

Ultima modifica di Regina di Coppe; 11-09-10 alle 11:28
Corpo sano in ambiente sano.
Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.


Ultima modifica di Regina di Coppe; 11-09-10 alle 11:29
Corpo sano in ambiente sano.
Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.


«Adozione troppo veloce Il giudice venga a spiegarci»
Alessandra Mussolini chiede un’audizione: voglio vederci chiaro
— ROMA —
QUANDO ha letto le notizie da Trento sulla bimba sottratta subito dopo il parto alla madre indigente, non ci ha pensato due volte.
Alessandra Mussolini, presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, vuole mettere quanto prima all’ordine del giorno l’esame della vicenda fissando una serie di audizioni, che si aprirà con i giudici del Tribunale dei minori che hanno emesso la sentenza sull’affidamento preadottivo della bambina. Poi sarà la volta dell’avvocato di fiducia e della giovane mamma.
Due mesi fa il caso era arrivato sotto i riflettori per le preoccupazioni espresse dal consulente di parte. Ora si conoscono i termini della decisione. Sono questi che l’hanno spinta a intervenire?
«Certo, è una sentenza allucinante. Fra l’altro in piena contraddizione con lo spirito della legge 194 sulla prevenzione dell’aborto, perché dichiara adottabile la figlioletta tolta alla madre al momento del parto, con la motivazione che la donna fosse troppo povera per provvedere al suo sostentamento. Ma come, ha portato avanti la gravidanza e poi non la sostieni? Questo è un segnale negativo per quante si trovano in condizioni difficili».
A luglio uno psicologo, contestando la relazione dei Servizi sociali, aveva già sottolineato che la ragazza era senza problemi di tossicodipendenza.
«Da quello che ho letto, credo anch’io che il fattore di rischio-droga non fosse presente. In ogni caso, per adottare un provvedimento del genere ci devono essere evidenze gravissime. Altrimenti diventa una violenza, un vero e proprio sequestro. E poi voglio vederci più chiaro anche perché in questa storia noto una strana fretta».
Cioè?
«Mi riferisco all’accelerazione impressa alla procedura di adozione, quando sappiamo tutti che in realtà le coppie richiedenti devono attendere tempi biblici».
Questo caso, come hanno osservato illustri avvocati matrimonialisti, ripropone il problema delle modalità dell’intervento giudiziario?
«Penso proprio di sì, perché nella scala di valori prima dell’azione del giudice viene il rapporto madre-figlio. Se ci troviamo di fronte a una situazione di abbandono lucido e consapevole, allora è necessaria la supplenza del Tribunale. Ma qui, almeno per quanto ne so, l’argomento decisivo sarebbe l’inadeguatezza di un reddito da 500 euro al mese. E allora, mi chiedo, il Welfare e le politiche di sostegno sociale che ci stanno a fare?».
di: Bruno Ruggiero
da: Il Resto del Carlino - ed- Nazionale - pag. 4 - 11 settembre 2010


