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Discussione: 20 settembre 1870

  1. #1
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    Predefinito 20 settembre 1870

    La data più bella, la data più sensuale, la data della fine del Papato e del reazionarismo in Italia (per poco).

    Evviva Garibaldi, evviva i bersaglieri, evviva la breccia di Porta Pia, evviva i Savoia, evviva Mazzini!

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  2. #2
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    Predefinito Re: 20 settembre 1870

    Purtroppo i poteri forti lo hanno restaurato come utile instrumentum regni per rivolte reazionarie, colpi di stato e rincretinimento di massa.

    Inviato dal mio HUAWEI VNS-L31 utilizzando Tapatalk

  3. #3
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    Predefinito Re: 20 settembre 1870

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    La data più bella, la data più sensuale, la data della fine del Papato e del reazionarismo in Italia (per poco).

    Evviva Garibaldi, evviva i bersaglieri, evviva la breccia di Porta Pia, evviva i Savoia, evviva Mazzini!
    Però ringrazia anche Cavour che ha eliminato "Il braccio secolare della Chiesa" visto che prima del 1870 si applicava l'art 144 del CPP al precetto domenicale!
    Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal

    Il più redditizio dei commerci è comprare gli uomini per quello che valgono e rivenderli per quello che credono di valere

  4. #4
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    Predefinito Re: 20 settembre 1870

    fa ancora caldo, molto caldo in Italia si vede!
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  5. #5
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    Predefinito Re: 20 settembre 1870

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    La data più bella, la data più sensuale, la data della fine del Papato e del reazionarismo in Italia (per poco).

    Evviva Garibaldi, evviva i bersaglieri, evviva la breccia di Porta Pia, evviva i Savoia, evviva Mazzini!
    C'è poco da festeggiare : il Vaticano ha annesso il regno d'Italia, con conseguenze nefaste che paghiamo ancora oggi.

  6. #6
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    Predefinito Re: 20 settembre 1870

    Giorno di festa per i massoni
    Peraltro azione vigliacca
    krasotkin likes this.

  7. #7
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    Predefinito Re: 20 settembre 1870

    Citazione Originariamente Scritto da L'anticristo Visualizza Messaggio
    C'è poco da festeggiare : il Vaticano ha annesso il regno d'Italia, con conseguenze nefaste che paghiamo ancora oggi.
    ottima questa...approvo!
    Almeno prima avevano il loro staterello e se ne stavano fuori dai cojones , ora ammorbano da decenni tutto il paese!
    L'anticristo likes this.

  8. #8
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    Predefinito Re: 20 settembre 1870

    Citazione Originariamente Scritto da Berengario Visualizza Messaggio
    Giorno di festa per i massoni
    Peraltro azione vigliacca
    Giorno di festa delle persone intelligenti.
    Condorcet likes this.

  9. #9
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    Lightbulb Re: 20 settembre 1870

    20 SETTEMBRE 2018: VIGILIA di San Matteo apostolo, Centenario dell’impressione delle Stimmate di Padre Pio (20 settembre 1918); SANT’EUSTACHIO E COMPAGNI, MARTIRI…
    Siano anatemizzati gli autori della breccia di Porta Pia ed i loro vecchi e nuovi simpatizzanti: anti-cattolici di ogni tendenza (settari atei, agnostici, massoni, protestanti, giudei ed i loro più infami collaborazionisti, gli usurpatori neo-modernisti vaticano-secondisti) nemici esterni od interni dell'Unica vera Chiesa fondata da NSGC: una, santa, cattolica ed apostolica fuori dalla quale non v'è salvezza!!
    Viva lo Stato Pontificio, Viva Pio IX, Viva l’ultimo Papa-Re e tutti i veri e legittimi Papi fino a Pio XII in attesa di una futura e piena restaurazione in atto del Papato!!!




    «20 SETTEMBRE SANT' EUSTACHIO E COMPAGNI, MARTIRI.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 20 settembre. Sant'Eustachio e Compagni, martiri
    http://www.unavoce-ve.it/pg-20set.htm

    «21 SETTEMBRE SAN MATTEO, APOSTOLO ED EVANGELISTA.»
    Guéranger, L'anno liturgico - San Matteo, Apostolo ed Evangelista
    http://www.unavoce-ve.it/pg-21set.htm




    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0f&oe=5C17A7A2





    "SANT'EUSTACHIO E COMPAGNI
    Martiri.
    Doppio.
    Paramenti rossi.
    http://www.unavoce-ve.it/pg-20set.htm

