

- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


In un sistema di informazioni interconnesse e fruibili in tempo zero come è il nostro viene meno lo strumento cardine con il quale si può aumentare a dismisura il divario di potere: il divario di conoscenza. Difficile oggi dire ad un negro "stai lì buono perché io so che i negri sono inferiori"
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Tipico di tutti i progressisti: chi non è d'accordo con loro è "intellettivamente limitato", un "analfabeta funzionale" che non capisce. Tu non rispondi alle obiezioni, ma le fuggi costantemente.
Non sbagliava affatto.
Ciò che è arbitrario non ha una base oggettiva, quindi no, non sono termini compatibili contenutisticamente.
Ma che c'entra?
Cavalli Sforza lo ha sostenuto solamente verso la fine della sua carriera, Edwards no.
Non capisco perché tu debba dire bugie.
Che tu le voglia chiamare razze o gruppi etnici, tali divisioni sono rilevate geneticamente: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12493913
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




Ancora con questa storia del patto sociale?
Le società esistono in base alla necessità, non in base alla convergenza volontaria ed arbitraria degli individui. Al limite, sono i governi che reggono queste società a dover ricorrere ad un sapiente dosaggio di forza e di consenso per andare avanti. Riguardo alla situazione sudafricana, è ovvio che, se governi stranieri con la forza delle armi o del sostegno economico-finanziario danno manforte a forze politiche che, di per sé, sono largamente minoritarie, quest'ultime riescono a far valere il proprio peso politico più di quanto glielo consenta il consenso effettivo che hanno in patria. In più, aggiungici il fatto che l'incremento della disponibilità di mezzi di propaganda dà conseguenti maggiori possibilità di diffondere il proprio messaggio in un modo accattivante, facendo leva su indubbie mancanze del sistema. Peraltro, noi abbiamo l'idea grossolana che ci fosse un'élite di bianchi dispotici che teneva oppressi milioni di negri che, ad un certo punto, si sarebbero svegliati da un lungo torpore ed avrebbero imposto ai bianchi di abolire l'apartheid ed imporre una democrazia "multirazziale", ma le cose non sono andate affatto così. Se a un europeo, anche relativamente bene informato, dici che c'erano negri che sostenevano il mantenimento dell'apartheid, l'europeo in questione 8-9 volte su 10 ci rimarrà di sasso perché la vulgata mainstream in materia (così come su tanti altri temi) è un'altra. Quello che voglio dire è che l'esempio del Sud Africa (o per certi versi della Rhodesia) non è sufficiente per dimostrare che qualsiasi forma di discriminazione razziale sia sbagliata e, se andiamo a guardare la storia del Sud Africa prima della fine dell'apartheid, noteremo sicuramente dei difetti e dei problemi nel funzionamento del sistema politico e nelle dinamiche interne alla società sudafricana, ma difficilmente noteremo mai dei difetti tali da poter dire: "Non poteva che finire per crollare" perché un ruolo fondamentale ebbe sia la pressione internazionale che il ricorso ad una tattica del terrore e della violenza (fomentata dall'esterno) da parte dei gruppi anti-apartheid.
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Dipende dai casi. Sicuramente, sono tutti fattori che incidono contemporaneamente, ognuno a proprio modo.
No, io citavo Balotelli solo per dire il caso di un personaggio famoso d'origine africana e di razza negroide che è stato adottato.
Sicuramente, però il bambino adottato è già in partenza segnato. Possiamo solo cercare di attenuare, non di eliminare il problema.
Ma infatti io non sono per alcuna "adozione" degli immigrati stranieri, se non per quelli che provengono da paesi compatibili con il nostro per cultura, storia, razza, cultura, lingua et similia. Al massimo, sono per l'ospitalità. Un'ospitalità anche di riguardo o permanente, ma senza alcuna adozione.
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Lo so, ma infatti la discussione partiva da un post di Marietto che invece sosteneva ciò.
L'argomentazione dell'italiano considerato arabo o negro dai WASP lascia il tempo che trova: classico leit motiv progressista ed anti-razzista. Riproporlo non lo rende fondato. Peraltro, gli italiani venivano aggettivati come "africani" et similia proprio per disprezzarli. Il che già svelava involontariamente la consapevolezza della forzatura di un'aggettivazione del genere.
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E che cosa c'entra questo con il fatto che il bene non è "misurato" dall'utile ma è, se mai, "misura" dell'utile?
Dipende che cosa intendi per "trattarlo diversamente". Se dai più da mangiare all'uno che all'altro, commetti evidentemente un'ingiustizia. Se consenti ad uno di avere un'istruzione migliore dell'altro, sei ingiusto. Ma se, ad es., facendo testamento, dai un'eredità maggiore all'uno anziché all'altro non fai alcunché di illegittimo.
L'aborto ha un valore eugenetico anche se viene impiegato, ad esempio, per non avere un bambino down, a prescindere dal fatto che con ciò si voglia rendere più sana e robusta la razza ariana o semplicemente non avere l'incombenza di gestire un bambino così problematico.
Esattamente.
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