
Originariamente Scritto da
Menelik
Non è vero, ha ragione invece.
L'unico punto su cui sono in disaccordo con lui si riferisce a quei "settanta anni".
Per me sono gli ultimi dieci. Anche prima si "scivolava" ma la pendenza era molto minore, il baratro si è manifestato negli ultimi 10 anni.
La società democratica formata sulle macerie del dopoguerra, in fin dei conti, ha garantito un apprezzabile grado di libertà a tutti, anche a chi l'ha combattuta a torto o a ragione.
Libertà associata ad un certo benessere derivante dal fatto che gli Italiani sono un popolo che si rimbocca le maniche, e lavoro e benessere vanno a braccetto.
Questo sistema ha garantito una certa coesione ed una pace sociale che nemmeno i casini degli anni 70 sono riusciti a scalfire (infatti i terroristi sono stati sconfitti, indiscutibilmente, e i pochi rimasti oggi possono solo fare pena).
Nell'ultimo decennio questo sistema si è rotto, e alla faccia degli estremisti del progresso, oggi si sta peggio rispetto agli anni 80 e 90 (gli anni 70 manco parlarne: l'operaio italiano era ricco al confronto): c'è povertà più diffusa, lo stipendio ti consente una vita più di basso profilo rispetto al potere d'acquisto dell'operaio di 30 anni fa, la coesione sociale è minata, c'è più malavita di una volta, nonostante la narrazione che sono calati omicidi e denunce ecc..ecc...., è aumentato a dismisura l'impatto della microcriminalità nel tessuto sociale più popolare, più esposto alle crisi. Potrei andare avanti un'ora, ma penso di essermi spiegato a sufficienza.
E non è Salvini che ha seminato la pianta della tensione sociale.
Salvini sta proponendo qualcosa che tenta di ripristinare almeno una parvenza di ordine e coesione.
Ognuno abbraccia una teoria sulle cause di questo malessere. Io penso che una delle cause, non la sola magari, sia stata l'opera di smantellamento del tessuto sociale e culturale italiano di alcune fazioni politico-culturali.
Adesso c'è chi vuole finire di smantellare quel poco che resta della nostra civiltà per inseguire il nuovo neo-colonialismo mondialista.
E quando la gente comune, quella che paga in prima persona le conseguenze, si difende, allora le vogliono appiccicare l'etichetta di "razzismo".
Dovrebbero entrare nell'ordine di idee che chi fa i salti mortali per arrivare a fine mese, un aumento di furti e roghi tossici di cavi elettrici, NON LI VUOLE, NON LA MANDERANNO MAI GIU'.
Perchè questo è il punto.
Altro che scomodare Dostojevskij per appiccicare l'etichetta di "demoni" a quelli che vedi al supermercato quando vai a fare la spesa: quelli non sono demoni, è, al contrario, gente NORMALE con una VITA GRAMA, e quel briciolo che gli resta viene messo in pericolo da "lavoratori integerrimi assidui come stakanovisti" (tanto per fare un po' d'ironia attingendo a categorie sovietiche).
Al di là di ogni elucubrazione politico-letteraria, questo è il punto cruciale della questione.