magari il grosso di queste forze ha una visione giustamente internazionalista ma - volenti o nolenti - esse non possono realmente agire in una dimensione sovranazionale. Quella che invece noi "fortunati" europei avremmo a disposizione, quella che piace tanto a Longobardi, quella che la cupola oligarchica si tiene ovviamente ben stretta.

    Ed è qui il segreto oramai rivelato di questa "sinistra per i sacrifici": che essa sta sempre più apertamente dalla parte del padrone. Anche per questo siamo certi che una nuova sinistra, patriottica e socialista, dovrà nascere al più presto.

    sollevazione: LEFT: OVVERO LA SINISTRA PER I SACRIFICI di Leonardo Mazzei
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  9. #169
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto° Visualizza Messaggio
    L'articolo è stato riportato solo da Il Primato Nazionale (vicino a CPI). Per scrupolo ho fatto delle brevi ricerche sui social e....sì! E' tutto vero.
    bellissimo, degno dei peggiori deliri socjus ammerikani

    mi aspetto candidatesse coi capelli in technicolor e le ascelle irsute impegnate nella battaglia antifascista contro gli stereotipi sull'obesità a breve

    Hitler or Hell.

  10. #170
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto° Visualizza Messaggio
    L’ultima di Potere al Popolo: “No agli spot con le bionde: fomentano il razzismo”

    https://www.ilprimatonazionale.it/ap...azzismo-95853/

    NON HO PAROLE!
    Ho già risposto in un altro post a riguardo. Un'imbecillità ed ignoranza abissale. Come se gli spot fatti in Africa e in Asia non presentassero africane ed asiatiche. Dei deficienti numeri uno.
    TIOCFAIDH ÁR LÁ
    ╾━╤デ╦︻

    革命无罪,造反有理

 

 
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