Il governo Berlusconi ottiene la fiducia dopo il discorso alla Camera del Presidente del Consiglio, con una clamorosa marcia indietro del premier sul processo breve. Berlusconi promette a Fini di ritirare il processo breve, mentre entra in cantiere un ddl per il così detto "Lodo Alfano costituzionale"
Intanto i probi viri del Pdl sanzionano senza espellere i finiani Bocchino, Briguglio e Granata ricomponendo in parte la frattura del centro sinistra.
L'esecutivo pare reggere mentre Tremonti è costretto a fare una finanziaria leggera che non comprometta la tregua nel Pdl. Intanto il Pil italiano stenta a crescere, a fine anno l'Istat rivela che tra il 2009 e il 2010 la ricchezza del Paese è cresciuta di uno scarso 0,4% mentre la disoccupazione è galoppante, vicina al 9%.
Mentre la situazione economica è allo sbando e il legittimo impedimento viene bocciato dalla Corte Costituzionale, Berlusconi accellera il percorso del ddl costituzionale che viene approvato in via definitiva a febbraio, con l'astensione dei centristi e il voto contrario del centro sinistra.
Napolitano indice un referendum mentre i processi del premier riprendono. Si apre una feroce campagna elettorale a favore del sì al referendum che si tiene il 9 ottobre. Intanto, per riparare Berlusconi dalla possibile condanna viene nuovamente presentato il processo breve che è fatto su misura dei tre procedimenti a carico del presidente del consiglio.
Scoppia nuovamente la ribellione dei finiani che si dicono totalmente contrari al processo breve di cui Berlusconi aveva promesso il ritiro. Gianfranco Fini annuncia ufficialmente a maggio la nascita del partito Futuro e Libertà a Fiuggi, dove annuncia il voto contrario del movimento anche nel caso fosse stata posta la fiducia.
La Lega torna a tuonare contro tutto e tutti, chiedendo a Berlusconi di consenare le dimissioni. Intanto il Paese è nel caos economico e il processo di federalizzazione dell'Italia si rivela molto più lento del previsto a causa della disastrosa situazione dei conti pubblici.
La votazione sul processo breve arriva e il governo viene battuto alla Camera per i voti dei finiani. Berlusconi sale al Quirinale chiedendo le elezioni anticipate ma Napolitano tenta di creare un esecutivo tecnico anche in vista dell'imminente pausa estiva.
Il Presidente affida un mandato esplorativo al governatore della Banca d'Italia Mario Draghi che si presenta alla Camera con un esecutivo snello di 15 ministri tecnici.
Sebbene l'IdV sia contraria a scendere a patti, l'esecutivo Draghi riesce a strappare la fiducia grazie a un gruppo di parlamentari Pdl che si astengono. Bossi intanto minaccia la secessione e organizza una manifestazione a Roma nel cuore di luglio.
Draghi con un messaggio alla Nazione rende noto che i conti pubblici sono disastrati, il debito pubblico si avvia oltre il 120% mentre il deficit non accenna a tornare sotto il 3%.
L'esecutivo vara quindi una manovra finanziaria correttiva da 35 miliardi, con drastici tagli alla spesa pubblica e annuncia la necessità di una riforma del sistema statale. I precari della scuola, della sanità e di tutto lo stato in generale non vengono assorbiti, i congelamenti vengono estesi mentre viene approvato un grande piano anti evasione fiscale che prevede anche l'arresto e il totale sequestro dei beni agli evasori.
A settembre 2011 finalmente la finanziaria strappa la votazione finale mentre le forze politiche tentano di abrogare la legge elettorale in vigore. Dopo molte trattative si raggiunge un compromesso sul proporzionale con le preferenze, ma con una soglia di sbarramento al 5% alla Camera mentre all'8% al Senato.
