Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Si puo' non essere d'accordo?

    l primo passo per distruggere la libertà di un popolo è distruggerne l’identità e ridicolizzarne la religione
    Maurizio Blondet 9 Gennaio 2019
    di Silvana De Mari

    CI HANNO INSEGNATO A VERGOGNARCI DI NOI
    Il primo passo per distruggere la libertà di un popolo è distruggerne l’identità.
    Per abbattere un albero, tagliare le radici.
    Occorre ridicolizzare la religione di quel popolo, con uno stillicidio continuo di minuscoli gnomi, sedicenti intellettuali, cantanti, presentatori, attori, registi, fotografi, pubblicitari,
    artisti postmoderni, giornalisti, scrittori, eccetera con uno stillicidio continuo di odio e sarcasmo.
    La storia di quella religione e la storia di quel popolo viene ridotta ai suoi episodi peggiori, ovviamente enfatizzati e i fiumi di gloria vengono cancellati.
    Questa Europa ogni istante più ridicola nega il cristianesimo e si apre all’islam più radicale, di cui cela la realtà.
    La generazione Bataclan colora i marciapiedi con i gessetti e canta Imagine.
    La nostra storia è infangata, ridotta al suo peggio, perché la generazione fiocco di neve, l’ultima, possa credere che è meglio vergognarsi della propria storia.
    Per abbattere un albero occorre sradicarlo.
    Dopo aver abbattuto la sua religione e infangato la sua storia, occorre recidere il legame con la terra.
    La terra non deve più essere coltivata: le quote latte hanno ammazzato le nostre vacche, buttiamo le arance perché quelle straniere costano meno, il 60% dei nostri pelati è made in Cina, gli agricoltori si suicidano.
    La terra non deve essere più amata.
    Ora il legame deve essere spezzato.
    Erasmus come unico bene, scambi culturali, il mito del migrante come elemento sempre positivo, mentre chi resta a combattere per la propria terra e a farla fiorire non raccoglie simpatie, servono a creare l’apolide, lo sradicato, il fiocchetto di neve che non combatterà mai per nulla.
    L’annientamento dell’identità territoriale, dell’identità storica e dell’identità religiosa sono venduti come apertura al mondo, in realtà servono a creare un’umanità intercambiabile, incapace di combattere, manipolabile, un mondo di consumatori che riempiranno con lo smartphone e la cannabis legale la lunga fila di giorni che li separa dalla tomba.
    Quanto un popolo è in ginocchio lo si deduce dal tasso di natalità basso e dal tasso di suicidio alto.
    Ritorniamo alla terra.
    Noi siamo noi, noi siamo la nostra storia, noi siamo la nostra fede.
    Noi siamo noi, e questo non vuol dire che siamo migliori degli altri, esattamente come amare la propria famiglia ed esserne fieri non vuol dire voler schiacciare gli altri, ma noi siamo noi. Ogni popolo ha diritto alla sua storia, alla sua religione e alla sua terra.
    Questo vale anche per noi.
    Alla prossima catastrofe non aspetteremo più il suono della campane. Saremo soli.
    Silvana De Mari
    Fonte: Blog di Silvana De Mari QUI

    https://www.maurizioblondet.it/
    DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO

    L'Italia è una razza, una storia, un orgoglio, una passione, l'Italia è una grandezza del passato.

  2. #2
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    Predefinito Re: Si puo' non essere d'accordo?

    Citazione Originariamente Scritto da CARLO NORD ITALIA Visualizza Messaggio
    l primo passo per distruggere la libertà di un popolo è distruggerne l’identità e ridicolizzarne la religione
    Maurizio Blondet 9 Gennaio 2019
    di Silvana De Mari

    CI HANNO INSEGNATO A VERGOGNARCI DI NOI
    Il primo passo per distruggere la libertà di un popolo è distruggerne l’identità.
    Per abbattere un albero, tagliare le radici.
    Occorre ridicolizzare la religione di quel popolo, con uno stillicidio continuo di minuscoli gnomi, sedicenti intellettuali, cantanti, presentatori, attori, registi, fotografi, pubblicitari,
    artisti postmoderni, giornalisti, scrittori, eccetera con uno stillicidio continuo di odio e sarcasmo.
    La storia di quella religione e la storia di quel popolo viene ridotta ai suoi episodi peggiori, ovviamente enfatizzati e i fiumi di gloria vengono cancellati.
    Questa Europa ogni istante più ridicola nega il cristianesimo e si apre all’islam più radicale, di cui cela la realtà.
    La generazione Bataclan colora i marciapiedi con i gessetti e canta Imagine.
    La nostra storia è infangata, ridotta al suo peggio, perché la generazione fiocco di neve, l’ultima, possa credere che è meglio vergognarsi della propria storia.
    Per abbattere un albero occorre sradicarlo.
    Dopo aver abbattuto la sua religione e infangato la sua storia, occorre recidere il legame con la terra.
    La terra non deve più essere coltivata: le quote latte hanno ammazzato le nostre vacche, buttiamo le arance perché quelle straniere costano meno, il 60% dei nostri pelati è made in Cina, gli agricoltori si suicidano.
    La terra non deve essere più amata.
    Ora il legame deve essere spezzato.
    Erasmus come unico bene, scambi culturali, il mito del migrante come elemento sempre positivo, mentre chi resta a combattere per la propria terra e a farla fiorire non raccoglie simpatie, servono a creare l’apolide, lo sradicato, il fiocchetto di neve che non combatterà mai per nulla.
    L’annientamento dell’identità territoriale, dell’identità storica e dell’identità religiosa sono venduti come apertura al mondo, in realtà servono a creare un’umanità intercambiabile, incapace di combattere, manipolabile, un mondo di consumatori che riempiranno con lo smartphone e la cannabis legale la lunga fila di giorni che li separa dalla tomba.
    Quanto un popolo è in ginocchio lo si deduce dal tasso di natalità basso e dal tasso di suicidio alto.
    Ritorniamo alla terra.
    Noi siamo noi, noi siamo la nostra storia, noi siamo la nostra fede.
    Noi siamo noi, e questo non vuol dire che siamo migliori degli altri, esattamente come amare la propria famiglia ed esserne fieri non vuol dire voler schiacciare gli altri, ma noi siamo noi. Ogni popolo ha diritto alla sua storia, alla sua religione e alla sua terra.
    Questo vale anche per noi.
    Alla prossima catastrofe non aspetteremo più il suono della campane. Saremo soli.
    Silvana De Mari
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    Aggiungi il link, se esiste.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #3
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    Predefinito Re: Si puo' non essere d'accordo?

