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In diecimila a Mirabello Il partito di Fini c'è già
La sintesi disincantata della giornata è opera di Beppe Pisanu: «Siamo in attesa del verbo». Ed è una fortuna che , in attesa che il verbo si faccia carne, tra le abilità di Gianfranco Fini ci sia la retorica. ‘Che altrimenti, il presidente della Camera non saprebbe come cavarsela domani a Mirabello, in quel bunker missino in terra rossa che anche stavolta è ridotto a fortino, dopo che i giornali da una settimana vanno anticipando ciò che dirà o non dirà in quel comizio, come se da esso e non da tutti i capitoli precedenti dipenda il futuro del Pdl, e dopo che ieri si è raggiunto il picco, con una schiera variopinta di politici, da Bindi a Storace, impegnati a immaginare non tanto ciò che dirà Fini domani, quanto ciò che direbbero loro se fossero al posto suo.
In diecimila. Alla pre-vigilia, i finiani si prevedono «in diecimila» e confidano «il sospetto che sia in atto l'organizzazione di nuovi sabotaggi ispirati da Berlusconi»: ipotizzano dissidenti inviati dalla Santanché, si vedrà. L’ex leader di An, in attesa di passare alla festa dell'Api dove oggi non farà più di un saluto, se ne sta rintanato ad Ansedonia. In quella villa che è il simbolo, soprattutto per lui, di quest’estate così furibonda da non sembrare estate. Chi ci ha parlato in questi giorni concorda nel resto nel dire che la campagna dei giornali vicini al Cav ha lasciato il segno ben più di quanto il silenzio col quale Fini ha scelto di rispondere non lasci immaginare. «È ammaccato e incattivito», ha confidato Pierluigi Bersani, confermando da lontano quel che i suoi sostengono da vicino: «Dopo il trattamento che ha subito, Gianfranco è il più falco di tutti noi».
L’assalto mediatico, del resto, ha messo per un attimo seriamente in crisi anche il suo legame con la Tulliani: e se si lascia da parte il politico, e si considera l'uomo, si capisce che la ferita inferta (da Berlusconi) è difficilmente rimarginabile. Metà dell'appello di mediazione lanciato dalla Lega, non a caso, verteva su questo: piantarla. Non è accaduto, e questa per Fini è già una risposta. Proprio da Mirabello, un anno, fa aveva del resto lui stesso avvertito - parlando del caso Boffo - dei rischi di una strategia «nella quale si attacca sul piano personale chi esprime delle idee»: il rischio era quello dell’ordalia, degli Orazi e Curiazi». Appunto.
L'altra metà dell'appello leghista («resettiamo tutto») verteva sull’espulsione dal Pdl. Di Fini, come entità politica, e di Bocchino Granata e Briguglio come riflesso pratico. Ma anche su questo una risposta dal Cavaliere è già arrivata (nessuna pax) così ha buon gioco il capogruppo alla Camera di Fli nel dire che «la riunione dei probiviri sarà in ogni caso superflua». Spiega Adolfo Urso che «nessuno si presenterà: non pensiamo che il Pdl si possa trasformare in un teatrino che processa le idee». Questo, il rifiuto del «partito chiesa» che stabilisce chi «vada cacciato come eretico», sarà un tema del discorso di Fini, il quale proprio sul diritto al dissenso ha impostato la sua contestazione.
Legalità e conflitto d'interessi. Così come lo sarà il «conflitto d'interessi» di Berlusconi, la difesa della legalità, i limiti di questa legge elettorale (per quanto i tempi per una riforma non siano maturi), e non ultimo le leggi ad personam: «Nessuna preclusione a garantire al premier il diritto di governare», ma «non si può dare l'impressione di voler creare sacche di impunità», il che significa sì ai legittimi impedimenti, noi ai processi brevi. Posizioni che il leader di Fli ha sempre sostenuto. L'unica vera variabile, posto che confermerà «lealtà» al mandato elettorale, è a quale punto del divorzio vorrà porsi.
Su questo, persino i finiani sono divisi. Partito sì, partito no: conoscendo l'uomo e la sua storia, si attesterà sull'annuncio del partito «al 95 per cento», con un 5 residuo per non tagliare i ponti. La sintesi, in questo caso, è opera di Bocchino: «O Berlusconi si rimangia tutto, oppure sarà lui stesso a dare la vita al partito di Fini».
In diecimila a Mirabello Il partito di Fini c'è già - Italia - l'Unità.it
Ultima modifica di SPYCAM; 04-09-10 alle 14:59


i soliti diecimila che poi sono mille secondo la questura?
Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!


ma cos'è questa cosa di mirabello?
La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.
L. von Mises
SILENDO LIBERTATEM SERVO


Ultima modifica di Cuordy; 04-09-10 alle 16:29
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Anche io non avevo la più pallida idea di cosa fosse sino a stamani quando ho seguito un prog di approfondimento in tv. Pare sia un ex raduno fascista, dove oggi i veterani, rinnegati però, si riuniranno. Ci sarà un discorso di Fini, molto importante, perché pare che chiarirà finalmente la storia della casa ereditata da AN e adesso in mano al cognato, il fratello della ex di Gaucci.
Ultima modifica di Cuordy; 04-09-10 alle 16:32
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.