    «La leggenda, scrive il Card. Schuster (Liber Sacramentorum, Vol. VIII, p. 261), ha deformato assai stranamente questo celebre vescovo d'Antiochia, le cui lodi furono già intessute da san Giovanni Crisostomo e da Severo, ed il culto del quale, al dir di Prudenzio, nel secolo IV era divenuto popolarissimo anche in Occidente. Eustachio, o meglio Eustazio, morì in esilio a Traianopoli in Tracia; ma nel 484, il vescovo Calandione ne fece ricondurre le ossa ad Antiochia.
    Un altro Santo di questo nome viene ricordato nel Geronimiano il 16 luglio; e finalmente un terzo, che fa parte d'un gruppo di Martiri così detti di Sebaste, venerati in Roma il 13 dicembre.
    Tra questi vari Martiri è intervenuta non poca confusione: e il forte vescovo d'Antiochia finì per divenire attraverso la leggenda, valoroso capitano e buon padre di famiglia, con moglie e figli, anch'essi Martiri entro un toro infocato».
    Eustachio, che da pagano si chiamava Placido, fu un soldato Romano martirizzato assieme alla sua famiglia - la moglie Teopista e i figli Teopisto e Agapio - al tempo dell’Imperatore Adriano. Furono arsi all’interno di un bue di bronzo arroventato. Secondo la tradizione la sua conversione avvenne a caccia: inseguiva un cervo di rara bellezza e grandezza e quando questo si fermò sopra una rupe e si volse verso di lui, aveva tra le corna una croce luminosa e sopra la figura di Cristo che gli disse: “Placido perché mi perseguiti? Io sono Gesù che tu onori senza sapere”. Sant'Eustachio è uno dei quattordici Santi Ausiliatori.
    • Eustachio, nominato anche Placido, celebre fra i Romani per nascita, ricchezze e gloria militare, meritò, sotto l'imperatore Traiano, il titolo di maestro della milizia. Esercitandosi un giorno a caccia e inseguendo un cervo di straordinaria grandezza che fuggiva, fermatosi all'improvviso l'animale, egli vide fra le sue corna un'immagine grandiosa e splendente di Cristo Signore confitto in croce. Sentendosi incitato da questa voce alla preda della vita immortale, diede il nome alla milizia cristiana insieme colla sposa Teopista e i due piccoli figli Agapito e Teopisto.
    Ritornato bentosto, come gli aveva ordinato il Signore, sul posto della visione avuta, sentì predirsi da lui quanto avrebbe dovuto soffrire quindinnanzi per la sua gloria. Poco dopo sostenne con pazienza ammirabile incredibili calamità sì da essere ridotto in breve tempo alla più squallida miseria. Costretto a fuggire di nascosto, con strazio si vide miseramente rapire nel viaggio prima la moglie, e poi anche i figli. Oppresso da tante prove, dimorò per lungo tempo nascosto in una lontana regione, finché confortato da una voce celeste e richiamato da Traiano per una nuova guerra, fu di nuovo messo a capo delle truppe.
    In quella spedizione ricuperati inaspettatamente i figli insieme colla moglie, entrò in Roma vincitore tra le acclamazioni di tutti. Ma di lì a poco ricevuto ordine di sacrificare ai falsi dèi per la riportata vittoria, si rifiutò energicamente. Dopo essersi cercato invano con vari mezzi di fargli rinnegare la fede di Cristo, venne esposto colla moglie e coi figli ai leoni. Ma questi si mantennero mansueti, onde l'imperatore irritato, fece rinchiudere quelli in un toro di bronzo arroventato, donde, terminando il martirio al canto delle divine lodi, se ne volarono alla felicità eterna il 20 di Settembre. I loro corpi sepolti religiosamente dai fedeli, vennero poi ritrovati intatti e trasferiti nella chiesa eretta sotto il loro nome.
    SANTA MESSA
    • Omelia di sant'Ambrogio vescovo.
    Libro 5 su Luca, cap. 6, dopo l'inizio.

    Fate bene attenzione a tutto, al modo in cui sale con i discepoli e discende alle folle. In che modo infatti la folla poteva vedere Cristo se non in basso? Non lo segue sulle altezze, non sale ai vertici. Pertanto dove discende, trova gli infermi: sulle altezze infatti non ci possono essere infermi. Indi anche Matteo insegna che i debilitati furono sanati nei luoghi inferiori. Prima difatti va sanato ciascuno in modo che possa ascendere al monte pian piano con le forze che crescono; e quindi sana ciascuno nei luoghi inferiori, cioè, li richiama dalla lussuria, rimuove il danno della cecità. È sceso alle nostre ferite: affinché, con un certo uso ed abbondanza della sua natura, ci faccia essere compartecipi del regno dei cieli.
    Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. San Luca pose soltanto quattro beatitudini del Signore, mentre san Matteo otto: ma in quelle otto ci stanno queste quattro, ed in queste quattro quelle otto. Questi infatti ha come abbracciato le quattro virtù cardinali: quello in quelle otto ha rivelato un numero mistico. Infatti molti Salmi hanno l'iscrizione "per l'ottava": e ricevi ordine di metterti in grado di partecipare in qualche modo a queste otto beatitudini. Come infatti l'ottava è la perfezione della nostra speranza, così l'ottava è la somma delle virtù.
    Ma prima guardiamo a quelle che sono più grandi. Beati, disse, i poveri, perché vostro è il regno di Dio. Entrambi gli evangelisti posero questa beatitudine. Infatti è la prima in ordine, è una madre e la generazione delle virtù: poiché chi avrà disprezzato le cose del mondo, egli meriterà la vita eterna: né può alcuno meritare il regno dei cieli, che, oppresso dal desiderio del mondo, non ha la capacità di emergere."
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...rtiri.html?m=1
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ec&oe=5C2B9F05





    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELLA DEDICAZIONE DI SAN MICHELE ARCANGELO, PATRONO DELLA CITTÀ E DEL REGNO DI NAPOLI. (20 - 28 Settembre).

