Come già detto, assumi la sofferenza come discrimine, io no.
Ripeto: il discrimine sulla senzienza è tuo, non mio. Il mio è l'lautoconsapevolezza o intelligenza superiore della specie.per voialtri a cui prude il sederino per le nostre vittime ha appena senso che il discrimine sia la senzienza, ma d'altra parte ognuno può costruirselo in maniera da poter trarre profitto dall'esclusione di altri esseri senzienti (dopodiché se vuoi potrai ululare "eh ma se opprimiamo altri gruppi umani quelli per rappresaglia ci fanno il culo" come facevano i fan del proletariato e del Terzo Mondo prima della controrivoluzione neoliberista e neocoloniale che fa gridare intorno alla sorte di chi "prima viene depredato nella sua terra e poi viene respinto alle frontiere")





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