E così è sparito anche il nome dal campanello. Beh, ti chiederai perché mi stupisco. Avevo già visto i facchini portare via i mobili, sapevo che era rimasta solo una casa vuota, vuota ma familiare. E con un po' di infantilismo magari speravo di vedere arrivare ancora i mobili che ne erano usciti, magari ripuliti e messi a nuovo, si, lo so, era un sogno, un desiderio. C'ero stata tante volte in quella casa, e sapevo che aveva i muri bianchi e gli infissi blu. Una bella luce dentro, sia di giorno che di notte, e sempre un va e vieni di gente, più o meno a posto- Parlavano tutti, chi del meno, come me, e chi del più. In quella casa ci sono stata migliaia di volte in poco più di un anno, e ci sono stata bene. Che dire, una casa senza affetti sono solo quattro mattoni. Però vedere sbriciolarsi anche quegli ultimi quattro mattoni, si, dispiace.
Ci siamo almeno salutati? Beh, si, per fortuna si, abbiamo avuto il modo e la maniera di incrociarci ancora. Così, ora di quella grande casa resta il ricordo. Un bel ricordo da parte mia. Qui, nel cuore di mezzo, che nel cuore c'è tanto ma tanto ma tanto di quel posto che non ne toglie certo ad altro.
Quella casa mi mancherà da morire. So che magari non subito, ma so, che mancherà anche a te, almeno un pochino. Ciao. Fulvia.




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