    ℣. Deus, ☩ in adiutorium meum intende.
    ℞. Domine, ad adiuvandum me festina.
    Gloria Patri.
    [℣. Provvedi, ☩ o Dio, al mio soccorso.
    ℞. Signore, affrettati ad aiutarmi.
    Gloria al Padre.]
    Primo giorno.
    Gloriosissimo arcangelo San Michele, che pieno di fede, di umiltà, di riconoscenza, d'amore, lungi dall'aderire alle suggestioni del ribelle Lucifero, o di intimidirvi alla vista degl'innumerabili suoi seguaci, sorgeste anzi pel primo contro di lui, ed animando alla difesa della causa di Dio tutto il restante della Corte celeste, ne riportaste la più completa vittoria, ottenetemi, vi prego, la grazia di scoprire tutte le insidie, e resistere a tutti gli assalti di questi angeli delle tenebre, affinché, trionfando a vostra imitazione dei loro sforzi, meriti di risplendere un giorno sopra quei seggi di gloria da cui furono essi precipitati per non risalirvi mai più.
    Gloria Patri.
    ℣. Ora pro nobis, sancte Michaël Archangele.
    ℞. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
    Oremus.
    Da nobis, omnipotens Deus, beati Michaëlis Archangeli honore ad summa proficere; ut cujus in terris gloriam prædicamus, ejus quoque precibus adjuvemur in cœlis.
    Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.
    ℞. Amen.
    [℣. Prega per noi, o San Michele Arcangelo.
    ℞. Affinché siam fatti degni delle promesse di Cristo.
    Preghiamo.
    Concedi a noi, Onnipotente Dio, di progredire alle cose somme in onore di San Michele Arcangelo; come noi predichiamo la sua gloria in terra, noi siamo sostenuti anche dalle sue preci in cielo.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    ℞. Amen.]
    Giaculatoria a San Michele Arcangelo.
    O glorioso, o forte
    Arcangiol San Michele,
    Siatemi in vita e in morte
    Proteggitor fedele. »
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...35&oe=5C19E6F3






    «VIGILIA DI SAN MATTEO
    Apostolo ed Evangelista.

    Paramenti violacei.
    Galileo di nascita, Matteo prima della conversione, si chiamava Levi ed era pubblicano. Questa professione, che consisteva nell'esigere le imposte per i Romani, era molto odiosa ai Giudei, ai quali ricordava la loro sudditanza. Generalmente duro ed avaro, il pubblicano era considerato dai Farisei come il tipo del peccatore. Così la Chiesa fa risaltare la parte di Gesù come medico delle anime, che egli chiamava alla penitenza (Vangelo).
    SANTA MESSA
    • Omelia di sant'Ambrogio Vescovo.
    Libro 5 Commento al cap. 5 di Luca dopo il principio.

    Tutto è misterioso in questa vocazione del pubblicano, che Gesù invita a seguirlo non tanto col moto del corpo, quanto col movimento dell'anima. Così costui, la cui avarizia e durezza facevano per l'innanzi volgere a proprio profitto il salario dei mercenari, la fatica e il pericolo dei marinai, chiamato con una parola, abbandonò i propri beni, lui, che rubava i beni altrui; e lasciando quel miserabile banco, cammina col passo fermo della volontà al seguito del Signore. E gli prepara ancora un gran banchetto; perché chi riceve Cristo nella casa del suo cuore, si nutre di quanto v'ha di più delicato e si sazia pienamente di delizie.
    P.S. La commemorazione della Vigilia di san Matteo, Apostolo ed Evangelista, è già presente nel link della Santa Messa di sant'Eustachio e Compagni, Martiri.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ac&oe=5C278C7E








    Sant'Eustachio - Sodalitium
    «20 settembre, Sant’Eustachio Martire.

