





In realtà non è difficile comprendere che come per le altre specie suddivise in razze alcuni caratteri mentali si associano ai caratteri fisici. Questa illimitata libertà data alla mente rispetto al corpo ed in modo esclusivo alla nostra specie è ridicolo. Anche solo a livello empirico si può notare come il funzionamento sia identico per tutti gli esseri viventi, tra alcune razze di cani piuttosto che altre, e così per i cavalli, ed i buoi si favoriscono nell'accoppiamento individui che hanno determinate risposte mentali agli stimoli esterni e così si finisce per legare ad una determinata forma fisica un carattere (laddove una risposta mentale equivale ad un determinato utilizzo del cervello ed anche ad una formazione del cervello stesso), non si capisce perché un milanese, la cui stirpe ed ambiente ha favorito nell'accoppiamento un determinato tipo di risposte cerebrali (corrispondenti agli individui che avevano quel tipo di risposta allo stimolo) dovrebbe essere identico mentalmente ad un pigmeo. La differenza di risposte è allevata anche dagli uomini e si sa che diversi caratteri corrispondono ad un diverso utilizzo del cervello il quale per altro funziona in sincronia con il resto del corpo sempre nell'articolare le risposte dell'individuo agli stimoli. Questa fantomatica cultura che alcuni agitano a risposta a tutto non può non corrispondere a caratteri e cerebralità diverse e questo poiché qualsiasi cosa tu faccia tu lo fai utilizzando il tuo cervello (diverso da quello degli altri) in un particolare modo.
L'antifascismo è terrorismo! Mettilo anche tu in firma!Il Presidente degli Stati Uniti d'America ha ragione!




https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3409833/
Come vedi si accetta che la "cultura costituisca le connessioni del cervello" sicché dovrebbe esser palese che come la cultura operi queste connessioni questo "cablaggio" del cervello sempre la cultura sia capace di selezionare riproduttivamente gli individui che "cabla" cerebralmente.
Non so se hai capito @TheMeroving ma sostanzialmente se una determinata cultura cabla il cervello dei suoi individui per il cannibalismo, favorendo poi riproduttivamente chi lo pratica presso altre "culture" come la nostra la cultura cabla gli individui per allontanarsi da tale pratica favorendo riproduttivamente gli individui più lontani dal cannibalismo. Cosa simile avviene per ogni altra pratica di una determinata popolazione il cui comportamento complessivo viene denominato "cultura".
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Del resto sarebbe un enorme svantaggio che gli individui appaiano uguali alla nascita e che questo processo di costituzione del cervello avvenga durante la vita, la capacità di trasmettere il proprio funzionamento cerebrale assieme a tutti gli altri geni fa si che l'individuo abbia un considerevole vantaggio nell'adattarsi alla vita in mezzo ai suoi.
Presuppongo poi che ci sia tutta una serie di pregiudizi in tutto questo, e cioè si attribuisce la parola "intelligenza" al nostro comportamento (noi europei) sicché si attribuisce negatività (mancanza di intelligenza) al loro comportamento. Molto più prosaicamente rendendoci conto che siamo esseri limitati e sovrastati dall'ambiente direi che essere intelligente nascendo su una dispersa isola del pacifico corrisponde ad essere un individuo completamente diverso da un viennese, se necessario anche essere cannibali è essere intelligenti in certi posti.
Per lui è bene ereditare QUELLA intelligenza e non la nostra, QUELLE risposte e non le nostre. Nel deserto sei intelligente in modo diverso, non si può portare Vienna tra i ghiacci degli eschimesi ne tra le sabbie del deserto mauritano. Paradossalmente l'antirazzismo esiste perché si pensa che le persone dovrebbero avere pari opportunità ma che significa tutto ciò? Dobbiamo forse tutti diventare dei medici in un comodo attico viennese? Magari qualcuno deve diventare un "survivalist" dei ghiacci o delle giungle o delle sabbie. Non posso che spiegarmelo dicendo che l'antirazzismo che vorrebbe impedire agli uomini di trasmettere caratteristiche mentali e cerebrali ai suoi discendenti e figlio del razzismo che vorrebbe obbligare alla nostra civiltà quelle genti.
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


È normale temere tutto ciò che è potenzialmente nocivo... ergo: chi è razzista dimostra quondi intelligenza, prudenza, attenzione, cautela, saggezza e lungimiranza.... tutte qualità positive..... l'antirazzista è solo uno squilibrato a cui piace giochicchiare con una pistola carica, se non temi ciò che potenzialmente è nocivo sei solo un incosciente.
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When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)


Cazzate. Il razzista teme le cose in base a pregiudizi che si possono rivelare erronei, oltre che formare un clima nocivo e anti-sociale.
Le persone normali cercano di valutare le cose caso per caso, ed è lì che si trovano le qualità che hai elencato.
I razzisti sono solo coglionazzi che hanno bisogno di sentirsi superiori per non ricordare il genere di merda che sono.


Perché insulti??? quella è la tua opinione... ma come ti è già stato spiegato più volte, non sempre l'identitario è un suprematista... quindi il tuo assunto - che nella tua mente si trasforma in postulato, ma in realtà è solo un pregiudizio - viene totalmente svuotato di significato.
P.S. le parolacce le conosco anch'io... eh??? anche più pesanti di quelle che sei solito usare tu.... ho fatto asilo, elementari e medie dalle suore... conosco certi insulti che non riusciresti nemmeno ad immaginare
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