    Si si può non essere d'accordo

  4. #4
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    Predefinito Re: Si puo' non essere d'accordo?

    C'è da aggiungere che i ministri della "nostra religione" spesso oggi appartengono, più o meno consapevolmente, alla schiera di gnomi minuscoli di cui sopra.

  5. #5
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    Predefinito Re: Si puo' non essere d'accordo?

    La religione è l'oppio dei popoli.

    Vale per tutte le religioni.

    E per tutti i popoli.
    Tessera nr. 5 del club Ma il PD ?

  6. #6
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    Predefinito Re: Si puo' non essere d'accordo?

    Più di religione , parla di identità .
    Il rischio è quello prospettato.
    Non so a quanti di voi va bene.
    Forse siamo in un momento epocale che può cambiare la storia europea per secoli e forse millenni.
    La nostra generazione è ad un bivio.
    O difendiamo le nostre tradizioni e ciò che i nostri padri e avi ci hanno trasmesso, oppure perdiamo tutto, per sempre.
    Il rischio è solo europeo perchè gli altri , gli arabi per esempio, e il mondo orientale non corre questo rischio.
    Il rischio è tutto nostro.
    DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO

    L'Italia è una razza, una storia, un orgoglio, una passione, l'Italia è una grandezza del passato.

  7. #7
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    Predefinito Re: Si puo' non essere d'accordo?

    Citazione Originariamente Scritto da CARLO NORD ITALIA Visualizza Messaggio
    l primo passo per distruggere la libertà di un popolo è distruggerne l’identità e ridicolizzarne la religione
    Maurizio Blondet 9 Gennaio 2019
    di Silvana De Mari

    CI HANNO INSEGNATO A VERGOGNARCI DI NOI
    Il primo passo per distruggere la libertà di un popolo è distruggerne l’identità.
    Per abbattere un albero, tagliare le radici.
    Occorre ridicolizzare la religione di quel popolo, con uno stillicidio continuo di minuscoli gnomi, sedicenti intellettuali, cantanti, presentatori, attori, registi, fotografi, pubblicitari,
    artisti postmoderni, giornalisti, scrittori, eccetera con uno stillicidio continuo di odio e sarcasmo.
    La storia di quella religione e la storia di quel popolo viene ridotta ai suoi episodi peggiori, ovviamente enfatizzati e i fiumi di gloria vengono cancellati.
    Questa Europa ogni istante più ridicola nega il cristianesimo e si apre all’islam più radicale, di cui cela la realtà.
    La generazione Bataclan colora i marciapiedi con i gessetti e canta Imagine.
    La nostra storia è infangata, ridotta al suo peggio, perché la generazione fiocco di neve, l’ultima, possa credere che è meglio vergognarsi della propria storia.
    Per abbattere un albero occorre sradicarlo.
    Dopo aver abbattuto la sua religione e infangato la sua storia, occorre recidere il legame con la terra.
    La terra non deve più essere coltivata: le quote latte hanno ammazzato le nostre vacche, buttiamo le arance perché quelle straniere costano meno, il 60% dei nostri pelati è made in Cina, gli agricoltori si suicidano.
    La terra non deve essere più amata.
    Ora il legame deve essere spezzato.
    Erasmus come unico bene, scambi culturali, il mito del migrante come elemento sempre positivo, mentre chi resta a combattere per la propria terra e a farla fiorire non raccoglie simpatie, servono a creare l’apolide, lo sradicato, il fiocchetto di neve che non combatterà mai per nulla.
    L’annientamento dell’identità territoriale, dell’identità storica e dell’identità religiosa sono venduti come apertura al mondo, in realtà servono a creare un’umanità intercambiabile, incapace di combattere, manipolabile, un mondo di consumatori che riempiranno con lo smartphone e la cannabis legale la lunga fila di giorni che li separa dalla tomba.
    Quanto un popolo è in ginocchio lo si deduce dal tasso di natalità basso e dal tasso di suicidio alto.
    Ritorniamo alla terra.
    Noi siamo noi, noi siamo la nostra storia, noi siamo la nostra fede.
    Noi siamo noi, e questo non vuol dire che siamo migliori degli altri, esattamente come amare la propria famiglia ed esserne fieri non vuol dire voler schiacciare gli altri, ma noi siamo noi. Ogni popolo ha diritto alla sua storia, alla sua religione e alla sua terra.
    Questo vale anche per noi.
    Alla prossima catastrofe non aspetteremo più il suono della campane. Saremo soli.
    Silvana De Mari
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  8. #8
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    Predefinito Re: Si puo' non essere d'accordo?

    Citazione Originariamente Scritto da FRUGALE Visualizza Messaggio
    C'è da aggiungere che i ministri della "nostra religione" spesso oggi appartengono, più o meno consapevolmente, alla schiera di gnomi minuscoli di cui sopra.
    Quella è gentaglia che al massimo venera il proprio conto in banca.
    Hitler or Hell.

 

 

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