    “A Roma la passione dei santi Martiri Eustachio e Teopista sua moglie, coi due figli Agapito e Teopisto, i quali, sotto l’imperatore Adriano, condannati alle fiere, ma per divino aiuto rimasti illesi, da ultimo, chiusi in un bue di bronzo infuocato, compirono il martirio”.
    “Le nostre prove, o Martiri, in confronto alle vostre sono trascurabili! Otteneteci di non ingannare la fiducia del Signore, quando ci chiama a soffrire per lui in questo mondo. La gloria del cielo vale tutto questo. Come potremmo trionfare con il Dio degli eserciti, se non avessimo marciato sotto le sue insegne? Sua insegna è la Croce, la Chiesa lo sa e non si lascia turbare da alcun eccesso, sapendo che lo Sposo veglia, anche quando pare dormire, e confida nella protezione dei suoi figli già pervenuti alla gloria … Roma vi guarda con amore: vendicate le audacie dell’inferno e salvatela” (Dom Gueranger).” .»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-300x226.jpg







    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Eterno Padre, intendo onorare i santi Eustachio e famiglia Martiri, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questi santi, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Eustachio e famiglia Martiri possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»





    http://www.radiospada.org/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “20 SETTEMBRE 2018: SANT' EUSTACHIO E COMPAGNI, MARTIRI.
    Martirio e vita cristiana.

    La Passione di sant'Eustachio narra che fu chiuso con la moglie e due figli, dentro un grosso bue di bronzo arroventato. In tale modo avrebbe raggiunto la palma del martirio. Il racconto di questa Passione dagli storici non è accettato e noi ci fermeremo sopra un passo di san Cipriano relativo al martirio.
    "Dio non promette ricompensa soltanto a coloro che sostengono il martirio, ma anche a coloro che conservano la fede integra e pura, perché ogni cristiano, che lascerà ciò che possiede, per seguire Gesù Cristo, sarà elevato al rango dei martiri. Lo dice nell' Apocalisse: 'Vidi le anime di quelli che sono morti rendendo testimonianza a Gesù e alla parola di Dio e non hanno adorato la bestia, né la sua immagine, e son vissuti e hanno regnato con Gesù Cristo'. Egli dice che non solo quelli che hanno sofferto la morte vivranno e regneranno con Gesù Cristo, ma tutti quelli che resteranno fermi nella fede, conserveranno il timor di Dio, non obbediranno agli ordini della bestia, né l'adoreranno. Chi non si impegnerebbe, per giungere ad una gloria così splendente, per divenire l'amico di Dio e godere con Cristo alla fine di questa vita?
    Questo il tema che deve occupare la nostra mente, questo dobbiamo meditare giorno e notte. Se la persecuzione trova un soldato di Gesù ben disposto dai suoi alti pensieri, un cuore così armato per il combattimento non sarà mai sopraffatto e, se Dio lo chiama prima che la persecuzione venga, una fede così ben preparata per il martirio non resterà senza ricompensa, perché Dio, che è giudice giusto, non guarda il tempo e, se in tempo di persecuzione premia il coraggio, in tempo di pace premia la virtù e la buona volontà". (San Cipriano, Esortazione al martirio).
    Preghiera.

    Le nostre prove, o Martiri, in confronto alle vostre sono trascurabili! Otteneteci di non ingannare la fiducia del Signore, quando ci chiama a soffrire per lui in questo mondo. La gloria del cielo vale tutto questo. Come potremmo trionfare con il Dio degli eserciti, se non avessimo marciato sotto le sue insegne? Sua insegna è la Croce, la Chiesa lo sa e non si lascia turbare da alcun eccesso, sapendo che lo Sposo veglia, anche quando pare dormire, e confida nella protezione dei suoi figli già pervenuti alla gloria ... Roma vi guarda con amore: vendicate le audacie dell'inferno e salvatela.
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1095-1096.
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...03&oe=5C2C654E





    “Il destino di Roma, nella elezione divina di una città fra tutte come sede del Pastore dell’unico ovile di Cristo, è il destino dell’unità umana,invocata dal Redentore, alla vigilia della sua passione e del suo trionfo [...]. E noi Cristiani [...] nella immagine dell’antica Roma idolatra, che si fa madre dei popoli e fa suoi figli e cittadini i figli stessi dei barbari, - fecisti patriam diversis gentibus unam (Cl. Rutilio Namaziano, De Reditu, I, I, c. I, 63) -, riconosciamo l’anticipata visione della Roma Cristiana, madre di tutte le Chiese e patria comune di tutti i figli di Dio, preordinati dalle acque del battesimo e dalla grazia rigeneratrice a cittadini di quella superna Roma onde Cristo è Romano (Purg., XXXII, 102). (Cardinale Eugenio Pacelli)”

    "20 settembre 2018: VIGILIA di San Matteo apostolo."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...2b&oe=5C2ACF99





    “Centenario dell’impressione delle Stimmate di Padre Pio (20 settembre 1918).

