



Atto Camera
Interpellanza urgente 2-00576
presentata da
ANTONIO DI PIETRO
martedì 12 gennaio 2010, seduta n.264
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, per sapere - premesso che:
il Consiglio dei Ministri, riunitosi il 17 dicembre 2009, ha avviato la procedura per la nomina del dottor Davide Giacalone a Presidente dell'Ente DigitPA (ex CNIPA). Il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha richiesto il parere parlamentare su tale proposta di nomina. La richiesta di parere è stata assegnata alla Commissione affari costituzionali;
il dottor Giacalone dal 1987 all'aprile 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni;
il 12 dicembre 1993 (pagina 19 - sezione: ATTUALITÀ) La Repubblica ha pubblicato le parole del ministro repubblicano Oscar Mammì difeso dall'avvocato Giovanna Corrias, che ha di fatto ammesso l'utilizzo di contributi personali per la sua campagna elettorale, detratti dalle cifre che finivano al partito repubblicano: «Io non ho mai avuto a che fare con i soldi - ha comunque dichiarato l'ex ministro repubblicano - Il mio collaboratore Giacalone pensava a tutto» Davide Giacalone in effetti, l'aveva già detto fin dalle prime battute di questa istruttoria partita su due binari paralleli a Roma e Milano e poi assegnata per competenza alla capitale dalla Corte di cassazione. «Io gestivo i soldi che mi dava Parrella anche per il ministro», disse il giovane tuttofare di Mammì alle Poste. Ma né lui, né il ministro, a dar retta a quanto ha detto nell'interrogatorio di venerdì sera, sembravano darsi pena di capire la provenienza di quei soldi. L'unica cosa certa è che in prima battuta i miliardi arrivavano a Giuseppe Parrella e poi - con le dovute «trattenute» dell'ex dirigente Asst - versati a Giacalone. L'inchiesta della Cordova ha chiarito comunque che le aziende versavano a Parrella le tangenti in cambio di favori o di promesse di favori. C'erano i soldi delle grandi imprese di forniture, che vendevano così i loro prodotti, dalla carta igienica ai computer (da questa indagine è scaturita l'accusa per il presidente dell'Olivetti Carlo De Benedetti). E c'erano i «contributi» delle tv, quelle che speravano di ottenere - e spesso hanno ottenuto - qualche privilegio nelle assegnazioni del piano delle frequenze che proprio Giacalone stava elaborando per conto di Mammì (è per quest'ultimo aspetto che sono finiti nei guai i dirigenti della Fininvest Gianni Letta e Adriano Galliani);
nel 1993 Davide Giacalone, consulente del ministro delle Poste Oscar Mammì per la legge sulle tv, e poi consulente Fininvest per 600 milioni, fu arrestato dai Magistrati di Mani pulite per corruzione, con l'accusa di aver smistato tangenti per il partito repubblicano italiano chiamando in causa i vertici del partito;
l'inchiesta si è chiusa nel 2001 con una sentenza che ha dichiarato la prescrizione dai reati;
con Sentenza 5 gennaio 2005, n. 1, la Corte dei Conti - Sezione Prima Giurisdizionale Centrale di Appello, condanna i signori Giuseppe Parrella, Oscar Mammì e Davide Giacalone, al pagamento, in solido tra loro, della somma di euro 2.405.429,00 (due milioni quattrocentocinquemila quattrocento ventinove/00), comprensiva della rivalutazione monetaria oltre agli interessi legali dalla data della sentenza al soddisfo, in favore delle Poste S.p.a. e alle spese del primo grado come in premessa, nonché a quelle del presente grado che si liquidano in Euro 3.429,59 (tremila quattrocentoventinove/59);
con sentenza 7 giugno 2005, n. 191, la Corte dei conti, sezione I giurisdizionale centrale d'appello, ha disposto la revoca, per errore di fatto, della presente decisione, nella parte in cui condanna il signor Davide Giacalone al risarcimento del danno arrecato alle Poste italiane s.p.a.;
nel 2008 il Ministro della funzione pubblica e dell'innovazione gli assegna un incarico quale consigliere -:
se il Governo - stante le ammissioni del Giacalone rese all'epoca, di avere accettato tangenti politiche e dovendo garantire per tale importante incarico pubblico un'indiscussa moralità del candidato - non intenda revocare la procedura per la nomina del dottor Davide Giacalone a Presidente dell'Ente DigitPA.
(2-00576)
«Di Pietro, Donadi, Borghesi, Evangelisti, Favia».
2/00576 : CAMERA - ITER ATTO


io la penso esattamente così .... Giri di Walter | Il Fatto Quotidiano
lei del semi-pregiudicato giacalone stipendiato a botte di 600 milioni da fininvest dopo aver redatto la legge mammì cosa mi sa dire?


Che sono proprio tipi come Giacalone che piacciono a svicola. E che si abbevera al legno storto, che è peggio di libero e il giornale messo insieme in quanto a fesserie.
Facevi prima e con migliori risultati se leggevi Il Fatto Quotidiano. Impara a leggere roba più seria.


