
Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Premetto che non desidero polemizzare, così come non desidero denigrare nessuno.
Vedi, nella cultura italiana il mito della furbizia occupa un ruolo di rilievo.
Dimostrarsi più furbi (non più bravi o intelligenti) del compagno di banco, del collega di lavoro, del vicino di casa, del negoziante o del cognato è un bisogno quasi atavico nel modus pensanti italiano.
Questo ha portato, anche se sembra un controsenso o una contraddizione, ad una forma di pigrizia mentale.
Pensare è faticoso, riflettere è faticoso, documentarsi e approfondire è faticoso.
Molto più semplice pensarsi tanto furbi da riuscire a fregare il prossimo qualsiasi sia il suo livello intellettivo o cognitivo.
Poi però la ciambella esce fuori senza buco, ed a quel punto sorge il problema del capro espiatorio al quale addossare la responsabilità dei propri fallimenti.
Nascono così i comunisti mangia bambini, i fascisti guerrafondai, l'Euro rovina famiglie, la magistratura politicizzata, gli extracomunitari, gli ebrei, l'islam, i ROM, la cospirazione globalista, i rettiliani ...
Tutto pur di non riconoscersi responsabili dei propri fallimenti.
Io sono furbo, non posso aver votato male.
Io sono furbo, non posso essermi lasciato fregare.
Io sono furbo, non posso rivelarmi meno utile di chi è diverso da me.
Io sono furbo, non posso aver creduto a menzogne.
E così via.
Forse sbaglio (non ho mai rivendicato la mia infallibilità), ma personalmente l'italiano medio lo vedo così.