Un'infelice battuta di Dell'Utri. Libero lui di farle, liberi noi di criticare. Senza bavagli
Meglio mafiosi o cornuti?
Il senatore non ha dubbi
di Federico Brusadelli Meglio mafiosi o cornuti? Questione di gusti. Ma Marcello Dell’Utri non ha dubbi: «Certo – ha detto il senatore a La 7 – non mi fa piacere che il pubblico mi dia del mafioso, ma se mi davano del cornuto era ancora peggio!». Un po’ di leggerezza no guasta, quando si parla di mafia, no?Sia chiaro, lo spettacolo visto a Como, con il tentativo di “censurare” Dell’Utri e di impedirgli la presentazione dei “suoi diari” di Mussolini, non è stato bello. Perché i bavagli – come scriveva ieri sul Corriere Pierluigi Battista, e non si può che sottoscrivere – sono «un brutto simbolo, sempre e non a giorni alterni». E quei dimostranti si sbagliano, continuava Battista «se pensano di ottenere consenso con azioni corali di disturbo e di intimidazione». Perché la libertà di espressione è un pilastro della nostra democrazia. E vale per tutti, nessuno escluso. E anche perché i “silenziatori” di ogni tipo sono, in fin dei conti, controproducenti: creano martiri, innanzitutto; e poi impediscono di entrare nel merito, “smontando” i ragionamenti che non si condividono, e di contrastare idee e parole – che è cosa ben diversa da “censurare” o “cancellare” – con altrettanta libertà.Dunque Marcello Dell’Utri è libero di continuare a dire che Vittorio Mangano è un eroe. E noi siamo altrettanto liberi di dire che Vittorio Mangano era un mafioso, un criminale e un assassino, e che gli eroi di cui questo paese ha bisogno sono altri, anzi sono i nemici di Mangano (e non ci sono sofismi che tengono, sul senso della parola “eroe”, se lo mettano in testa i goffi difensori delle esternazioni del senatore). E dunque Marcello Dell’Utri è libero, liberissimo, di dire che è meglio essere mafiosi che cornuti. Ma noi siamo altrettanto liberi di dirgli, anche a costo di passare per plumbei moralisti privi di sense of humour, che non ci viene mica da ridere, davanti a questa battuta in cui si mescola un po’ di inopportuna “leggerezza” sul cancro mafioso e un po’ di triste machismo “mediterraneo”. Ma è questione di gusti, senatore. Lei continui a ridere, altri continueranno a combattere. Senza bavagli per nessuno. 1 settembre