    «Non posso immaginare quali sostanze permettano di tenere aperte le ferite per cinquant'anni, impedendone la naturale evoluzione [...] Più si studia l'anatomia e la fisiopatologia delle lesioni, più ci si rende conto che una ferita non può rimanere aperta com'è accaduto invece per le stimmate di Padre Pio, senza complicazioni, senza conseguenze per i muscoli, i nervi, i tendini. Le dita del frate stimmatizzato erano sempre affusolate, rosee e pulite: con ferite che trapassavano il palmo e sbucavano sul dorso della mano, avrebbe dovuto avere le dita gonfie, tumefatte, rosse, e con un’importante impotenza funzionale. Chi subisce lesioni come quelle, ha le dita rattrappite con sensibilità alterata. Per Padre Pio, invece, le evidenze contrastano con la presentazione e l’evoluzione di una ferita così ampia, quale ne sia stata la causa iniziale. Questo è ciò che dice la scienza».
    (Professor Ezio Fulcheri, docente di anatomia patologica all'università di Genova e di paleopatologia all'università di Torino)”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...52&oe=5C63161B





    “Il 20 settembre 530 San Bonifacio II viene esaltato al Sommo Pontificato.”

    “19, 21 e 22 settembre: Quattro Tempora di settembre ---> digiuno e astinenza.”
    https://www.radiospada.org/2016/09/l...-di-settembre/
    https://www.radiospada.org/2014/03/l...cco-le-regole/


    “Era il 19 settembre 1870.
    Le truppe italiane avevano completato l’investimento della città eterna, e l’ultimo atto del dramma cominciato nel 1859 stava per recitarsi; il sacrifizio stava per consumarsi. Sempre fedeli alla nostra divisa, noi speravamo contro ogni speranza, domandavamo a Dio un miracolo! Io aveva ricevuto il comando alla porta di S. Giovanni in Laterano, quando fui avvertito che il Santo Padre entrava alla Scala Santa.Non esagero: sembravami che intorno alla fronte del nostro augusto Pontefice risplendesse l’aureola dei Santi e dei Martiri. Ognuno aveva coscienza che stesse per compiersi alcun che di straordinario. Giunto all’ultimo gradino dopo essersi curvato a baciare la Croce che segna la traccia del Sangue del Salvatore, il Santo Padre, levando le braccia come Mosè alla vista della terra di Canaan, rivolse questa preghiera al Dio degli eserciti: «O tu, gran Dio, mio Salvatore, tu di cui io sono il servo dei servi, tu di cui io sono l’umile rappresentante, tu supplico, per questo prezioso Sangue, caduto al tuo divin Figlio in questi luoghi stessi, e del quale io sono il supremo dispensatore; ti supplico, pei tormenti, pel supplizio del tuo divin Figlio che salì volontariamente questa scala di obbrobrio, per offrirsi in olocausto dinanzi a Cesare, dinanzi a quel popolo che lo insultava e pel quale andava a morire sopra una croce infame , oh! ti prego, abbi pietà del tuo popolo e della tua Chiesa, tua diletta figlia. Sospendi il tuo corruccio, la tua giusta ira. Non permettere a mani infami di venire a contaminare la tua dimora. Perdona al mio popolo, che è tuo, che ha fatta rossa del suo sangue questa terra benedetta. E se una vittima si richiede, o mio Dio! prendi il tuo indegno servo, il tuo indegno rappresentante! Pietà, mio Dio! pietà, te ne prego; mi checché avvenga, sia fatta la tua santa volontà!». Noi tutti piangevamo. Mai più non assisterò ad una scena tanto sublime e straziante ad un tempo. Aspettai il Santo Padre sulla porta, e, avendo fatto schierare i miei in ordine di battaglia, pregai il Pontefice di benedirci... Le donne del popolo gli afferravano le mani, sì avvinghiavano alla sua sottana, gridando: «Coraggio, Santo Padre coraggio!»
    (Da: Pio IX ad Imola e Roma. Memorie inedite di Francesco Minocchieri, pubblicate ed illustrate a cura di Antomaria Bonetti, Napoli 1892, Stab. Tip. Librario di A. & Salv. Festa, pagg.178-185)”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...67&oe=5C2107EE

    “20 settembre 1870 -2018: 148° Anniversario della sacrilega invasione della città santa di Roma e distruzione dello Stato dello Chiesa. Anche Radio Spada abbruna le sue bandiere.”

    https://www.radiospada.org/2018/09/n...one-dei-buoni/

    «Il 18 settembre 1858, 160 anni fa, Giuseppe Sarto riceveva l’Ordinazione sacerdotale nel Duomo di Castelfranco V.to dalle mani di mons. A. Farina, Vescovo di Treviso. Nel 1908, in occasione del suo Giubileo sacerdotale, l’umile figlio di Riese divenuto Papa col nome di Pio X rivolgeva una memorabile esortazione al clero cattolico.
    Il documento, scritto di suo pugno, è l’espressione della sua anima sacerdotale. “Possano le parole ardenti del santo Pontefice, per undici anni Vicario di Cristo sulla terra, ristorare, rafforzare e rendere permanenti nei cuori di tutti i sacerdoti gli insegnamenti fondamentali contenuti in questa parole” (Card. Bourne, Arcivescovo di Westminster). »
    https://i1.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=960&ssl=1
    «HAERENT ANIMO
    ESORTAZIONE APOSTOLICA DI PAPA PIO X
    AL CLERO CATTOLICO
    IN OCCASIONE DEL 50° ANNIVERSARIO DEL SUO SACERDOZIO.»


