L’importanza del Mar Cinese Meridionale per la Cina
Perché i cinesi sono così interessati agli isolotti presenti nel Mar Cinese Meidionale? Per rispondere a questa domanda iniziamo ad analizzare quello che è il contesto interno della Cina; il Partito Comunista Cinese ha come obiettivo primario la crescita economica e il possesso di queste porzioni di terra ferma risulta strategicamente importante oltre ad essere anche fonte di legittimazione per un regime non democratico.
Nella crescita dell’economia cinese risultano cruciali sia le esportazioni che l’accesso a fonti estere di energia.
Per quanto riguarda le esportazioni nel 2009 più del 90% del commercio estero cinese avveniva via mare e le importazioni di petrolio marittime costituivano più dell’80% delle fonti petrolifere. Detto questo, l’ossessione della leadership cinese per il controllo di questa porzione geografica non sembra essere poi così oscura.
Quello che però non sta per niente a cuore ai cinesi è il Diritto Internazionale. Nella Convenzione di Montego Bay (United Nations Convention on the Law of the Sea; UNCLOS) del 1982 all’articolo 3 viene sancito che ogni stato ha il diritto di fissare la larghezza del proprio mare territoriale fino ad un massimo di 12 miglia marine. L’articolo 56 inoltre stabilisce che “La zona economica esclusiva non si estende al di là di 200 miglia marine dalle linee di base da cui viene misurata la larghezza del mare territoriale”.
Questo è ciò che recita il diritto internazionale. La Cina però, oltre a non aver firmato la Convenzione, ritiene di poter estendere i propri diritti marittimi ben oltre le 200 miglia marine adducendo a motivi di natura storica anche se l'UNCLOS riconosce argomenti storici solo ad ambienti limitati e tra questi la Cina non figura.
Che tattiche utilizza la Cina?
La Cina, nella sua graduale conquista verso la posizione di egemone regionale, utilizza quella che dagli esperti viene definita la “Tattica del salame”. Questa è una tattica che si protrae a step proprio come noi affettiamo il salame, fetta dopo fetta, la Cina conquista isola dopo isola e ci costruisce infrastrutture militari e civili.
Ecco un’immagine che chiarisce la questione proiettandovi nel concreto:
Immagine
La foto satelitare ritrare un isolotto. Nella prima metà partendo dall’alto l’immagine ritrae la porzione di terra nell’agosto del 2014 mentre la metà restante ritrae nuovamente l’isolotto appena un anno dopo, 28 ottobre 2015.
In un solo anno l’isola ha subito una trasformazione in toto.
Cosa ci collocano i cinesi? Da evidenze fotografiche sembra che sulle isole vengano installate artigliere anti-aircraft e close in weapons system (oltre a infrastrutture di varia natura).
Detto questo, smetto di ammorbarvi con il mio primo post e chiedo a voi come pensate che gli Stati debbano porsi nei confronti della Cina. Queste dispute e dimostrazioni di forza vengono spesso ignorante dai media comuni anche se avvengono quotidianamente, in una porzione di mare contesa tra vari attori regionali dove la Cina la fa da padrona.
Fonte: me medesimo.





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