
Originariamente Scritto da
cireno
da LIBRE
L’Occidente rapina l’Africa: 1800 miliardi di dollari
Scritto il 06/4/10 •
Società fantasma, coperture politiche, finanza compiacente, prezzi truccati: in quarant’anni, la fuga illecita di capitali è costata all’Africa 1800 miliardi di dollari, di cui 854 grazie al “mispricing”, la falsificazione dei prezzi dei beni materiali. Una truffa mondiale, che colpisce i più poveri: con quei soldi, l’Africa avrebbe potuto ripianare il suo debito estero (250 miliardi di dollari) e impiegare i 600 miliardi rimanenti per combattere fame e povertà. Soldi fantasma, dunque: la denuncia parte da un centro studi no-profit di Washington, il Global Financial Integrity.
Il dossier s’intitola “Illicit Financial Flow from Africa: Hidden Resources for Development”. L’istituto americano, scrive Alberto Tunno su africa 1“PeaceReporter”, ha cercato di quantificare i capitali africani che improvvisamente si volatilizzano, disperdendo risorse finanziarie che dovrebbero essere investite in quel continente. La truffa colpisce la lotta alla povertà e l’economia africana. «Cifre spaventose», rivela Tunno, frutto delle pratiche illecite denunciate dal dossier indipendente Usa.
«La cifra a cui arriva il think tank americano, azzardando una ipotesi circa l’ammontare complessivo dei capitali usciti dai Paesi africani illegalmente, è impressionante: 1800 miliardi di dollari – scrive “PeaceReporter” – che per una serie di trucchi hanno permesso a dittatori, leader democratici, militari, alti burocrati e imprenditori, africani ma non solo, di accumulare immense fortune all’estero, al riparo dalle frequenti crisi che scuotevano (e scuotono) periodicamente Paesi caratterizzati da economie deboli e da una forte instabilità politica. Un fiume di soldi che ha alimentato la crescita dei Africa 3Paesi più sviluppati e che, paradossalmente, fa dell’Africa un continente virtualmente creditore, pur essendo imprigionato dal suo debito».
Il massiccio flusso di soldi di provenienza illecita dall’Africa, scrive il direttore di Gfi, Raimond W. Baker, è facilitato «da un sistema finanziario internazionale ombra, che comprende paradisi fiscali, segretezza di giurisdizione, finte corporation, false fondazioni, conti intestati a trust anonimi, transazioni commerciali truccate e diverse tecniche di lavaggio del denaro». La questione non è solo di natura etica: «L’impatto di questa struttura e dei fondi che sposta dall’Africa è devastante. Drena importanti riserve monetarie, aumenta l’inflazione, rende difficile la raccolta delle tasse, impedisce investimenti, mina il libero commercio».