    “Gesta Romanorum: XX settembre 1870 – XX settembre 2017 di Alessandro Luciani.

    20 settembre 1870, Roma. In ranghi stretti e con le armi in pugno un gruppo di uomini tratteneva il respiro e osservava le mura aureliane dall’interno. In mezzo a quei ranghi c’erano uomini che avevano visto pochi inverni e altri che ne avevano visti molti, tutti stringevano nelle loro mani il remington in dotazione con incise le chiavi di San Pietro, quasi come fosse un sostegno al quale aggrapparsi. Tutti erano lì, forse molti erano inadeguati, ma tutti erano pronti ad affrontare ciò che cannoneggiava le mura aureliane. In mezzo a quei ranghi non tutti vivevano a Roma o vi erano nati, alcuni parlavano tedesco, altri francese, altri italiano, tutti però erano giunti nel lato interno dei confini più antichi d’Europa, tutti erano lì a trattenere il respiro, alcuni impauriti e altri concentrati in Dio, pronti a difendere quei confini e la cattedra di verità che custodivano.
    Poi un boato e le truppe piemontesi oltrepassano Porta Pia, la battaglia ha quindi inizio mentre ai confini della civiltà si ergono ancora una volta un gruppo di uomini cattolici, romani, anche se non tutti “italiani”… «Fermi ognuno al proprio posto, premendo con gli scudi, combattevano senza prendere il respiro e senza guardarsi indietro; […] avevano come obiettivo l’estrema stanchezza o la notte» (Tito Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 38.)
    La breccia sulla quale combatterono quegli uomini non era solo materiale ma anche metafisica: la Roma cristiana, massima sede della Chiesa di Dio, veniva violata e occupata dai suoi nemici, accoliti del tricolore giacobino, i quali con un atto di violenza criminale strapparono al Romano Pontefice la sua indipendenza, la sua autorità civile, il suo impero, al quale anche i Cesari si sottomettevano volontariamente.
    L’Imperatore Costantino infatti con la fondazione di Costantinopoli lasciò Roma a Papa San Silvestro I, al medesimo Pontefice e ai suoi successori lasciò le insegne imperiali, i calzari rossi simbolo della dignità imperiale (che solo l’Imperatore poteva indossare) e dodici pretoriani armati di fasci littori, a disposizione – secondo la tradizione e le leggi di Roma – solo di chi deteneva il potere di impero. E’ dunque così che Costantino professa davanti alla neonata Cristianità un principio fondamentale: la sovranità civile, oltre che spirituale e dottrinale, del Papa, Pontefice Massimo, Re-sacerdote di Roma. Costantino non cede attraverso un atto giuridico e scritto al Papa la sua autorità civile ma vi si sottomette, poiché il Pontefice Romano è sulla terra l’origine di ogni giurisdizione e la sua autorità temporale non è determinata dalle concessioni dei sovrani del mondo ma proviene da Dio stesso, unica e comune origine dell’autorità civile e di quella spirituale (cfr Rm XIII, 1). Questo principio, rigettato dalla modernità e dallo Stato sabaudo, porta l’esercito piemontese sedicente “italiano” a cannoneggiare le mura aureliane e a disconoscere con le sue azioni che il Dio del quale il Papa è vicario sulla terra sia lo stesso che concede ai sovrani il diritto di regnare, non un altro.
    Ecco dunque il principio della modernità civile e dello “Stato italiano” e laico: la Gnosi. Fu quest’ultima a fare la breccia di Porta Pia, che fu prima di tutto breccia dell’odio contro Dio e la Sua Chiesa nei cuori di chi la fece, breccia antesignana di quella vaticana del Conciliabolo Vaticano II operata dalle medesime forze liberali e gnostiche. Così come la gnosi ,sotto la cui bandiera combatteva e combatte tutt’ora lo stato italiano/piemontese, mutò la concezione dell’autorità civile, così la stessa gnosi conciliare muterà la concezione della sua origine che è Dio: Egli infatti dopo la seconda breccia non è più esterno all’uomo, ma interno. Dio infatti, secondo la nuova dottrina vaticana, non è più dentro il Tabernacolo dell’altare, realmente presente, ma realmente presente dentro ogni uomo (la liturgia bugninian-montiniana stessa ce lo lascia intendere): da qui procede la logica conseguenza della libertà religiosa, dell’ecumenismo, della salvezza anche fuori dalla Chiesa, del Modernismo e dunque della breccia della città terrena – quella dell’amore di sé portato fino al disprezzo di Dio – nella città di Dio – quella dell’amore di Dio fino al disprezzo di sé – ,una breccia di cui quella di Porta Pia era una premessa, un passaggio necessario e non il fine ultimo.
    20 settembre 2017, Roma. In ranghi stretti e con le armi in pugno un gruppo di uomini tratteneva il respiro e osservava le mura aureliane dall’interno. In mezzo a quei ranghi c’erano uomini che avevano visto pochi inverni e altri che ne avevano visti molti, non tutti vivevano a Roma o vi erano nati, alcuni parlavano tedesco, altri francese, altri italiano, tutti però erano giunti nel lato interno dei confini più antichi d’Europa, tutti erano lì a trattenere il respiro, alcuni impauriti e altri concentrati in Dio, altri forse inadeguati, ma tutti pronti a difendere quei confini e la cattedra di verità che custodivano. Quegli uomini siamo noi, tutti al confine della romanità e avanguardia della verità in difesa della Cattedra di San Pietro, siamo al confine della nostra anima nella quale la città dell’uomo vorrebbe far breccia, siamo giovani e vecchi, forse inadeguati, ma cattolici e romani. Non tutti quelli che sono con noi sono nati nella città di Roma, ma tutti sono romani, a differenza di chi sbandiera tricolori giacobini indossando camice rosse o nere, di chi apre brecce o le celebra dopo circa un secolo e mezzo.
    Siamo pochi, direte, però «Se pensate che è il numero quello che conta, allora neppure l’intera Grecia basterebbe, perché è poca cosa in confronto alla loro massa. Se invece conta il coraggio, allora anche questi pochi uomini sono sufficienti» (Plutarco, Apophthegmata Laconica).”
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=980&ssl=1

