Il Movimento 5 Stelle decide di aumentare il numero massimo dei mandati per i consiglieri comunali da due a tre. Tuttavia, per realizzare questo (legittimo ma per i propri adepti scivoloso) proposito non dice, appunto, che per i consiglieri comunali il numero massimo dei mandati passa da due a tre, ma inventa un singolare escamotage: il numero massimo resta due, solo che si inizia a contare da zero e non da uno. Cosa che di fatto fa ovviamente diventare i mandati tre.
Ora, qua si ride e si scherza (non senza qualche ragione), ma io trovo che il fatto sia agghiacciante.
Perché l'invenzione del cosiddetto "mandato zero" ha un unico scopo plausibile: quello di poter continuare a proclamare che il limite massimo è due mandati anche se in realtà è diventato tre. Cioè, in buona sostanza, di cambiare una regola dando la sensazione, anche fonetica, che la regola sia rimasta la stessa.
Una presa per il culo. O un fake, come si dice oggi. Un fake dichiarato, rivendicato, filmato, pubblicato e diffuso sfidando l'ironia e il sarcasmo di mezza Italia, nel disperato tentativo di compiacere l'altra metà con un suono consueto, rassicurante, familiare.
Due.
Io qualche volta l'ho detto per scherzare, ma adesso ci siamo arrivati davvero: questa roba è nient'altro che l'esperimento di Pavlov in versione 2.0.
Suoni il campanellino e il cane sbava.
Dici "due" e il tuo pubblico applaude.
Hanno ridotto la politica a una questione di riflessi condizionati. Il resto non conta più niente. Solo i suoni. I simboli. I gusci.
Campanellino.
Due.
Applausi.
Sipario.
( Alessandro Capriccioli ).





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