Berlusconi col suo enorme potere economico e mediatico è riuscito in tutti questi anni a far da trait d'unione fra gli interessi divergenti del paese , dovesse venire a mancare vedo certa al 100% una scissione del partito e dell'elettorato secondo linee di faglia geopolitica quindi un PDL nordista-padano , che potrebbe essere più laico e filo-leghista allora a guida Tremonti oppure più moderato e ciellino allora a guida Formigoni.
Nel primo caso dopo un pò di tempo potrebbe reallizzarsi allora la fusione fra Lega Nord e PDN (Popolo del Nord) tremontiano in un unico fortissimo partito che sopra al Po avrebbe la maggioranza assoluta ovunque , nel secondo caso nessuna fusione ovviamente e situazione di competizione-alleanza un pò come già avviene oggi in Padania fra PDL e Lega.
Io vedo più probabile la prima ipotesi , anche perchè un PDL fomigoniano e moderato non avrebbe i numeri a livello nazionale , sarebbe perciò perennemente intento a cercare alleanze a sud e accusato dalla Lega di partitocrazia , un pò come oggi avviene con l'attuale PDL.
E l'altra parte del PDL?
confluirà nel terzo polo moderato cioè il polo meridionalista , rappresentato dai finiani , dall'UDC e dai rutelliani , sarà un partito cementato dall'obiettivo di non interrompere il flusso di trasferimenti dal nord al sud e poi sulle questioni etiche , sempre secondaria in Italia , lasceirà libertà di coscienza , guardandosi bene dall'attacre la Chiesa sui suoi veri interessi (patrimonio immobliiare , scuole , tasse etc).
Un partitone che ingloberà tutti , dai moderati del PD all'estrema destra , e di cui Pisanu rappresenta oggi il personaggio tipo.
L'unica possibilità che vderei per cui il PDL potrebbe salvarsi dalla scissione sarebbe la discesa in campo di MArina Berlusconi , che agirebbe in conto e per conto del padre , espulso dalla politica , se non direttamente in galera.




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