Qualche minuto fa, da Omnibus, ho sentito un brano d'intervista al ministro Toninelli. L'argomento era la tassa sulle nuove auto a motore termico, egli ha affermato che : "non c'è alcuna tassa, si tratta di offrire incentivi a veicoli non inquinanti. Tali incentivi dovranno essere pagati da chi acquisterà auto tradizionali".
Ora, non entro nel merito delle auto non inquinanti in quanto nessuno ancora ha inventato il motore a cloroplasti, pertanto l'energia da qualche parte dovrà pure prendersi, ma sulla logica che pare non esserci. Cioè, per favorire l'acquisto di una elettrica (utile per brevissimi spostamenti), ad esempio, si concederà un buono di qualche migliaio di euro per chi si porterà a casa veicoli molto rozzi in fatto di autonomia. Il contributo dovrà essere pagato da quei poveri cristi a cui l'auto serve davvero - dal momento che non tutti vivono e lavorano all'ingresso di una metropolitana, o comunque in grandi città ben servite dai mezzi pubblici o, ancora, che hanno lavoro ed impegni in tempi standard predefiniti - e dovranno, gioco-forza, puntare su una utilitaria.
Non meglio andrà ai pensionati. Come si recheranno a fare la spesa nei centri commerciali periferici, visto che si è dichiarata guerra alle botteghe in città o paese? e si è pure vinta...
Teniamo pur presente che la nostra è una nazione collinare o montuosa, accetto la pianura padana ed il tavoliere delle puglie, composta da 8000 comuni, tutti da scoprire. Capisco - e gli do ragione - sulla diffidenza verso i Benetton, ma che il nostro ministro voglia iniziare ad eliminare le autostrade e le statali mi sembra esagerato. Come contorto e perverso mi pare il suo pensiero sull'erario da un lato, e dall'altro quello della politica sugli incentivi (con effetti a medio termine sempre deleteri).
Consiglio agli amici 5s, visto che ne avrebbero la possibilità, di ritornare un po' ai vecchi partiti (la fase movimentista è ormai chiusa, sono giunti al Governo!): gavetta come sostenitori e promotori del consenso; studio negli organismi di partito; uscite pubbliche durante i congressi locali e nazionali; prime candidature negli enti locali; abitudine all'ascolto e poi allo studio delle richieste che vengono dal basso, dall'elettorato. Infine, se pronti, lancio verso la Camera o il Senato.
Toninelli, classe 1974, laureato in giurisprudenza, aderisce al m5s nel 2009. Alle regionali 2010 lombarde si candida alla carica di consigliere regionale per la Provincia di Cremona, ottenendo 84 preferenze e non venendo eletto. Alle amministrative 2012 si candida consigliere comunale a Crema, ma ottiene 9 preferenze e pertanto non viene eletto. Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto Deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione V Lombardia 4 per il Movimento 5 Stelle[1]. C'è qualcosa che non va, e si vede. Ma questo non vale solo per Toninelli, assolutamente no.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Danilo_Toninelli




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