



Benissimo, allora accetta che questo "meraviglioso paese" è un paese di bianchi e - quasi tutti - cattolici e che sono bianchi e - quasi sempre - cattolici ad averlo reso tale.
E le generazioni precedenti, cioè quelle che questa nazione l'hanno edificata e fatta progredire nei secoli?
Come ti ho detto, la società multirazziale odierna non ha precedenti storici. Gli unici esempi un po' analoghi che possiamo trovare nel passato sono quelli che ti ho menzionato e o non sono positivi o sono pieni di criticità considerevoli. I nativi americani sono stati invasi da popoli razzialmente diversi da loro: sono finiti nelle riserve.
Questo non è vero: tra l'America centro-meridionale degli ultimi due secoli e l'America centro-meridionale d'epoca precolombiana c'è praticamente un abisso. Un argentino, un brasiliano, un peruviano, un cileno, ecc. c'entrano poco con un inca o un chimù. Il meticciato è un fenomeno molto consistente in tutta l'America latina. Per secoli le gerarchie sociali corrisposero anche ad una gerarchia razziale in cui in cima c'erano i discendenti diretti dei coloni europei e più si "scendeva" nella scala sociale e più si trovavano persone mescolate razzialmente. In basso, in genere, c'erano coloro che non avevano nessun avo europeo.
Gli USA poi sono l'esempio emblematico del fallimento della società multirazziale nel suo intento di amalgamare, assorbire e mescolare genti diverse. E ciò proprio a causa della permanenza sostanziale di una separazione tra le varie componenti etniche statunitensi. Questo spiega anche l'artificialità e la sostanziale vacuità dell'identità e della cultura americana.
Questi discorsi da fricchettone lasciano il tempo che trovano: qua non abbiamo a che fare con folkloristici e numericamente inconsistenti monaci provenienti da Lhasa venuti in Italia, ma con orde di maghrebini, subsahariani, mongolidi, zingari e latino-americani che, complessivamente, si stimano non a centinaia, non a migliaia, ma a milioni in paesi - come il nostro - che pur essendo in termini di demografia autoctona in forte crisi sono densamente popolati.
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Questo non è il punto: una persona può spostarsi ma non mescolarsi con nessuno o quasi. E' stato il caso dei cosiddetti WASP americani: discendenti di coloni inglesi che hanno spesso e volentieri rimarcato la loro distanza e la loro alterità con gli altri popoli presenti nel Nord America, persino quando erano d'origine europea come loro (esempi emblematici: italiani, irlandesi e spagnoli). Storicamente, i casi di meticciato interrazziale di massa sono più eccezioni che regole. Il problema ulteriore è il modello ideologico sottostante alla società multirazziale, multiculturale e multireligiosa odierno, che è un modello funzionale allo sradicamento planetario imposto e voluto dal capitalismo apolide globalista.
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
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Io guardo ai precedenti dei secoli passati: gli esempi storici che abbiamo avuto di società multirazziali sono fortemente problematici, per usare un eufemismo.
La volontà di costruire un mondo in cui le identità vengono di fatto annullate o assorbite attraverso il loro mescolamento o la sostituzione - quanto meno parziale - delle popolazioni autoctone perché ci si deve tutti uniformare ad un modello sostanzialmente materialista mi fa orrore. Ed il problema è che si tratta esattamente di ciò che intendono e vogliono i promotori della società multirazziale e delle migrazioni di massa.
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Che oggi esistono istanze ideologia intente a promuovere il mesocolamento è indubbio. Così come che oggi esistano altrettante istanze sempre ideologiche intente ad ostacolarlo è altrettsnto indubbio.
Quello che è dubbio invece è la loro capacità di influire su processi che si sviluppano nell'arco di secoli e che quindi sono sottoposti ad una mole di variabili storiche assai soverchianti rispetto a quelle istanze.
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Più che spinte ideologiche intente ad ostacolare il mescolamento credo che oggi esista una reazione - spesso di pancia - contro gli effetti peggiori di determinati fenomeni connessi alla globalizzazione, tra cui anche l'immigrazione di massa. Io credo che alla lunga il modello di società multirazziale che oggi viene promosso soprattutto "dall'alto" fallirà e che, in realtà, almeno per quel che riguarda l'Europa occidentale, sia sostanzialmente fallito, come dimostrano i casi della Gran Bretagna, della Francia ed in buona parte sia dei paesi scandinavi che della Germania. La cosa peggiore sarà il costo sociale ed umano che pagheremo per questo fallimento inevitabile.
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C’è solo un problema: la speranza di vita sta sugli 80-85 anni e, inoltre, l’essere umano tende a idealizzare il periodo della propria giovinezza e trovarvisi a suo agio - si chiama natura! (cit.) - per cui frega cazzi se tra 200 anni l’Italia non esisterà più o sarà di colore nero. Quel che conta è il qui e ora, e che sia il più possibile simile al periodo della gioventù.


Anche a me piacerebbe che domani non piovesse perché voglio andare al mare. Se però domani piove io posso anche dire che "frega cazzi se piove perché io voglio andare al mare". Posso dirlo anche fino a diventare viola in viso, tanto se deve piovere piove lo stesso
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