Il titolo della graziosa commedia goldoniana mi è venuta in mente nel rileggere di un "curioso accidente" della nostra storia politica che avevo riposto nel dimenticatoio e che, ringraziando il compianto Lucio Cecchini che lo aveva evidenziato in un suo saggio, vorrei sottoporre alla vostra attenzione.
Il 27 dicembre del 1947 nella sede di Palzzo Giustiniani il capo provvisorio dello stato si rivolge a Terracini e De Gasperi e dice loro di aver letto con attenzione il testo della Costituzione e che si poteva procedere alla firma della stessa. Alle tre insigni firme si aggiunsea anche quella del liberale Grassi ministro guardasigilli. Peccato che nel controllare la corrispondenza del testo da firmare allo svolgimento degli atti della Costituente al Presidente De NIcola fosse sfuggito che era stato approvato dalla Costituente un emendamento ,presentato dalla comunista Maria Maddalena Rossi, in virtù del quale l'art. 75 della Costituzione ,al suo secondo comma, doveva aggiungere alle materie non oggetto di referendum popolare quella riguardante le leggi elettorali. Alcuni anni dopo Meuccio Ruini si scusò per questo errore materiale a cui non si pose rimedio con una apposita legge costituzionale.
Non so se i padri costituenti abbiano provato quel saggio emendamento perche consapevoli della semi impossibilità che da un referendum abrogativo potesse uscire un testo minimamente coerente in una materia così delicata ( e probabilmente non pensavano neanche che sarebbe stato possibile arrivare a dei referendum tagliaecuci quali quelli a cui abbiamo assistito in tale materia) , o se avessero semplicemente ritenuto che era materia troppo tecnicamente delicata, o troppo delicata per la sua veste di norma semicostituzionale e per il ruolo che poteva svolgere nello scontro politico; fattostà che se la loro saggezza non fosse stata accompagnata da quel "curioso accidente" la storia italiana degli ultimi vent'anni sarebbe stata certamente diversa ed, a mio avviso, con ogni probabilità decisamente migliore.




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