In autunno c'è caos tra le file della Lega, Umberto Bossi muore e i suoi funerali si svolgono con solenne rito celtico. La Lega, dopo pochi giorni di tregua iniziale tra i leader, si spacca a metà: da una parte l'ex ministro dell'Interno Maroni fonda il Partito del Nord Unito, fedele a Berlusconi nel quale confluiscono leghisti moderati e non come Giulio Tremonti e Roberto Cota e che rinuncia alla secessione per un federalismo calibrato; dall'altra Matteo Salvini, giovane eurodeputato, da vita al Movimento per la Padania, che rivendica la vecchia indipendenza nella quale ormai non credevano più le alte dirigenze del partito.
Approvata la legge elettorale Draghi presenta le dimissioni e, mentre si delineano le coalizioni con Vendola eletto alle primarie di un nuovo centro sinistra riunito che propone di sostenere il lavoro in un'Italia con la disoccupazione al 10% e una lenta ripresa, Berlusconi e il suo Pdl - PnU e al centro formazione di Casini e Fini tra i loro due partiti, il referendum sul Lodo Alfano Costituzionale affonda trovando una netta sconfitta con il 56% dei votanti contrari alla legge ad personam.
Questi i candidati leader, i loro partiti e i loro programmi:
Ancora in sella alla guida di una destra sempre più populista e meno liberale, Berlusconi ha preso una grande batosta con il referendum di ottobre e rischia di non tornare più al governo con la nuova legge elettorale. Per riattirare consensi, l'asse Popolo della Libertà - Partito del Nord Unito presenta un programma per la riduzione delle tasse al 33% e lo smantellamento quasi totale del welfare state. Vuole approvare un sistema presidenziale e federale in tempi brevi.
Nichi Vendola è il leader indiscusso di un centro sinistra rinnovato e con una politica a favore del lavoro e di una green economy che risollevi le famiglie italiane e la questione ambientale. Vendola è sorretto dal Partito Democratico che assomiglia sempre più ai Ds allargati, dal partito del candidato premier Sinistra Ecologia Libertà e dalla Federazione della Sinistra di Paolo Ferrero. Nel centro sinistra intanto si è dissolta l'Italia dei Valori andata in parte a confluire nel Movimento a 5 Stelle, in parte nel PD e in parte in Futuro e Libertà.
Pierferdinando Casini è alla guida della coalizione centrista composta dal nuovo Partito della Nazione, composto dall'UDC, dall'Mpa, dall'Api e da parte di lettiani fuoriusciti dal PD, e da Futuro e Libertà di Gianfranco Fini. Si presenta come la coalizione liberale e attenta alle famiglie, contraria al presidenzialismo e al berlusconismo di Berlusconi me sicuramente lontani dalla sinistra.
Beppe Grillo si presenta con il suo Movimento a 5 Stelle nel quale sono confluiti alcuni ex IdV tra cui De Magistris. Movimento per un parlamento senza condannati e per l'informatizzazione dell'Italia, per l'ecologia e contro la vecchia classe pollitica.
Matteo Salvini unico rimasto della Lega insieme a Borghezio a credere ancora veramente nella secessione, guida il Movimento per la Padania, contro il traditore Berlusconi, contro la sinistra e contro i democristiani. Cerca quantomeno un'ampia autonomia del Nord e la futura indipendenza della Padania. E' un partito xenofobo e anti terrone.
Francesco Storace guida il suo partito, unico rimasto dalla svolta di Fiuggi ad oggi a rappresentare ancora l'MSI. Senza più le sirene del voto utile, rischia di mettere insieme abbastanza voti per entrare in Parlamento e formare un governo di destra, probabilmente con Berlusconi.
Marco Ferrando ha riunito tutti i partiti dell'estrema sinistra cercando di dare una rappresentanza a tutti coloro che ancora credono negli ideali marxisti e comunisti. Ha riunito tutti i partiti comunisti nel Movimento per il Comunismo.
I sondaggi
Alla vigilia delle elezioni ecco i sondaggi più attendibili
-Pdl 22%
-PNU 6%
-PD 26%
-SEL 7%
-FdS 3%
-PdN 11%
-FLI 7%
-M5S 4%
-La Destra 3%
-Mov Pad 6%
-M.C. 2%
-ALTRI 2%










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