    https://www.radiospada.org/tag/zuavi/

    https://www.radiospada.org/2018/09/2...a-papa-pio-ix/

    «Nota di Radio Spada: da quando siamo nati, nel 2012, commemoriamo ogni anno anche su Radio Spada l’orribile anniversario della breccia di Porta Pia. Anniversario che le obnubilazioni e le pie illusioni concordatarie prima e la melassa omicida del democratismo cristiano avevano contributo a far dimenticare ai cattolici nelle nostre terre. In questo la crisi della Chiesa è stata fatto “provvidenziale” perchè ha permesso ai pochi cattolici fedeli di “riappropriarsi” della gloriosa storia dello stato pontificio e della sua estrema resistenza all’invasione piemontese, nonchè di “rileggerla” alla luce dei tragici fatti “ecclesiali” successivi. Non sappiamo se un futuro Papa riaprirà la Questione romana, sia come problema dell’unità italiana, sia come questione di diritto internazionale: di certo possiamo sin d’ora sperarlo e auspicarlo e pregare perchè ciò avvenga. Viva il Papa Re! (Piergiorgio Seveso – Presidente di Radio Spada).»
    «Lettera degli indiani Coeur d’Alene, datata 1871, indirizzata a Pio IX dopo la Breccia di Porta Pia. (a cura di Charlie Banyangumuka)
    “Clementissimo Padre non è temerarietà, ma amore quello che ci spinge a scriverVi. Noi siamo, è vero, la più infima di tutte le tribù indiane, mentre Voi siete il più grande fra gli uomini viventi. Ma Voi siete stato il primo ad aver gettato uno sguardo di compassione su di noi. Sì, Padre Santo, ancora trenta inverni fa noi eravamo un popolo selvaggio, miserabile sia nell’anima che nel corpo, fino a che Voi non ci mandaste il grande Saio Nero, Padre De Smet che, grazie al Battesimo, ci fece diventare figli di Dio. Noi eravamo ciechi e Voi lo mandaste ad aprirci gli occhi. Molti di noi brancolavano ancora nelle tenebre, quando Padre De Smet partì da noi; allora Voi mandaste un altro Saio Nero, il nostro buon Padre Nicholas Point, che venne quaggiù, visse insieme a noi e ci destò, guidandoci sul sentiero che conduce al Paradiso. E quanti altri Padri non ci avete dato per insegnare a noi e ai nostri figli la legge di Dio e per renderci Cristiani migliori? Perciò, Padre Santo, avendo sentito che Voi Vi trovate ora nell’afflizione, vogliamo ringraziarvi della Vostra carità ed esprimerVi il nostro grande amore e il nostro intenso dolore nell’apprendere che alcuni vostri malvagi figli seguitano a causarVi sofferenze, dopo avervi privato della Vostra stessa casa. Sebbene siamo soltanto dei poveri indiani, ignari delle politezze della vita, consideriamo però questo comportamento come un crimine. Solo 50 anni fa eravamo ancora dei selvaggi; ma mai avremmo osato comportarci così, sapendo che la dignità e l’autorità del Papa provengono da Cristo. Per questa ragione non abbiamo mancato di pregare e seguiteremo a pregare per Voi, Padre Santo e per l’intera Chiesa, con tutto l’ardore di cui dei poveri indiani sono capaci. Di più: convenuti dai nostri diversi accampamenti nella chiesa della Missione, per nove giorni abbiamo recitato molte preghiere e praticato atti di virtù che abbiamo offerto per Voi al Sacro Cuore di Gesù. Questa mattina abbiamo conteggiato le nostre pratiche e devozioni e trovato ch’esse assommavano al numero di 120.527. Stimandolo insufficiente, abbiamo offerto i nostri stessi cuori per il nostro eccellentissimo Padre, il Papa, nella certa fiducia che questa nostra offerta non sarà rigettata. Disponiamo anche di un certo numero di soldati, non addestrati per la guerra, ma per mantenere l’ordine nei nostri accampamenti. Se questi uomini possono essere di aiuto al servizio del Papa, noi li offriamo con gioia ed essi si chiamano Blackrobe, in inglese. La veste nera ecclesiastica portata dal gesuita Padre De Smet, come da altri religiosi, sacerdoti diocesani e da alcuni ordini di suore, doveva evidentemente fare grande impressione sugli animi semplici di questi nativi, non meno della santità di vita e dello spirito di sacrificio dei Missionari. Essi si stimeranno fortunati di poter versare il loro sangue e di offrire le proprie vite per il nostro buon Padre, Pio IX. E ora, possiamo parteciparVi i nostri timori e i nostri dubbi? I venditori di whisky si approssimano ogni giorno. Noi temiamo di tradire il nostro Salvatore e di ritrarre i cuori che Gli avevamo donato. Aiutateci e rafforzate la nostra volontà con le Vostre preghiere. Ma i nostri cari figli sono ancora più da compatire, perché essi sono maggiormente esposti al pericolo. Non tanto i nostri figli maschi, che hanno autentici padri nei Sai Neri [i religiosi gesuiti], quanto le nostre figlie, che non hanno finora madri gentili [le suore] che si prendano cura di loro. Noi abbiamo chiesto spesso Sai Neri del loro stesso sesso [cioè delle religiose], ma le nostre voci sono troppo flebili per essere udite e siamo troppo poveri per poter fare di più, oltre che chiedere. Questi sono i sentimenti che scaturiscono dai nostri cuori; ma siccome noi, poveri indiani, siamo soliti attribuire poco valore all’espressione di sentimenti, se questi non sono accompagnati anche da doni materiali, ecco che abbiamo raccolto dollari e piccole monete di cui farVi dono, onde esibirVi, quale misura della nostra sincerità, un frammento della nostra stessa carne. Nonostante la nostra povertà e con grande nostra sorpresa, abbiamo potuto raccogliere 110 dollari . E ora, Padre Santo, permetteteci ancora una volta di aprirVi i nostri cuori. Oh, quanto saremmo felici, malgrado la nostra indegnità, di poter ricevere una parola dalle vostre labbra, una parola che aiuterà noi, le nostre spose e i nostri figli a trovare accesso al Sacro Cuore di Gesù!”
    Lettera degli indiani Coeur d’Alene, datata 1871, indirizzata a Pio IX dopo la Breccia di Porta Pia.»





