Quanti ne vuoi:
https://www.ilmessaggero.it/primopia...a-3877342.html


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Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




Appunto, i Pink Floyd sono un gruppo musicale esponente di una cultura straniera, che ha avuto un rilievo mondiale ed ha assunto notorietà in svariati paesi. Ma anche Dante Alighieri è studiato in tutto il mondo: questo non significa che faccia parte della cultura inglese o tedesca allo stesso modo in cui fa parte della cultura italiana. Ecco perché, ripeto, l'affermazione/obiezione di Druuna è priva di alcuna consistenza. Il sano nazionalismo non è quello che ti fa dire che Dante Alighieri è bravo perché italiano, mentre Goethe fa schifo perché tedesco. Il sano nazionalismo è quello che ti fa apprezzare entrambi in ciò che hanno di buono (o te li fa criticare in ciò che hanno di negativo), ma ti fa distinguere chiaramente il "mondo" dal quale provengono e/o di cui sono espressione.
Dalla nascita del volgare in poi, in Italia le parlate più diffuse sono sempre state quelle italo-romanze. La storia comune abbiamo iniziato ad averla sin dai tempi dell'antica Roma. Del resto, il processo di formazione della nostra nazione inizia proprio con l'espansione politica, militare, demografica e culturale di Roma e raggiunge a suo modo l'apice ed una certa stabilità con il Medioevo. Una delle lingue ufficiali del Regno Lombardo-veneto era l'italiano mica per caso e a Trento e a Trieste si parlava più italiano che tedesco o sloveno ben prima della loro annessione al Regno d'Italia dopo la prima guerra mondiale. Sul grado di consapevolezza di questa comune identità abbiamo testimonianze soprattutto da fonti che provengono inevitabilmente dalle classi colte laiche o ecclesiastiche perché erano quelle che producevano in merito più documenti, essendo le uniche in grado di saper leggere e scrivere e quindi trasmettere ai posteri la propria visione. Ovvio che il processo di formazione dello Stato unitario, unito alle maggiori possibilità di viaggiare, comunicare, ecc., abbia reso più forte e vivo il sentimento nazionale, soprattutto negli strati popolari, ma questo non significa che queste masse popolari, consapevoli o meno, non fossero italiane, almeno sotto un profilo obiettivo.
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Tranquillo, ci sono pure le colf: https://www.avvenire.it/economia/pag...-colf-italiane
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Sono diminuite in termini assoluti, ma le italiane sono aumentate. Quindi, insomma, non vale più la scusa dei lavori che gli italiani non vogliono più fare, almeno per quel che riguarda badanti e colf. Ad ogni modo, uno dei benefici effetti di una politica di forte limitazione degli ingressi regolari (che di per sé è questione distinta dalla lotta all'immigrazione clandestina o alla gestione dei richiedenti assilo, pur avendo un'inevitabile ed innegabile connessione) sarebbe quello di riequilibrare il mercato del lavoro in determinati settori in cui la presenza di manodopera a basso costo ha contribuito a far abbassare ulteriormente i salari. Non guasterebbe anche una sana politica di selezione che impedisca di far entrare cani e porci nei licei e, a maggior ragione, nelle facoltà universitarie più inflazionate, ma purtroppo quell'ambito è un ginepraio.
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