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    Predefinito Rif: Massimo Canavesio, un uomo un mito

    Attenti a quei due
    Da Canavesio a Mendella i redivivi della bancarotta

    Vengono chiamati bancarottieri. In realtà la definizione corretta sarebbe artisti della "circonvenzione di capace". Anche chi li ha indagati e fatti condannare, mettendone a nudo i segreti e le acrobazie contabili, ammette in loro un lato geniale. Dal latitante Roberto De Gaetano (Ifm), a Giorgio Mendella (Intermercato), a Massimo Canavesio (Norditalia, Ersim). Portatori insani di una superiorità intellettiva che finisce per tracimare in delirio di onnipotenza. Chi ha visto in azione Canavesio lo ha visto fare a pezzi (dialetticamente) il direttore generale di una banca svizzera che rifiutava di diventare depositario della sua ultima creatura, la Creditwest di Lugano.

    Chi ha avuto modo di interrogare Mendella ricorda ancora la pervicacia con cui difendeva progetti palesemente campati in aria. Il loro unico metro di misura è il denaro. E lo rastrellano in modo compulsivo. Va però loro dato atto di una non comune capacità di reazione psicologica al rovescio. Giorgio Mendella, patron di Intermercato, un crack da 500 miliardi di lire e 14.500 investitori, in buona parte tuttora convinti di un particolare accanimento della giustizia nei suoi confronti ha conosciuto nell'ordine: il carcere, la latitanza, la cattura, di nuovo il carcere, la condanna, l'affidamento ai servizi sociali.

    Mendella ci riprova ma la Consob vigila
    Da quattro anni sembra stia di nuovo tentando la strada della raccolta del risparmio. La Consob già nel 2004 ha bloccato una prima iniziativa per il collocamento al pubblico di titoli della Ghost Technology, una società che distribuisce video dotati di un'apparecchiatura che consente di eliminare/sostituire gli spot pubblicitari dalla programmazione. Ma gli imprenditori della Ghost, tra cui uno schermatissimo Mendella, non si sono persi d'animo e la stanno prendendo alla larga. La società, con sede nel Delaware, è scambiata all'Otc (over the counter) e sembra che anche oggi siano in corso operazioni volte al collocamento di titoli in Italia. Tanto che la Consob sta svolgendo ulteriori accertamenti.



    Canavesio e la via della Svizzera
    Quanto a Canavesio, noto insieme al fratello Cesare (che ora vive una più tranquilla vita da immobiliarista) per il crack dell'Ifp, si è occupato di numerosi dossier: la Finpart, in cui stava entrando con la mancata acquisizione della comasca Star. Canavesio si è poi mosso per tentare l'acquisto della Eurofly e, sempre nel settore, si è interessato alla valdostana Air Vallée. Nel mirino anche la Ferrarelle e, per finire, il tentativo di rientrare nel settore del risparmio gestito con l'esame del dossier della Genesi Sim di Napoli. Ma a essergli costato caro è stato il tentativo di sfondare in Svizzera con la Creditwest e una rete di promotori per collocare una famiglia di fondi battezzati Carlo Magno.
    Venne così cooptata, per poco, Patrizia Misciattelli, già Bnl Investimenti, e coinvolti anche esperti di analisi tecnica come Gaetano Oteri, ma anche uomini di mercato come Gianluca Marano, e di finanza, come Ruggero Cantaluppi. L'iniziativa sembra sia stata stroncata da una segnalazione anonima alla Consob che a sua volta avrebbe interessato la Commissione federale delle banche. Di qui al carcere "La Stampa" di Lugano, per Canavesio, il passo è stato breve. Fonti vicine al sistema bancario elvetico si dicono certe del fatto che Canavesio non abbia mollato la presa. E aggirando il recente provvedimento che gli impone fino al 10 dicembre 2009 di non rientrare in Svizzera, pare stia riorganizzando la sua rete. Questa volta da Como.

  2. #12
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    Predefinito Rif: Massimo Canavesio, un uomo un mito

    Fallimento Finpart - Per la Star spunta un finanziere famoso per i crac
    October 28, 2005 by Admin

