
Originariamente Scritto da
vanni fucci
Mah... proprio in relazione ai tuoi dubbi, si legge qui una lettera dell'ANM del 23 luglio scorso al quotidiano "l'Adige".
La bimba, i giudici e il trombonismo mediatico
La bimba, i giudici e il trombonismo mediatico
23/07/2010 09

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I giudici non possono intervenire sulla stampa per prendere posizione sui casi da loro trattati. Tanto più quando i media vengono utilizzati e strumentalizzati da una delle parti per portare la propria versione dei fatti. Lo impone il loro dovere di essere ed apparire imparziali.
La vicenda riportata sulla stampa locale e ripresa a livello nazionale che riguarda il Tribunale per i minorenni di Trento fa apparire che un bimbo appena nato sia stato strappato dai giudici alla madre in ragione delle sole condizioni economiche. Qualsiasi persona di buon senso, che non voglia creare un caso per il solo gusto di far notizia o pubblicità, s'interrogherebbe sull'attendibilità di una tale affermazione. Se ci fosse un provvedimento del giudice di tale tenore lo si dovrebbe tirar fuori, evidenziandone quella parte della motivazione che basandosi sulle ragioni economiche e solo su queste abbia tolto il bimbo alla madre. Quel provvedimento non esiste. Ed a questo punto appare legittimo domandarsi se sia utile per la convivenza civile, che ha bisogno di un'informazione precisa e consapevole, delegittimare gratuitamente, senza contraddittorio ed evidenze oggettive, dei giudici che cercano di fare del loro meglio per salvaguardare tutti gli interessi e le aspettative, sovente contrapposte, nelle dinamiche familiari.
I giudici sono uomini e donne consapevoli dell'importanza delle loro decisioni e dell'impatto che possono avere sulla vita delle persone. Poiché i giudici vogliono e devono difendere i diritti della collettività non toglierebbero mai un figlio ad una madre solo in considerazione del reddito. È importante che i cittadini lo sappiano attraverso un'informazione corretta.
Pasquale Profiti - Associazione nazionale Magistrati -
Non tutti i giornali hanno abboccato al trombonismo mediatico, frutto di esibizionismo ed esaltazione ipertrofica dell'io, che ha portato l'altro giorno ad una pubblica conferenza stampa per denunciare casi inesistenti di allontanamento di minori dalla madre per «povertà». L'Adige ha trattato la denuncia del «caso» con molta cautela, visto che l'autore era platealmente voce partigiana e parte in causa, e quindi non autorevole espressione super partes.
La convivenza civile ha bisogno di informazione precisa e consapevole: per questo la vicenda non ha avuto alcuno spazio sull'Adige in prima pagina, al contrario di altri. Delegittimare gratuitamente, senza contraddittorio ed evidenze oggettive, dei giudici che cercano di fare del loro meglio per salvaguardare tutti gli interessi e le aspettative, sovente contrapposte nelle dinamiche familiari, è sicuramente da stigmatizzare e da condannare.
Per questo l'Adige ha scelto di non accodarsi a far da megafono a incaute denunce, viziate da evidente soggettività interessata.
p.giovanetti@ladige.it