    20 Settembre: niente da festeggiare!
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    Associazione legittimista Trono e Altare: Pio IX e il 20 settembre 1870




    La tomba di san Pietro - Centro Studi Giuseppe Federici
    I caduti pontifici del 20 settembre 1870 - Centro Studi Giuseppe Federici
    La Roma papalina e la Roma brecciaiola - Centro Studi Giuseppe Federici
    Roma, 20 settembre 1870: omaggio ai caduti pontifici - Centro Studi Giuseppe Federici
    “20 settembre 2018 Roma, 20 settembre 1870: omaggio ai caduti pontifici.
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza.
    Roma, 20 settembre 1870: omaggio ai caduti pontifici.
    http://www.centrostudifederici.org/w...aa2532b8_b.png
    Come ogni anno rendiamo omaggio ai soldati pontifici che si immolarono a Roma nella battaglia del 20 settembre 1870 per la difesa dei diritti della Chiesa. (…)
    Raccomandiamo al Signore le anime dei caduti dei due schieramenti: Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis. Requiescant in pace. Amen.



    https://www.agerecontra.it/2016/09/o...ettembre-1870/
    http://www.agerecontra.it/wp-content...09/pionono.jpg




    https://www.agerecontra.it/2017/09/l...stasia-a-roma/


    ttp://www.edizionisolfanelli.it/innomedelpapare.htm




    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    “Mercredi 19, Vendredi 21 et Samedi 22 Septembre 2018: Quatre-Temps de Pentecôte JEÛNE ET ABSTINENCE.”
    Note sur le jeûne - Sodalitium
    http://www.sodalitium.eu/note-sur-le-jeune/

    http://liguesaintamedee.ch/saint-du-...saint-eustache
    “20 Septembre : Saint Eustache et ses Compagnons, Martyrs († 120).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_eustache.jpg








    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  10. #10
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    Predefinito Re: 20 settembre 1870

    a holuxà e checcaz me pari Padre Pio co tutti quei santini e scritte che mai nessuno qui dentro leggerà...
    ne sei conscio?
    cosa sono?salmi?preghiere?ammonizioni?
    non servono a niente, in questo mondo conta solo la forza e la produttività
    Forum Futurologico e Nostradamus contests:
    https://forum.termometropolitico.it/444-futurologia/

 

 
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