    Finpart, tensione e timori sul futuro della «Star» L'ipotesi che il finanziere Canavesio possa rilevare la stamperia ha già messo in allarme dipendenti e manager Il sindacato avverte: siamo allarmati, qui rischiano di perdere il posto 140 famiglie, chiediamo imprenditori sericomo Anche solo l'ipotesi di un ritorno di Massimo Canavesio, il finanziere torinese noto per i suoi crac e i fallimenti di aziende tessili, spaventa i dipendenti della Star di Oltrona di San Mamette. Dopo la decisione del tribunale di Milano che ha decretato il fallimento della Finpart sale il timore che l'azienda tessile possa finire nelle mani del finanziere. E cresce anche la paura all'interno dell'azienda di poter perdere da un giorno all'altro il posto di lavoro come è avvenuto per i dipendenti della Tessitura Orsenigo di Figino Serenza e per quelli della Multipla in provincia di Varese. Ieri le Rsu hanno deciso di parlare sia pur in forma anonima sulla situazione della Star. «Siamo estremamente allarmati perché qui rischiano di perdere il posto 140 famiglie - ha detto un rsu della Star -. Se arrivasse Canavesio sarebbero davvero dei guai». L'incertezza nella fabbrica di Oltrona San Mamette regna sovrana anche sulle azioni da intraprendere nell'immediato futuro. Decisiva sarà a questo punto l'assemblea che si svolgerà venerdì 4 novembre alla Star. In quella data i sindacati presenteranno nero su bianco la situazione e decideranno come muoversi. Nel caso fosse confermata la pista Canavesio non è escluso l'immediato ricorso allo sciopero. «Potremmo anche fermare tutto - ha continuato un Rsu - anche se dobbiamo stare molto attenti a non avvantaggiare Canavesio. Il nostro obiettivo è che l'azienda vada in mano a degli imprenditori seri e non personaggi famosi per i loro fallimenti». La situazione rispetto a ieri non è cambiata. Due sono le possibilità al momento per la Star dopo il fallimento di Finpart: la prima è l'amministrazione straordinaria del gruppo Finpart come è avvenuto per Parmalat e Cirio. La seconda è quella del fallimento ordinario. L'amministrazione straordinaria è vista meglio dai sindacati che sono convinti di salvaguardare meglio la Star e tutti i marchi del gruppo da vendite dettate dalla necessità di fare cassa o di estinguere i debiti. La seconda invece potrebbe rimettere in gioco il finanziere torinese. Il curatore fallimentare, una volta nominato, dovrà stabilire quali sono i cespiti da cedere per risanare le perdite e la Star essendo un'azienda sana, potrebbe essere usata come merce di scambio. Canavesio attende forte di un contratto stipulato da una sua società svizzera, la Textile Star holding con Finpart. In quell'intesa il finanziere si disse anche disponibile ad azzerare i crediti che Frette, il marchio che gestisce la Star per conto di Finpart, aveva nei confronti della Stamperia di Oltrona San Mamette. Proprio queste strane operazioni finanziarie hanno insospettito i sindacati di categoria che hanno subito denunciato la stranezza dell'operazione inviando persino una lettera al giudice fallimentare del tribunale di Milano. La bocciatura del piano di risanamento della Finpart potrebbe dunque riaprire una vicenda che stava per concludersi in un nulla di fatto. In un incontro con i sindacati, la proprietà aveva comunicato la volontà di congelare l'accordo. Cgil, Cisl e Uil hanno fatto sapere di essere disposte ad andare fino al curatore fallimentare per spiegare la gravità della situazione dando così inizio ad un braccio di ferro con la nuova proprietà in caso l'azienda finisse nelle mani di Canavesio. Mario Cagnetta

    l'intervista Rosalba Cicero segretaria Filtea Cgil como «Non passeranno ipotesi strane»

    como «Se Canavesio ritorna in gioco per l'acquisto della Star troverà contro tutto il sindacato e i lavoratori». Il segretario della Filtea-Cgil di Como, Rosalba Cicero, non vuole nemmeno prendere in considerazione che un'azienda sana come la stamperia «Star» possa passare nelle mani di un finanziere noto ai più per i fallimenti di due imprese tessili come la tessitura Multipla in provincia di Varese e la tessitura Orsenigo, poi diventata l'Altro Tema, di Figino Serenza. E annuncia una serie di iniziative per bloccare sul nascere un'operazione rischiosa che potrebbe mettere in pericolo 140 lavoratori. Allora, la Finpart è fallita. E l'amministratore dellegato della Star ha di fatto aperto a tutte le ipotesi, compresa quella di Canavesio. Siete preoccupati? «Se le cose stanno veramente così siamo di fronte ad un classico rimescolamento delle carte. Abbiamo detto no sin da subito alla vendita dell'azienda a Canavesio, e ci siamo mossi su tutti i fronti chiedendo incontri con la proprietà per informarla sulla pericolosità dell'operazione. Allora i vertici ci rassicurarono dicendoci che, sebbene la trattativa non fosse chiusa sotto il profilo formale, avrebbero rescisso il contratto. Adesso rischiamo invece di essere punto e a capo. È chiaro che se ritorna l'ipotesi Canavesio ci troverà contro». Perché siete contro questa la vendita al finanziere torinese? «La riteniamo un'operazione non chiara da parte di una società che non c'entra nulla con il tessile e di cui non è chiara la natura e nemmeno la finalità. Non dimentichiamoci di quanto è successo alla tessitura Orsenigo di Figino Serenza». Che cosa avreste preferito che accadesse? «La soluzione migliore sarebbe stata quella in cui il tribunale avesse accettato il piano presentato dall'azienda. Da lì poi si sarebbe provveduto alla cessione della Star a una cordata di imprenditori seri locali che proseguisse un'attività molto redditizia». Se invece sarà confermata la vendita a Canavesio come vi muoverete? «Ci metteremo di traverso come sindacati come del resto abbiamo fatto nei mesi passati quando Canavesio aveva in mano la tessitura Orsenigo. Il nostro obiettivo è fare in modo che la Star finisca nelle mani di imprenditori con esperienza nel tessile. Non abbiamo bisogno di azioni di assalto da un punto di vista produttivo. Per questo ci batteremo insieme con chi ci vuole sostenere e sta dalla nostra parte. Di sicuro non siamo gli unici nel territorio a pensarla così. Il rilancio del settore tessile è fondamentale per l'economia comasca e di sicuro passa anche da un impegno dal punto di vista etico degli imprenditori». M. Cagn.

