



Un rigurgito di demenzialità sovraniste, la lettera dell'UE era prevista da mesi, ma il felpa ne parla solo ora per farsi passare da vittima del sistema, e i gonzi abboccano.
When the facts change, I change my mind. What do you do, sir? John Maynard Keynes


28 Maggio 2019 di Chicco Valli
Lo spread ed altre analogie con il 2011
Con una tempestività degna di una “guerra lampo” ieri è arrivata una comunicazione dalla UE sul probabile invio di una lettera di richiesta di chiarimenti da parte della Commissione al governo italiano e che avrebbe ad oggetto il “richiamo” al suo debito eccessivo con possibile conseguente minaccia di una multa stimata in 3,5 miliardi di euro.
Debito, in arrivo la lettera Ue. Ipotesi multa da 3,5 miliardi - Affaritaliani.it
La mirabile e rapida capacità comunicativa in seno alla UE, sempre che venga confermata autentica nei prossimi giorni, oltre ad aprire il campo a riflessioni e perplessità sul metodo comunicativo stesso, sembra farci rivivere di nuovo il preludio di un triste periodo della nostra storia politica recente, quello dell’ormai famoso quanto riconosciuto golpe del 2011, ma senza ancora la piena consapevolezza che ciò possa essere riproposto con altrettanta detestevole impunità e spudoratezza.
Londra conferma: Colpo di Stato contro il Cav ordito da Merkel, Sarkozy e Napolitano? | Imola Oggi
Veniamo alle analogie che ci ricordano il recente passato.
Punto 1.
Accordi preliminari preferenziali
4 febbraio 2011 – patto per la competitività tra la merkel e sarkozy
22 gennaio 2019 – trattato di Aquisgrana tra la merkel e macron
Tra la Merkel e Sarkozy un Patto per la competitività
Punto 2.
Guerra
19 marzo 2011 – la francia attacca la libia
https://scenarieconomici.it/clamoros...ibia-gheddafi/
Aprile 2019 – la francia appoggia haftar per la conquista della libia
https://www.ilsussidiario.net/news/e...-pace/1871561/
https://www.liberoquotidiano.it/news...ra-sarraj.html
https://www.ilsussidiario.net/news/g...golfo/1886794/
Punto 3.
BCE e controllo politiche monetarie
10 maggio 2011 – Merkel appoggia la candidatura italiana di Draghi e concede a Sarkozy di puntare sulla nomina di Lagarde al FMI, e conquistandosi una sicura opzione tedesca su almeno una delle due successive candidature (2019)
27 maggio 2019 – Merkel esprime la volontà di proporre un suo uomo alla guida della BCE, Jens Weidmann.
L’analogia in questo caso consiste nella scelta di politiche di intervento di austerity contro l’Italia in concomitanza con l’avvicendamento della presidenza della BCE in modo da garantirne una continuità d’azione negli anni successivi.
Elezioni europee: Vestager verso la Commissione, Merkel vuole la Bce - Affaritaliani.it
Punto 4.
Magistratura
Durante il primo semestre 2011 la magistratura effettua una serie di attacchi al premier italiano, Berlusconi, a sfondo sessuale
https://www.ilfattoquotidiano.it/201...nistra/113931/
Durante il primo semestre 2019 la magistratura effettua una serie di attacchi al vicepremier, Salvini, con riferimento ad attività del partito e alla sua attività di ministro.
Punto 5.
Ruolo mediatico del leader carismatico politico e apparente salute politica del Governo
12 maggio 2011 – Berlusconi dichiara pubblicamente l’importanza della sua capacità mediatica di dialogare con il pubblico e il suo indice di apprezzamento
https://www.blitzquotidiano.it/agenz...-al-20-854052/
27 maggio 2019 – Salvini viene indicato come il vero fautore del successo mediatico della Lega
Lega, successo è merito di Salvini - Trentino AA/S - ANSA.it
Punto 6.
Spread
Nel maggio 2011 inizia l’ascesa dello spread BTP-BUND 10 anni
Punto 7.
Lettera istituzionale
4 agosto 2011 – Il Governo italiano riceve una lettera della BCE con 39 punti che indicano le manovre di riforma e di sacrificio che l’Italia deve intraprendere per evitare il “default”.
Tremonti rivela: "La lettera della BCE in realtà fu scritta dal governo Berlusconi"
https://www.direttanews.it/2011/11/0...da-realizzare/
https://www.investireoggi.it/economi...deutsche-bank/
27 maggio 2019 – Il Governo italiano viene informato che riceverà dalla Commissione UE una lettera di “richiamo” sui punti disattesi finora dall’Italia rispetto ai parametri ed ai vincoli firmati nel trattato di Maastricht e integrati successivamente a Lisbona con ulteriori regole restrittive introdotte dal cd “fiscal compact”.
Le motivazioni si fondano sul “vulnus” italiano del Debito Pubblico troppo elevato che, nell’ambito di una “convinta” permanenza nella UE attuale e nel sistema Euro, ventilata dal Governo in carica significa forti rischi di immediati provvedimenti disciplinari all’indirizzo dello “stivale italico” in caso non si attuino manovre correttive.
