
Originariamente Scritto da
luce allievi
L’esplosione del voto di destra tra i ceti più poveri si spiega con l'incapacità della sinistra di parlare a quella parte della cittadinanza.
La sinistra di oggi non ha più nulla a che fare con il vecchio socialismo progressista nato dalle Società di Mutuo Soccorso.
E tantomeno è capace di proporre una alternativa al capitalismo selvaggio che impoverisce e peggiora la vita delle persone.
E, mentre questa sinistra difende a spada tratta il capitalismo globalizzato, personaggi come Marine Le Pen citano allegramente Marx e Gramsci.
Ben inteso, una critica sovranista del capitalismo globale è del tutto incoerente ma, oggi come oggi, è l’unica che riesce a rappresentare il sentimento dei cittadini.
Quella che oggi si definisce "sinistra" è una coalizione tra ex comunisti ed ex democristiani.
Una coalizione ambigua, un compromesso storico che non potrà mai accordarsi su una vera idea di emancipazione dei lavoratori.
Perciò l'idea di questa sinistra si limita all’illusione che il malessere sociale sia causato dalla diminuzione del PIL e possa essere curato con un corrispondente aumento del PIL.
Come se questa idea di accumulazione del capitale senza limiti naturali ne’ morali non si fosse già rivelata per quello che è: una metastasi che aggredisce ogni regione del globo e ogni sfera dell’esistenza umana.
E così diventa impossibile ogni critica della globalizzazione ultraliberista.
Fino al punto di pensare che "non si può fermare il progresso" sia sinonimo di “non si può fermare il capitalismo".
Da quando la sinistra si è convinta che l'unico orizzonte sia il capitalismo globale, la sua politica economica è diventata indistinguibile da quella della destra ultraliberista.
Il suo unico tentativo di differenziarsi l’ha compiuto nel campo dei diritti civili.
Ma a un precario che non ha i soldi per sposarsi e mettere al mondo dei figli cosa può fregare delle unioni civili e dell’adozione gay?
E se l’approvazione della legge sulle unioni civili coincide con l’abolizione dell’articolo 18, in un perfetto esempio di voto di scambio, come fa il precario a non sentirsi preso per il culo da “questi radical-chic amici dei froci”?
L’accettazione acritica dei valori del capitalismo globale può portare soltanto delle catastrofi.
Da un punto di vista morale e culturale, nessuna comunità può sopravvivere solo sulla base del puro interesse e del “ciascuno per sé”.
Da un punto di vista economico, nessuna comunità può sopravvivere a una infinita svalutazione del lavoro.
In un simile contesto, è inevitabile che nasca "una sinistra contro la sinistra".
La forza della vecchia sinistra riformista nasceva dall'aver compreso, fin dal XIX secolo, che un sistema sociale basato sulla mera ricerca del profitto conduceva l'umanità in un vicolo cieco.
La sinistra riformista di oggi ha invece deciso di condividere questo sistema sociale, considerando "arcaica" ogni critica nei suoi confronti.
E lo ha fatto proprio nel momento in cui questo sistema capitalistico globale cominciava a incrinarsi sotto il peso delle proprie contraddizioni.
Insomma, non poteva scommettere su un cavallo peggiore.