    il default

    Nel luglio 2004 la Finpart non rimborsa due obbligazioni per totali 229,5 milioni di euro, in mano ai seimila risparmiatori. Cerruti e il brand Cerrutti 1881 è sempre stato il cavallo di battaglia della holding.

    il crollo

    Il gruppo tessile tenta il rilancio: al via un piano di cessione per Pepper, Cerruti e Frette. Nuovo equity sui debiti, rimborsi ridotti e più «lunghi». Ma il piano di salvataggio viene sospeso.

    la provincia di como

    Fallimento Finpart - Per la Star spunta un finanziere famoso per i crac | www.infonodo.org

  3. #13
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    Predefinito Rif: Massimo Canavesio, un uomo un mito

    Notizia del 26/07/2006 - 08:44

    CHIASSO
    Arrestato il direttore della Creditwest



    CHIASSO - Il Giar Edy Meli ha confermato in serata l'arresto del direttore della Creditwest coinvolto nell'ambito dell'inchiesta riguardante due società finanziarie con sede a Chiasso, la Creditwest appunto e la Santavalentina. L'uomo arresttato è il cinquantenne Massimo Canavesio, domiciliato a Torino ma residente nella zona di confine con precedenti penali per reati finanziari in Italia. Le ipotesi di reato di Canavesio vanno dalla truffa all’appropriazione indebita ed all’amministrazione infedele.

    L'inchiesta è condotta dal procuratore pubblico Giuseppe Muschietti. Intanto Massimo Canavesio ieri sera è stato trasferito dalle carceri pretoriali di Mendrisio al penitenziario della Stampa.

    Ticinonline

  4. #14
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    Predefinito Rif: Massimo Canavesio, un uomo un mito

    Alla Multipla 75 in cassa integrazione. E da oggi iniziano i presìdi
    L’inizio del presidio – "assemblea permanente", come preferiscono chiamarla dal sindacato - da parte dei lavoratori della tessitura Multipla di Germignaga si è deciso nella mattina di oggi, lunedì 6 gennaio, in un’assemblea che ha visto la partecipazione di sindacati e lavoratori, oltre al sindaco Garagnani. Al "rientro" dalla pausa natalizia, quindi, si è realizzato quanto profilatosi nel corso delle ultime settimane: il tira e molla tra i sindacalisti della CGIL Filtea e la proprietà facente capo al torinese Massimo Canavesio non ha dato i risultati sperati. Gli stipendi del mese di novembre e dicembre, oltre alla tredicesima e ai TFR non verranno corrisposti, o almeno così pare. Ampio sconforto tra i lavoratori, che tuttavia non si danno per vinti, reagendo mediante l’organizzazione di presìdi all’interno della fabbrica a difesa della proprietà aziendale.
    L’unica decisione emersa dall’incontro di stamani consiste nell’ampliamento della cassa integrazione già attuata dal mese di novembre per circa 25 operai della torcitura, e che ora è stata applicata a tutti i 75 dipendenti della Multipla.
    Telai fermi, quindi, anche se nei prossimi giorni, probabilmente giovedì mattina, è in programma un’altra assemblea, nella quale i dipendenti sperano per l’ennesima volta di incontrare la proprietà che ha disertato diversi incontri, compreso quello di stamani.
    "Da un incontro coi vertici aziendali – ha fatto sapere Antonio Ciraci della CGIL Filtea – è risultato emergere uno spiraglio per il pagamento degli arretrati che potrebbero venir corrisposti in tre tranches: il 31 gennaio, il 15 di febbraio e il 28 febbraio. Non è tuttavia possibile definire con certezza se la proprietà ottempererà a queste scadenze. Inoltre, da un’ulteriore comunicazione telefonica si è appreso che la proprietà è pronta a offrire giovedì un anticipo di circa 600 euro per ciascun lavoratore. Anche in questo caso è necessario attendere la prossima riunione per verificare quanto attendibili siano queste promesse".
    Intanto l’assemblea permanente dei dipendenti continua con turni di 3-4 ore all’interno della fabbrica, 24 ore su 24.

    Andrea Camurani

    Germignaga - multipla

  5. #15
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