Possibili opzioni con effetti a breve-brevissimo termine: patrimoniale secca “one-shot” su classe reddituale media-bassa (quella alta ha già messo in sicurezza propri beni), svendita di patrimonio pubblico, aumento delle imposte indirette (IVA), prelievi forzosi da conti correnti in stile Amato anni ’90, requisizione di beni ad alto valore (oro e altri metalli preziosi), aumento della accise su consumo di utenze o beni di prima necessità (energia elettrica, carburante, gas ecc.), (s)vendita di quote di partecipazione di asset strategici statali (CDP, Poste ecc.), prelievo in stile “Tobin Tax” sulle rendite finanziarie o sui patrimoni finanziari detenuti sotto qualsiasi forma.
Postulato 1
1. La BCE non ha la funzione tipica di tutte le altre normali banche centrali nel mondo di sostegno anticiclico dell’economia.
2. La BCE non è controllata da alcun organo europeo nè soggetta a vincoli esterni di alcun tipo.
3. qualora intendesse agire per sostenere qualsiasi soggetto, sempre in ambito assolutamente discrezionale, essa immette la liquidità solo attraverso il circuito bancario e finanziario che potrà intervenire utilizzando il sistema bancario come sistema di erogazione del credito e della finanza assoggettate a regole di mercato e quindi anche a dinamiche speculative di rendimento dell’investimento e non di indirizzo politico o strategico.
4. conseguentemente non ha alcun vincolo-obbligo nei confronti degli Stati Europei ancorchè appartengano alla zona Euro.
Postulato 2
1. la moneta “Euro” può essere stampata sottoforma di bancanota solo con l’autorizzazione della BCE e può essere utilizzata dai singoli Stati solo se il loro valore viene prestato dalla BCE agli Stati stessi nonostante tale moneta sia prodotta senza costi ad esclusione del costo primo di stampa.
2. il prestito di questa moneta fa sì che la stessa crei il debito pubblico che deve essere poi ripagato dallo Stato aggiungendo interessi su “bene” che nasce non è costato nulla al prestante (BCE) che non possono essere ripagati perchè la moneta per pagarli non esiste per definizione, salvo chiedere a prestito ulteriore moneta con effetti di crescita esponenziale del debito dovuto alla capitalizzazione degli interessi sul capitale-moneta prestata ovvero sottrarre patrimonio allo Stato e/o ai cittadini. Ciò porta nel lungo termine ad azzerare le risorse di un Paese rendendolo sterile ed improduttivo.
3. conseguentemente a ciò, la BCE non può (e non deve) svolgere il ruolo tipico delle banche centrali di sostegno positivo e riequilibrio economico temporale (cicli negativi) o spaziale (sperequazione geografica-territoriale tra Stati o distretti) o sociale attraverso l’uso delle politiche monetarie stampando la moneta-positiva che appartiene allo Stato sovrano che può disporne in funzione delle necessità come accade anche negli USA ed in Giappone.
Postulato 3
1. dati i postulati 1 e 2 l’Unione Europea non ha ammortizzatori che possano intervenire in caso di crisi sistemica in modo da assorbire o quantomeno mitigarne gli effetti.
2. in caso di crisi sistemica, ai singoli Stati non è data la garanzia di un possibile “paracadute” se non indebitando, vessando e “vincolando” ulteriormente gli stessi Stati interessati, come avvenuto con la Grecia.
3. gli Stati più vulnerabili sono quelli che allo start-up della Unione Europea mostravano un maggior debito pubblico relativo, Italia in prima linea.
Date queste premesse possiamo sostenere che ci siano tutte le condizioni per attenderci un’estate molto calda ed impegnativa.
Sorge, però, spontanea una domanda. Alla luce delle dichiarazioni per niente diplomatiche e velleitarie veicolate in quel di Bruxelles all’indirizzo dell’Italia, il Governo cosa si aspettava succedesse con i risultati politici di ieri? Che i partiti europeisti e conservatori si accodassero tutti proni e deferenti a chiedere lumi ai vari gruppetti sovranisti sorti qua e là sul territorio europeo? E’ pronto il Governo piuttosto a mettere in campo e sostenere un piano alternativo, detto in gergo “way out” immediato in caso di possibile fallibilità di tutti i buoni propositi oggetto di tutte le esternazioni politiche avanzate dai leader politici ieri?
Siamo sicuri di averlo un piano? Forse non sarebbe opportuno prepararsi immediatamente al “coprifuoco”?
Grecia, stiamo arrivando.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Staremo a vedere.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


c'è un'analogia importante: il governo in carica ci sta mettendo nel guano.