Mi para che a questo punto e nel marasma più totale qualche domanda bisogna richiede delle considerazioni e risposte.
I 5S non vogliono andare a votare perché rischiano di scendere sotto il 15% e anche meno e Di Maio, che al balcone osannava l'aumento del debito, ha paura di rimanere a piedi, per questo cerca appoggi e dialoga con un PD delle cento, dove tutti vogliono dire la sua.
Ora si prospetta un ritorno a un nuovo accordo con la Lega. Li Salvini che ha paura di non aver più la poltrona, torna a più miti consigli e promette di fare il bimbo bravo. Tutto a posto, mi pare che dopo quello che Conte ha detto in faccia all'ormai definito "ganassa", sarebbe proprio da comica finale, e si perché alla luce dei fatti reali ci sono cose che lasciano perplessi gli attenti osservatori, al di la che la Lega ha bloccato la commissione di inchiesta sulle banche, perché, proprio da quelle sarebbero uscite delle belle sulle banche venete, dove i leghisti avevano le zampe, c'è la questione moscovita, dove il nuovo duce della Lega, prima negando poi ammettendo, cera dentro con le mani e i piedi in un affare finito nel ridicolo per l'insipienza dei faccendieri, non ha mai voluto rispondere ne al Consiglio dei Ministri ne tanto meno all'alleato partito di governo.
Ecco facciamoci una domanda seria dove ci stanno portando questo duo di bulletti, Di Maio-Salvini se si rimettono assieme.




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