È storia recente e recentissima dell'Italia il riformismo generale dello Stato, condotto per difenderne esistenza ed opportunità e con cospicui preziosi risultati in merito alla resistenza dello Stato in condizioni di perdurante difficoltà altrettanto generali.
Tali i risultati fondamentali:

estensione del voto agli italiani residenti all'estero, con concomitante mutazione del ruolo delle Istituzioni politiche italiane verso l'esterno;

introduzione di sistemi alternativi di voto per le elezioni regionali, con ammissione anche di scelta ripartita secondo genere sessuale, secondo mutamento dei programmi dei Consigli delle Regioni, da iniziative complesse in elementari;

ricomposizione delle Province con alternativa tra autonomia metropolitana e unità urbana-extraurbana e con nuovo funzionamento dei relativi Consigli, secondo metodo interamente basato sul principio di unanimità ovvero collegialità;

garanzia di eteronomia oltre che di autonomia per i Comuni, ai quali cioè è riconosciuta validità ideale oltre che reale, tramite divieto di abolizione per cause esterne e tramite dovere di conservazione anche in sola forma burocratica oltre che amministrativa-burocratica se in esserci cause impedenti di forza maggiore.


È vero che tutto questo sia stato la salvezza dello Stato Unitario Italiano, che altrimenti sarebbe cominciato a decadere ineluttabilmente.

MAURO PASTORE