Se stasera dice qualcosa su Bersani eD'Alema che rientrano poi mi dovra' spiegare perche' sul bientinese non ha aperto bocca.


Se stasera dice qualcosa su Bersani eD'Alema che rientrano poi mi dovra' spiegare perche' sul bientinese non ha aperto bocca.
Extra Ecclesiam Nulla Salus


Se i i sedicenti moderati e liberali votano un FASCISTA per paura di un governo di "sinistROTFL, quelli sono solo fascisti che aspettavano l'occasione buona, punto. A forza di inseguire la destra con la scusa di prendere il voto di INESISTENTI liberali e moderati, Renzi and co hanno consegnato l'Italia all'estrema destra. E sono assolutamente convinto che ne sia contento.Quindi bisogna evitare che molti altri voti dei moderati, dei liberali, dei liberali riformisti, possano andare a Salvini solo per contrapposizione al governo.
Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
Il Mein Kampf è una nota a margine del Manifest Destiny






RENZI, MODESTO PRODOTTO DELLA CRISI DELLA POLITICA
di Emanuele Macaluso
Matteo Renzi ha concluso quel che aveva preparato quando, ancora segretario del Pd, con una legge elettorale confezionata dal più fido dei suoi amici, il Rosato, fece eleggere alla Camera e al Senato i “suoi” gruppi parlamentari. Da allora, l’alternativa a cui ha sempre pensato era chiara a tutti coloro che volevano capire: o resto capo del Pd o sarò il capo di un mio partitino, ma pur sempre capo. Oggi, annunciando la scissione, Renzi conferma la sua vocazione: essere capo assoluto.
Nell’intervista a La Repubblica, tra le altre cose, Renzi afferma: “Il Pd nasce come grande intuizione di un partito all’americana, capace di riconoscersi in un leader carismatico e fondato sulle primarie. Chi ha tentato di interpretare questo ruolo è stato sconfitto dal fuoco amico”. Tutto chiaro. Lui, Renzi, è il “leader carismatico”, sconfitto non dai suoi errori ma dal fuoco amico. Ma questo “leader carismatico”, che dice di amare le primarie, avrebbe potuto candidarsi in contrapposizione a Zingaretti. Invece ha candidato suoi fedeli senza carisma e ha fatto vincere Zingaretti. Ridicolo e penoso. Il “capo carismatico” non si è candidato perché sapeva di perdere nel confronto con uno che non si candidava come capo carismatico. La verità è che Renzi non potendo più scalare il Pd con le tanto amate primarie, come fece la prima volta vincendo e defenestrando Letta da Palazzo Chigi, farà il “capo carismatico” con il suo partitino. Con il quale avrà un potere ricattatorio, grazie al suo gruppetto al Senato, nei confronti del governo, dato che i suoi voti saranno determinanti.
Nell’intervista a La Repubblica, Renzi dice d’aver rassicurato Conte di stare “sereno”, come disse a Letta. Vedremo come andranno le cose. Questa vicenda, però, chiama ovviamente in causa il Pd, per come esso è nato e per come non è cresciuto quale forza politica con un suo asse politico culturale e un suo insediamento sociale. In questa occasione non voglio rivendicare le ragioni per cui non aderii al Pd e scrissi un pamphlet, edito da Feltrinelli, dal titolo “Al capolinea”. Dicevo allora, e confermo oggi, che il Pd nasceva da una fusione a freddo tra i gruppi dirigenti dei DS e della Margherita, senza un coinvolgimento degli iscritti, senza un grande dibattito popolare che può scatenare dissensi e consensi e soprattutto passione politica. L’illusione che la partecipazione alle primarie di tanti cittadini, i quali però dopo il voto restano estranei alle vicende politiche del partito, fosse il massimo possibile della democrazia era del tutto infondata. Infatti, il Pd è nato ed è rimasto un aggregato di più soggetti e persone, separato da una partecipazione attiva degli iscritti. Anzi, iscriversi sembrava del tutto inutile. La vicenda di Renzi, in ascesa e discesa, oggi scissionista, è una conferma di questa analisi.
Infine, a me pare che quel che vediamo oggi, con il caso Renzi ed il modo stesso con cui i giornali commentano la scissioncina, ci dice che la crisi della politica continua a caratterizzare il sistema italiano. Infatti il caso Renzi è un modesto prodotto di questa crisi.
(17 settembre 2019)
Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...
…bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa


ntervistato da RadioTre Rai. Renzi ritorna sulle ragioni del suo addio: "Come due persone che le hanno tentate tutte per cercare di restare insieme, mi sono detto 'per quale motivo io devo continuare un intruso nella storia della Ditta che nei prossimi mesi si riprenderà D'Alema, Bersani e Speranza. Invece faranno senza di noi".
Lo sapevo . Ero sicuro. A' Matte'.....ma............!!!
Extra Ecclesiam Nulla Salus


ah, adesso addirittura è una scissione preventiva.....non sa che inventarsi per giustificare una scissione dettata esclusivamente dai suoi interessi personali. Che poi scissione lo vedo un termine troppo nobile, qua è semplicemente uno che se ne va e si porta via i suoi sguatteri.


Ma qualcuno mi può elencare le differenze di contenuto tra Renzi e il PD oggi?
Cosa sostiene il PD cui invece Renzi è contro, e viceversa?
Grazie
Against all odds




Lei non ha compreso la reale partita in campo.
Ad inizio legislatura il governo PD-M5s, era cosa fatta. Non è una mia opinione, è storia. Renzi, infrangendo il centralismo democratico del partito, ha mandato tutto all'aria. Da quel preciso istante, Renzi si è messo fuori da solo ed infatti è stato messo nella posizione di dover abbandonare il partito essendo stato escluso da tutti i ruoli direttivi del partito, lui ed i suoi accoliti. Era ovvio dovesse andare via.
Ora, finalmente, il PD si è liberato di colui che ha gettato nel fango il PD negli ultimi anni. Lui è il solo vero responsabile ed ora la gente capirà che il PD è definitivamente cambiato, tanto più che i 5S, ormai fanno parte integrante del nuovo Ulivo, una nuova alleanza che salverà l'Italia dal populismo fascisteggiante di Salvini.