Vedo , con rassegnazione , che si continua a disquisire di razze e genetica.
Vedo anche che si fa ampio uso del cherry picking sugli studi e che la maggior parte dei ragionamenti si fanno con un utilizzo ambiguo dei termini.
Per l'ennesima volta provo a riassumere la situazione.
Il vecchio concetto delle razze antropologiche basato sulle differenze anatomiche che presupponeva una più o meno lunga evoluzione separata di ceppi ancestrali dell'Homo , nella letteratura moderna esemplificato dal modello multiregionale a livello continentale è morto e sepolto almeno per quanto riguarda l'Homo sapiens e quindi l'umanità moderna.
Rimane valido per spiegare la differenza fra le diverse specie(? o sottospecie) sapiens , neanderthal , denisova ma sicuramente non è più il modello per caratterizzare le differenze all'interno dell'Homo sapiens.
Anche la presenza di ibridazione(assimilazione?) dell'homo sapiens dopo l'out of africa II(potrebbe esserci stati più tentativi) con le altre specie gemelle non cambia di molto lo scenario: una specie che si caratterizza nel continente africano (qui l'ipotesi di una multiregionalità rimane ancora in piedi anzi è più plausibile della speciazione puntiforme) e che si espande negli altri continenti in tempi relativamente recenti.
In questa ottica la presenza di gradienti nella distribuzione all'interno delle varie popolazioni sia a livello genetico che a livello fenotipico diventa la logica conseguenza di questa espansione come la minor diversità presente nelle popolazione extraafricane (al netto dei contributi delle ibirdazioni) rispetto alla popolazione africane si spiaga benissimo con le varie ipotesi del fondatore o di deriva genica in popolazioni numericamente esigue in un dato momento.
Il fatto che qualsiasi suddivisione in popolazioni distinte che si basano su singoli o pochi caratteri (fisici o genetici) portano a risultati diversi (il famoso range da 3 a centinaia di razze) non fa altro che ribadire che questo sia il tentativo di ridurre a un insieme che si avvicina alla continuità in elementi discreti.
Anche il fatto che gli attuali programmi che cercano di raggruppare le popolazioni mondiali in sottounità discrete e distinte perdano via via di efficacia ma mano che vengano inserite popolazioni intermedie dal punto di vista geografico non fa altro che mostrare che sia più il carattere di continuità che quello della discontinuità l'elemento comune nella popolazione umana nel suo complesso.
Possiamo affermare quindi che ormai tali programmi più che ad una differenzazione in 'razze' effettuino una ricerca di ancestralità(ancestry) , in poche parole quali sono gli altri individui con cui condivido antenati più prossimi.




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