“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


l'unico errore di veltroni è aver trattato con i guanti il banana
Ultima modifica di bator; 26-08-10 alle 00:00


per il resto concordo con travaglio
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010...mancuso/52800/
Ultima modifica di bator; 26-08-10 alle 00:02


ECCO CHI E' L'AUTORE DEL TESTO DEL POST DAVIDE GIACALONE:
Ecco chi è Davide Giacalone, condannato dalla Corte dei Conti nel 2005 a risarcire i danni allo Stato per un’edificante storia di tangenti.La persona più indicata, quindi, per fare la morale agli altri e per parlare di etica e di Giustizia…
Sezione I giurisdizionale centrale
Sentenza 5 gennaio 2005, n. 1
Con sentenza 7 giugno 2005, n. 191, la Corte dei conti, sezione I giurisdizionale centrale d'appello, ha disposto la revoca, per errore di fatto, della presente decisione, nella parte in cui condanna il sig. Davide Giacalone al risarcimento del danno arrecato alle Poste italiane s.p.a.
[...]Inoltre, anche la chiamata di correità del Giacalone è credibile sia per il fatto che lo stesso Giacalone subiva danno dalle dichiarazioni rese, sia per il fatto che essa è concorde con le altre dichiarazioni rese negli interrogatori secondo cui il Ministro pretese e ottenne somme per riattivare gli ordinativi alla ditta fornitrice.
Quanto al Giacalone, assolto in primo grado, si osserva che la stessa sentenza sembra contraddirsi perché, nel mentre cita una serie di episodi, ammissioni e testimonianze (pagg. 20-22, e 42) che dimostrano la sua responsabilità, perviene poi a conclusioni difformi.
Infatti la sentenza ammette che il Giacalone conosceva la percezione delle tangenti e riconosce un suo ruolo nella vicenda, ma poi ne definisce la posizione defilata rispetto agli altri compartecipi tenuto conto della sua iniziale opposizione all'acquisto degli apparati.
La motivazione non convince. Infatti, proprio la consapevolezza specifica di andare incontro all'acquisto di macchine obsolete viene sopita nel Giacalone dalla percezione di tangenti (nell'interrogatorio del 31.5.1993 svoltosi alla Procura della Repubblica di Milano Parrella afferma di aver versato a Giacalone somme sia a beneficio dei partiti che SUO PERSONALE) e dal suggerimento del Ministro Mammì- di cui si è sopra detto - di cercare di non sapere entrambi a quali contratti si riferissero le tangenti.
E' evidente, peraltro, oltre alle considerazioni già svolte per Mammì, che in una evidente situazione di illiceità l'acquisto di macchine obsolete era facilmente collegabile quale contropartita nel sinallagma per la percezione di tangenti. Le dichiarazioni del Parrella sulla percezione delle tangenti anche da parte del Giacalone sono credibili in quanto tale percezione era compensativa del fatto di assumere rischi considerevoli e andare incontro a responsabilità anche penali.
D'altro canto la sentenza impugnata sostiene la prevalenza del ruolo degli altri soggetti, ma ciò non esclude la concorrente responsabilità anche del Giacalone per la presenza di tutti gli elementi concretizzanti la responsabilità e ritiene il collegio che le responsabilità, in definitiva, si equivalgano valutati i ruoli di ciascuno nella vicenda.
Il Parrella, il Mammì e il Giacalone, pertanto, devono condannarsi, in solido tra loro, al risarcimento del danno.
Peraltro, a fronte di un danno di Lire 26.535.740.000 richiesto in citazione, deve tenersi conto della SUSSISTENZA ANCHE DI ALTRE IRREGOLARITA' nella produzione del pregiudizio non più perseguibili per intervenuta PRESCRIZIONE o per infruttuoso o mancato esercizio dell'azione o per decesso dei chiamati cosicché l'importo da porre in solido a carico dei soggetti sopra citati può essere rideterminato nella cifra totale, comprensiva di rivalutazione di Euro. 2.405.429,00 oltre agli interessi legali dalla data della sentenza al soddisfo.
P.Q.M.
La Corte dei Conti - Sezione Prima Giurisdizionale Centrale di Appello, definitivamente pronunciando, ogni contraria istanza ed eccezione reiette, rigetta i gravami proposti avverso la sentenza in epigrafe dalle parti private; rigetta l'appello del Procuratore Generale nei confronti dei sig.ri Enrico Veschi e Maurizio Di Sarra;
accoglie parzialmente gli appelli proposti dal Procuratore Regionale e dal Procuratore Generale e, per l'effetto, CONDANNA i sig.ri Giuseppe Parrella, Oscar Mammì e Davide Giacalone, al pagamento, in solido tra loro, della somma di Euro 2.405.429,00
(duemilioniquattrocentocinquemilaquattrocentoventi nove/00), comprensiva della rivalutazione monetaria oltre agli interessi legali dalla data della sentenza al soddisfo, in favore delle Poste S.p.a. e alle spese del primo grado come in premessa, nonché a quelle del presente grado che si liquidano in Euro 3429,59 (tremilaquattrocentoventinove/59)."
il testo integrale della sentenza della Corte dei Conti è disponibile, per chiunque lo voglia, in Internet
centrodestra: Tre per uno. Davide Giacalone
AVETE SEMPRE IL CULO SPORCO, MA SEMPRE....
BENE PASSIAMO AD ALTRO IL 3D PUO' CONSIDERARSI FALLITO.repapelle:
M
"GUARIREMO ANCHE IL CANCRO!" (Silvio Berlusconi - 20 marzo 2010 Piazza del Popolo, Roma)repapelle:




Questo Giacalone, uno dei tanti mantenuti da noi contribuenti, è di una povertà lessicale ed argomentativa imbarazzante.
Solito anticomunismo viscerale da bassa Bergamasca
PEOPLE SMASH AUSTERITY