LA PROMESSA DELLA RAGAZZA A CUI IL TRIBUNALE HA TOLTO LA NEONATA
«Voglio solo essere una buona madre»
Solidarietà da tutto il Paese. «Sono commossa: davvero troppo buoni»
di LISA CIARDI
GARA di solidarietà e duri interventi del mondo cattolico sulla vicenda della mamma di Trento, privata della figlia dopo aver scelto di farla nascere nonostante uno stipendio da 500 euro al mese e una complessa situazione familiare.
La madre, rifiutato il consiglio di abortire dato dai servizi sociali, ha partorito a gennaio. Da allora, non ha più visto la figlia, perché il Tribunale dei minori le ha sospeso la potestà genitoriale, dichiarando poi adottabile la bambina.
Dopo il clamore suscitato dalla vicenda, la lotta della madre per riavere la figlia ha raggiunto i massimi vertici istituzionali. Sul caso è intervenuto il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, che ha detto di «appoggiare l’iniziativa dell’onorevole Mussolini che ha richiesto un’audizione del giudice del Tribunale dei minori di Trento.
Fin dall’inizio, ci siamo interessati alla vicenda della mamma di Trento — ha detto — perché possiamo immaginare il suo dolore, il più grande che una madre possa provare. Ma siamo convinti che una decisione così grave non sia stata presa a cuor leggero dalle autorità giudiziarie. Aspettiamo quindi di leggere la sentenza e appoggiamo l’iniziativa dell’onorevole Mussolini».
Dal mondo del volontariato, intanto, massima disponibilità ad aiutare la neo mamma. «Siamo pronti a fare tutto il possibile per scongiurare la separazione definitiva tra la giovane madre e la sua bambina — ha detto Gabriele Brunini, presidente della Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia —. Non ci possiamo solo rammaricare, ma siamo chiamati a offrire aiuto, accoglienza e lavoro a una madre in difficoltà che con coraggio ha rifiutato di abortire. Abbiamo già ricevuto offerte da diverse Misericordie di varie parti d’Italia. Non vogliamo polemizzare con nessuno, ma crediamo che separare un figlio da una madre sia uno degli atti più drammatici che possano esistere».
Durissime parole sono arrivate anche dal vescovo della diocesi di San Marino-Montefeltro, monsignor Luigi Negri. «È stato compiuto un delitto innominabile contro una persona — ha detto —, la sua libertà, il sacrosanto diritto a generare figli. Uno Stato che nella sua Costituzione mette al centro la persona e la famiglia, avrebbe dovuto aiutare una madre e non intervenire brutalmente togliendole la figlia, con un piglio che ricorda l’arroganza e la violenza dei regimi totalitari».
Monsignor Negri si chiede se «la colpa di questa donna non sia stata quella di essersi opposta a chi voleva farla abortire».
«Togliere un figlio alla madre per le condizioni economiche manifesta un’inaccettabile ingerenza dello Stato nella sfera della famiglia e del privato — dice Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc — compito dello Stato non è punire una donna perché ha scelto di avere un figlio, ma aiutare la famiglia».
DURISSIMO anche il Movimento per la vita che denuncia il rischio di «criminalizzare la maternità». Interviene con forza Maria Burani Procacccini della Fondazione Movimento Bambino, presieduta da Maria Rita Parsi: «Questo caso dimostra che è indifferibile l’emanazione di una nuova legge sulle adozioni nazionali, che introduca l’istituto dell’adozione ‘mite’ o ‘aperta’, più favorevole alla conservazione di rapporti con la famiglia di origine, qualora questa non vi riesca per uno stato di grave indigenza».
Intanto Maria
Rita Munizzi, presidente del Movimento Italiano Genitori, rende noto di aver già trovato a Roma un posto di lavoro per la mamma di Trento.
da: Il Resto del Carlino - ed- Nazionale - pag. 5 - 11 settembre 2010


QED
Ultima modifica di Feliks; 11-09-10 alle 12:54




Decisione sconcertante, spero che in appello ribaltino completamente le cose.


Posto che in una società senza stato ci sarebbero comunque degli enti/agenzie (privati) che si occuperebbero della protezione degli individui e posto che in un simile contesto non esisterebbe obbligatorietà dell'azione penale, a punire i genitori sarebbero tali agenzie, qualora qualcuno decidesse di intraprendere azioni legali contro chi fa prostituire i bambini. Ora, associazioni di volontari che si occupano degli infanti ce ne sono a bizzeffe anche oggi, ed esistono proprio perché malgrado le leggi a tutela dei bambini, casi di violenza e soppruso sono all'ordine del giorno. Perché mai non dovrebbero esistere in condizioni di a-statualità? La società senza stato non comporta la palingenesi umana, solo una diversa organizzazione sociale, non molto diversa da quella odierna fra gli stati nazione.
Esatto. Sembrerà scabroso, ma prova a pensare alla situazione opposta, ovvero il caso in cui nessuno possa dirsi proprietario assoluto del proprio corpo.E poi mettendola così la logica conseguenza è che nessuno dovrebbe punirli se li vendessero o se non prestassero loro le necessarie cure, o addirittura non gli dessero da mangiare, anche nel caso in cui questo causasse grave pregiudizio, o addirittura la loro morte.
Mi fa piacere che la pensi così, anche perché è l'ulteriore dimostrazione che l'indignazione per un caso simile non è prerogativa di pochi pazzi visionari che vivono in un mondo parallelo. Anzi, a ben vedere, l'unico ad essere d'accordo nei principi con la decisione del giudice, è proprio quello che mi accusa di essere fuori dal mondo.Fermo restando che, secondo me, in questo caso il tribunale ha sbagliato.repapelle:
Ultima modifica di H.I.M.; 11-09-10 alle 15:30



