Può accadere un evento traumatico.
L'evento traumatico può sovrapporsi a un malessere che durava già da tempo.
E così si rompe un equilibrio economico già di per sè instabile.
Tante persone, che erano già preoccupate, diminuiscono i consumi e aumentano i risparmi.
Al diminuire dei consumi diminuisce la produzione e iniziano i licenziamenti.
Gli investimenti si bloccano e il risparmio si accumula inutilizzato.
Con l'aumento della disoccupazione diminuiscono ulteriormente i consumi, diminuisce ulteriormente la produzione e continuano i licenziamenti.
Gli investimenti rimangono bloccati e il risparmio continua ad accumularsi.
Il circolo vizioso si arresta quando la crisi tocca il fondo.
I consumi non possono scendere sotto un determinato livello.
Per mantenere quel livello si attinge ai risparmi.
La produzione si stabilizza e cessano i licenziamenti.
In pratica, l'intero sistema economico ritrova l'equilibrio a un livello più basso.
Consumi al minimo, capacità produttiva sotto-utilizzata, investimenti bloccati, eccesso di risparmi inutilizzati.
In teoria, al cessare dell'evento traumatico che aveva innescato la crisi, il sistema economico dovrebbe risollevarsi.
Ma, se persiste il malessere cronico a cui s'era sovrapposto l'evento traumatico, il sistema economico rimane al minimo.
Persiste la paura e la sfiducia per il futuro.
I risparmi rimangono inutilizzati: niente aumento dei consumi, niente aumento della produzione, niente aumento dell'occupazione, niente investimenti.
Crisi da eccesso di risparmio.
Crisi da paura.
Crisi da sfiducia.




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