Da un numero di anni che considero eccessivo quando un esponente politico viene accusato/indagato/prcessato/condannato per un qualsiasi reato la prima reazione dei sostenitori del suo partito di appartenenza è monotonamente ripetitiva:
"E ALLORA GLI ALTRI?"
Sembra un mantra, una parola magica, un dogma da ripetere al suono dell'organo in chiesa o della voce del muezzin dall'alto del minareto.
Un esponente del PD viene indagato/prcessato/condannato.
E allora il PDL? E allora F.I.? E allora la lega, il M5S, FdI?
Lo stesso un esponente della lega.
E allora il PD? E allora F.I.? E allora il M5S, FdI, il PCI, il PSI?
E' come se la maggior parte degli italiani pensasse che, in termini di Legge, un reato commesso dal soggetto "X"corrisponde ad una attenuante o ad una esenzione nei confronti della Legge per analogo o diverso reato commesso dal soggetto "Y".
Ma i partiti, persone giuridiche agenti ad opera dei loro legali rappresentanti, non possono compiere reati per naturale incapacità di intendere, volere ed agire autonomamente.
A commettere i reati sono gli individui.
Ma se questi ultimi vengono giustificati da una parte o dall'altra in nome del colore della bandiera che sventolano la politica cessa di operare come attività volta alla gestione dello stato e degli organi ed istituti territoriali o amministrativi che lo compongono per ridursi ad una mera impunità nei confronti della Legge.
Facendo buono tale ragionamento (eufemismo) il Sig. Gargenti di Bari non commette alcun reato investendo un pedone che attraversa sulle strisce perché il Sig. Ferrera di Como ha superato un incrocio col semaforo rosso, il Sig. Manin di Viterbo non commette reato asumendo operai in nero ed in nero vendendo i suoi prodotti perché il Sig. Caciore di Sassari ha edificato una villetta abusiva sul lungomare di Sant'Elia, il Sig. Rossi che è stato truffato dalla Banca Popolare di Santa Genveffa perde ogni diritto di rivalsa in quanto il Sig. Bianchi è stato a sua volta truffato dal Credito Immobiliare di Corto Maltese.
E così via.
Ora, chi commette un atto di appropriazione indebita di parte della cosa pubblica non deruba l'istituto nel quale ricopre un qualsiasi incarico ma tutti coloro che tale istituto lo finanziano.
Eppure sono proprio questi ultimi i primi a difendere e giustificare colui che li deruba.
E' questo che sono diventati gli italiani?
Un popolo di imbecilli con le fette di prosciutto agli occhi affetto dalla sindrome di Stoccolma?
N.B.: Preferisco non rispondere a tale domanda.




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