



“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”




Non ricordo la disputa, cmq, se tu vuoi obbligre qualcuno a fare qualcosa contro la sua volontà, sì, hai ragione, non mi sposto neanche di un millimetro.
D'altronde, se io voglio obbligare tua moglie a copulare con me, e lei non vuole, sono sicuro che tu non ti sposterai nanche di un millimetro e darai ragione a lei. Io potrò portare tutti gli argomenti di questo mondo a mio favore (ce l'ho più lungo di te, la farò sentire come mai si è sentita, etc) ma non ci sarà niente da fare, tua moglie non verrà a letto con me. Sbaglio?
Quindi, tornando sul pezzo, se tu vuoi obbligare un medico a praticare un aborto contro la sua volontà, a me non me ne frega niente di tutto il resto. Lui non vuole, cercatene un altro che vuole.
La plebaglia spesso sbaglia


Questo dei soldi è il secondo "problema", e viene dopo il primo, perché è meno importante del primo.
Il primo problema è questo: se un medico non vuole praticare aborti, non deve essere costretto a farlo. Se su questo sei d'accordo (e non puoi non esserlo), allora converrai con me che l'unica strada è creare strutture dedicate, nelle quali ovviamente lavoreranno solo medici abortisti. Chi lavora lì (medici, infermieri, portantini, pulizie, etc) sa che in quella struttura si prticano aborti.
Una volta stabilito ciò, passiamo a chi deve finanziare questa struttura.
Scusa, ma a responsabilizzare i maschietti proprio non ci hai mai pensato? Se un uomo copula con una donna, deve fare attenzione a dove eiacula. Se la mette incinta, e lei non vuole rimanere incinta, paga. Che c'è di tanto strano?
La plebaglia spesso sbaglia


No. Esiste anche la strada secondo cui ogni ospedale deve essere obbligato nel garantire la presenza di personale non-obiettore.
Se la struttura è statale, lo stato.
La responsabilizzazione è giusta ma a mio avviso non ti è chiaro che a parte i casi di stupro, negli altri casi la responsabilità è dell’uomo quanto della donna... e poi fammi capire, se l’uomo non paga? O non ha il denaro? O non si trova? Cosa fai?
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”




Chissà perché invocano diritti per tutti (quando dico tutti sono compresi soggetti che oggettivamente non ne meriterebbero alcuno per via di reati crimini oggettivi)
e poi gli stessi avvocati difensori "del male" che ovviamente non riconoscono, tolgono le tutele ai più deboli e agli indifesi.
NO ALL'ABORTO!
"In Fede, vedrò di nuovo l'Albero Bianco fiorire nei cortili del re... e Minas Tirith in pace."


Ogni donna vive il malessere esistenziale di essere donna.
Molte donne non riescono a spiegarsi perchè l'essere donna comporti questo malessere e pensano che sia volontà di Dio e perciò si rassegnano.
Le donne, in quanto donne, sono maestre nell'arte di rassegnarsi.
Ma poi alcune donne cominciano a maturare una coscienza di sè e le spiegazioni cominciano a chiarirsi come tessere di un puzzle che trovano l'incastro.
E l'immagine che ne viene fuori è di una semplicità sconcertante: quello che conta è DAVVERO quello che portiamo in mezzo alle gambe.
Cioè, quello che conta è la capacità di creare, il ruolo nella creazione, il contributo alla creazione, la cura della creazione.
E soprattutto il valore della creazione.
Ma la creazione è una proprietà?
Ogni uomo pensa di sì.
E' MIA la natura.
E' MIA la terra.
E' MIO il figlio che la MIA donna crea con il MIO seme.
E' quindi è un MIO diritto imporre con la forza di Dio, dello Stato, delle leggi, delle armi e della sopraffazione che la MIA natura e la MIA terra passi in eredità al MIO figlio creato dalla MIA donna con il MIO seme.


“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”